Hotel Daniela, Talsano, 2019
Sto arrivando a Taranto con mio padre per lavoro. Mi chiede di controllare l'indirizzo dell'albergo per il navigatore, così apro per caso Tripadvisor e ho l'occasione di vedere le foto dell'albergo prima di arrivarci (molti hanno la mania di contollare qualsiasi cosa su internet prima di vederla dal vivo, è un'abitudine che ancora per fortuna non ho preso, ho già abbastanza preconcetti di mio). Qui capisco che dopo tanto tanto tempo, avrei fatto un nuovo post su questo blog, morto, e mi rendo anche conto che avrei dovuto scrivere questa intenzione nel testo. Apprendo così lo stato dell'albergo, dello stato squallido dell'albergo, non che mi interessi troppo, ho dormito in posti peggiori, ma questo faceva comunque schifo. Nell'avvicinarci capiamo che non solo l'interno era un esempio di tristezza unica, ma il contesto dei palazzi adiacenti era forse peggio. Praticamente l'albergo era ricavato in una schiera di condomini di circa 5 piani, poco distanti dal mare ma molto distanti da qualsiasi definizione di "bello" o "accettabile". Non c'è tanto da dire, poi si vede dalle foto, dopo pochi minuti ho capito che l'ampiezza delle camere era data dal fatto che fossero ricavate da monolocali, il che si ricollegava con il fatto che l'albergo fosse sostanzialmente un condomio tra gli altri. Spazi ingiustificatamente ampi, tristemente ampi, bruttissimamente ampi, desolati, per gli spazi liberi e per il poszionamento disfunzionale dei mobili. L'odore di polvere ne definiva ancora di più l'atmosfera. Non parlerò della reception per non includere nella descrizione quelle povere anime dei receptionist, già abbastanza abbattuti di loro. Il giorno dopo ci tocca la colazione, che ingenuamente decidiamo di fare in albergo. Il deserto. Anzi, il portale postmoderno adibito a credenza era una cattedrale nel deserto (vedi prima foto). Penso uno dei pochi alberghi che non danno le ciabatte.











