Volevo dirti che sto bene in ogni posto ma non sono al posto giusto se non ci sei tu.
Massimo Bisotti. (via stomaledentromanonpiango)
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Volevo dirti che sto bene in ogni posto ma non sono al posto giusto se non ci sei tu.
Massimo Bisotti. (via stomaledentromanonpiango)
mein Glück
Mi viene voglia di scrivere sempre in certi periodi della mia vita. Quando sono estremamente triste, e quando sono estremamente felice. L'ultima volta che ho scritto qualcosa di sensato e profondo, ero estremamente nel primo caso. Convinta, decisamente convinta, che io l'amore non l'avrei più provato. Ora scrivo di nuovo, stavolta sono felice. Di quella felicità che non può essere descritta a parole, ma deve essere provata. Avete presente quando tutto vi sembra nero? Quando anche ad un “ti voglio bene” non riuscite a credere che sia vero? Quando non avete fiducia in nessuna, e dico nessuna persona? Qualche mese fa mi trovavo in questa situazione. Stanca di correre dietro alle persone, di bramare amore in qualsiasi persona e non trovarlo in nessuno, nemmeno in me. E così dopo l'ennesima presa per il culo mi sono detta che dovevo vivere per me e non pensare a nessun altro. E quel giorno, quella sera, a una stupida festa della birra del mio paese, ci hanno presentati casualmente, e la prima cosa che ho pensato è stata “ecco un altro imbecille”. Uno scambio di parole e lo stupore di non conoscersi in un paese piccolo come il nostro. Una richiesta di amicizia, un mi piace e finisce lì. Mi stavo divertendo, volevo sentirmi spensierata e divertirmi con i miei amici, contava solo quello. Arriva la sera del mio ventesimo compleanno: 50 euro partiti in alcolici per me e per i miei amici, un vestito bordeaux e musica in una villa. C'eri tu. Bello, devo dire molto, occhi azzurri, capelli castano chiaro e un sorriso da imbecille. Ti passo di fianco, mi sento prendere il braccio, mi giri e guardandomi mi dici “sei bellissima stasera”, e penso di nuovo a quanto sei imbecille ma da ubriaca prendo al volo l'occasione e quando mi baci non ci penso due volte, anzi non ci penso nemmeno. Mi ricordavo solo che fossi un bel ragazzo e che stavi facendo infermieristica, il resto l'avevo scordato. Passano altri giorni, non ci penso, ma poi penso e ti scrivo, ti faccio una domanda di cui sapevo già la risposta e da lì cominciamo a sentirci, a vederci nei bar che entrambi frequentavamo mentre prima non ci eravamo mai beccati. Comincia tutto come un divertimento, sai quando non te ne importa di niente e fai tutto quello che normalmente non avresti mai fatto? Sei stato così per me, e inaspettatamente per entrambi, da un semplice divertimento siamo diventati molto, molto di più. Ricordo quando ho letto il terrore nei tuoi occhi quando ti ho mostrato i primi segni di gelosia. Ma ricordo anche come cominciavi a guardarmi. Mi ricordo il primo appuntamento, io e te, un parco, una voce e la tua chitarra. Mi ricordo quando cominciavi a dire che probabilmente “ti stavi prendendo bene” ed io ero spaventata. Poi c'è stata una sera in cui ho capito che tutto quello che pensavo non era esattamente così. Mi hai portata a cena sul lago e mi ricordo ancora i nostri sguardi timidi, perché avevamo capito che ormai eravamo entrambi cotti. E mi ricordo il momento in cui mi hai raccontato di tuo fratello, del fatto che mi avevi mentito ma volevi farti conoscere. Non so come hai avuto la forza di dirmelo, ma nei tuoi occhi ho visto la parte più debole di te.. Lì ho capito che non eravamo più un divertimento per entrambi, e soprattutto io non lo ero più per te: quella volta ci stavamo spogliando seriamente per scoprire le parti più nascoste di noi. Ad oggi posso dire di amarti davvero tanto, di aver conosciuto la parte di te che non mostri a nessuno e di amare ogni parte di te. Mi sono lasciata di nuovo andare e ammetto di aver paura, ma vivere il momento è così emozionante che probabilmente me ne pentirei. Sei un po’ tutto quello che mi aspettavo di riprovare, e il tutto è reso ancora più bello perché è stato inaspettato. E sai la cosa che mi piace di più di te? Il tuo sorriso, quello che definivo da imbecille all'inizio. Perché ora so chi sei, e stimo il fatto che ogni volta che ti vedo hai sempre il sorriso stampato in faccia, e mai il muso. E automaticamente fai sorridere anche me in una brutta giornata. Ormai quel sorriso è quello che voglio vedere tutti i giorni sul tuo viso, come il tuo sguardo su di me perchè quando mi guardi mi cambi il mondo.
