Beautiful Things
PICCOLA STORIA DI L.
Entrai nella sua casa una volta sola, poco dopo il matrimonio. Non eravamo stati invitati , ma in fondo L. e il consorte erano amici "estivi", lontani centinaia di km da noi.
La casa, un' antica abitazione arroccata sulle pendici della città imbiancata di calce, era fresca e silenziosa. Dalle ventose terrazze si poteva, in lontananza, vedere il mare e tutti i campanili costruiti in epoche più recenti.
La città vecchia custodisce la sua immutata magia, in ogni angolo le pietre raccontano il passato di innumerevoli generazioni, anche il tuo, se sei passato per i vicoli dal selciato scivoloso.
L., durante la visita di cortesia, ci fece vedere ogni stanza. Mi colpí l' arredamento, erano mobili giganteschi e scuri, in legno massello, appartenenti alla cultura contadina ottocentesca e davano all' ambiente un senso di austera rigidità.
Mi colpí, quasi come se fosse un presagio, la cameretta destinata a un ipotetico figlio. Ecco, lei sí, era tutta bianca, quella culletta protetta da un delicato baldacchino, un armadio in miniatura, un piccolo comó e...insomma...tutto pronto.
Ma
Ma L. non ebbe mai un bambino e io, in questi lunghi anni, ho avuto spesso la visione di quella cameretta e della sensazione di sgomento che provai alla sua vista.
L. fu castigata dal destino, maledetto e beffardo. Il suo tanto amato marito la tradì e il torto più grande non era rappresentato dalla bellezza o giovinezza dell' altra. No, l' altra era più colta, più affine, più...più.. più...L. si ritrovò senza armi, senza poter competere, senza più amore.
Non lasciò mai il marito, non avrebbe potuto ammettere una sconfitta in quel paese che non ha pietà delle disgrazie umane, ma L. si ammaló e lasciò per sempre quell' uomo troppo amato uscendo di scena vincitrice, (e spero) lasciandogli in eredità rimorsi e rimpianti.
La ricordo così, sempre sorridente, con i suoi stupendi occhi azzurri e il desiderio disatteso di quel bambino rimasto per sempre nei suoi sogni











