Per tutte le volte che io sono stata dolore e tu cura. Per tutte le volte che tu sei stato dolore e io lacrime.
Per tutte le volte che abbiamo fatto l'amore nella nostra testa, alla stessa ora dello stesso giorno, senza saperlo.
Per tutte le volte che non ho avuto il coraggio di dirti “senti questa canzone come parla di te”.
Per tutte le nostre fantasie che hanno fatto il giro del globo varie volte alla velocità del vento.
Per tutto il mondo che non conosce nulla di noi e a cui potremmo fare invidia e rabbia.
Per i nostri corpi che si sono uniti e assaggiati e mangiati e divorati e vomitati senza spostarsi dai rispettivi letti.
Per tutte le tue parole non dette, per tutti i tuoi silenzi, per tutte le frasi lasciate a metà, per tutti i significati che ho dovuto imparare a decodificare, per tutta la nebbia nella tua testa che mi impediva di vedere.
Per tutti miei monologhi senza senso e senza fine, per tutte le volte che mi hai costretta a tacere, per tutte le parole che ti ho buttato addosso accerchiandoti e rubandoti ossigeno, per tutte le parole che ho scritto su di te ovunque e tu non hai letto.
Per tutte le volte che non mi sono sentita abbastanza, per tutte le volte che mi sembravi troppo, per tutte le volte che forse hai pensato la stessa cosa.
Per tutte le volte che avremmo dovuto mangiare insieme, per tutte le briciole che non ti ho rovesciato nel letto, per tutti i film senza finale che avremmo dovuto guardare per la troppa voglia di fare l'amore, per tutte le tue espressioni buffe alle quali non ho potuto ridere, per tutte le volte che non ci siamo raccontati le nostre giornate, per tutti i “mi manchi” che ci siamo dedicati.
Per i nostri dialetti inconciliabili, per le nostre radici opposte, per i nostri toni di voce poco incastrabili, per le nostre mani che non si sono tenute per strada, per quella panchina vuota d'agosto che non ci ha più visto insieme.
Per tutte le volte che ho creduto di perderti, per le volte che ti ho perso e sono andata in un angolo ad aspettarti, per tutte le volte che non ero il tuo primo pensiero, per tutte le volte che ci ho sofferto, per tutte le volte che ho avuto gli occhi lucidi e ho trattenuto un urlo davanti a chi non poteva capire.
Per tutte le volte che abbiamo litigato senza poter fare l'amore come bestie subito dopo, per tutte le volte che le nostre vite hanno preso direzioni diverse, per i giorni muti e le notti insonni, per tutti i tuoi sguardi rivolti altrove, per tutti i miei sorrisi annoiati ai complimenti di sconosciuti, per tutti gli occhi che ci hanno visto ridere e non hanno capito cosa ci mancava.
Per tutti i posti in cui ti ho portato con me, per tutte le frasi dei libri che avrei voluto leggerti ad alta voce, per tutte le volte che non mi sono addormentata sulla tua spalla su un autobus di periferia, per tutte le cose sconce che non ti ho sussurrato all'orecchio al buio di una sala del cinema, per tutte le volte che non ti ho sfiorato la barba per ristabilire il battito normale del cuore dopo aver fatto l'amore, per tutte le volte che non ho potuto riconoscere la tua camminata tra la folla.
Per tutte le vite felici che non potremmo avere.
Per il costume giallo che indosso uscendo dal mare sudafricano mentre mi fai una foto.
Per il camino che scoppietta in una salone di legno su una casa che affaccia su una scogliera irlandese mentre mi baci il collo.
Per il bacio che mi dai nella metro di San Pietroburgo per non farmi sentire il freddo.
Per tutte le volte che mi hanno detto “non credo si possa trattare di amore” e io ho risposto “infatti è molto di più”.