Sto dicendo di nuovo troppo spesso sì
E il punto è che non lo faccio per dovere. Lo faccio perché mi piacciono le cose.
Mi intrigano i nuovi progetti, le nuove opportunità. Sempre. In ogni area della mia vita.
Mi sento indietro con un progetto (chiamiamolo C.), ma nel frattempo ho detto sì a un nuovo progetto con A., sì a qualcosa con B., sì al marketing di B.D., sì a fare di più per R. e P., sì a più operatività su L.P.
Pensavo che avere un figlio mi avrebbe dato una scossa.
Invece eccomi qui, a mezzanotte, a chiedermi: perché?
E la cosa più strana è che tutto questo non sta portando nemmeno molti più soldi.
Devo trovare un modo per scegliere.
Darmi regole. Disciplina.
Perché la verità è questa: adoro il primo 20% di ogni progetto.
Poi mi annoio. Mi stanco. Voglio altro.
L’unico progetto a lungo termine che ho davvero portato avanti è D.
Con lei, certo, ogni tanto ho sentito il richiamo della novità.
Ma è sempre stato diverso. Più debole.
Lei è sempre venuta prima.
Forse non porto avanti i progetti perché sono indisciplinato.
O forse perché ho paura che funzionino davvero.
Si può avere paura che le cose vadano troppo bene?
C’è quella frase (sì, quella):
“La nostra paura più grande non è di essere inadeguati. È di essere potenti oltre misura.”
Un po’ come quella parola: cherofobia.
Ma non è il mio caso. Io sono felice.
I pensieri iniziano a scollegarsi.