Lui non era bellissimo, lui era come l'arte. E l'arte non deve essere bella, l'arte deve farti provare qualcosa.
Non so di chi sia, ma la amo. (via youareallmyworld)
Sono fatta così, ci sono se ci sei, se ti allontani aumento le distanze.
Lucrezia Beha (via lucreziabeha)
Un giorno anche la guerra s'inchinerà al suono di una chitarra
Jim Morrison (via johnnykingsweet)
Certe cose non puoi prolungarle all'infinito. Viene il momento in cui devi strappar via il cerotto. Fa male, ma poi passa e ti senti meglio.
John Green, Cercando Alaska (via respirotralepagine)
E ci perderemo ancora altre dieci, cento, mille volte. E ci ignoreremo per giorni interi, con mille incomprensioni, odiandoci a vicenda e tenendoci il broncio. Ma poi in un momento ci ritroveremo, in mezzo alla folla i nostri occhi si incroceranno, si cercheranno in silenzio. E saremo ancora noi. Sempre a un passo dal distruggerci e a due dal ricomporci.
pezzidicuorestrappati
Io non dimentico niente. O meglio, dimentico chiavi, quaderni, gli spiccioli per la macchinetta. Dimentico l’appunto dal dentista, di rifarmi lo smalto, un sacco di cose in realtà. Quello che non dimentico mai sono i tuoi occhi castani, il tuo sorriso, gli abbracci, le nostre conversazioni. Non dimentico il tuo profumo, le promesse che mi fai e puntualmente non mantieni. Insomma, potrei dimenticarmi di qualunque cosa, ma mai, ma di te.
pezzidicuorestrappati
(via pezzidicuorestrappati)
Perché c’era qualcosa, tra quei due, qualcosa che in verità doveva essere un segreto, o qualcosa di simile. Così era difficile capire ciò che si dicevano e come vivevano, e com’erano. Ci si sarebbe potuti sfarinare il cervello a cercar di dare un senso a certi loro gesti. E ci si poteva chiedere perché per anni e anni. L’unica cosa che spesso risultava evidente, anzi quasi sempre, e forse per sempre, l’unica cosa era che in quel che facevano e in quello che dicevano e in quello che erano c’era qualcosa - per così dire - di bello.
Alessandro Baricco (via lucifer-lux)
Secondo me, la parola più bella in tedesco è “Lieben” che vuol dire amare, perché sta a una sola “i” di distanza da “Leben”, che vuol dire vivere
Prof di tedesco
(via viviamopersognare)
Come si chiama quando pensi che anche le persone che ti vogliono un bene dell'anima alle tue spalle ti deridano e parlino male di te?
La voglia di rassicurazioni. La necessità di sentirsi protetti, al sicuro, dentro un abbraccio. Quella, quella non passa mai.
- Antonella Coletta (via unpostodovetumiamavi)
Ho capito che non importa dove sei, o con chi sei, resterai per sempre sinceramente profondamente nel mio cuore.
Scrivimi ancora. (via 224kmlontanadaloro)
Oggi mi manchi. Funziona sempre così, la stessa storia che si ripete. Riesco a stare bene per un po', riesco a distrarmi, a non volerti più, a non sentire la tua mancanza, perché mi sento forte della mia decisione, perché non sono scesa a compromessi per te, perché voglio tutto o niente. E tutto questo dura per un po'. Poi una mattina mi sveglio e senza preavviso comincio a sentire improvvisamente la tua mancanza. Mi sveglio e vorrei sentire solo la tua voce per cinque secondi. E quella mattina purtroppo è arrivata, è questa mattina. So che era giusto così, ma oggi mi manchi.
Una volta ho letto una frase che diceva "fa meno male un amore non corrisposto che un amore prima corrisposto e poi che non c'è più" o qualcosa del genere. E cazzo se è vero. Preferivo stare male per dei coglioni che non mi volevano piuttosto che passare quello che ho provato tempo fa perché l'amore della mia vita si è alzato un giorno non amandomi più. Ho solo una cosa da dire: ho vinto io perché non starò mai più male per nessun coglione sulla faccia della terra. Non proverò mai più niente del genere ne sono sicura, e di conseguenza non starò più così male.