Carissimi giovani,
sono felicissima di salutarvi, tutti voi che siete venuti a Loppiano e anche tutti quelli che sentiranno questo saluto.
E dirvi, sì, qualcosa che mi sta molto a cuore. Cioè, voi avete pensato questa giornata di oggi come una giornata di festa comune. Però la festa presuppone un incontro e per incontrarsi bisogna camminare.
Voi l'anno scorso avete progettato di costruire ponti, abbiamo fatto un Genfest in cui abbiamo visto quanto può essere faticoso anche costruire un ponte.
Ma anche dopo averlo costruito, se non si cammina su questo ponte, rimane materiale inerte, un materiale che non serve.
E allora, il ponte serve proprio a unire. Serve proprio per incoraggiarvi ad attraversarlo per incontrarvi. E guardatevi intorno: magari c'è qualcuno che non ha il coraggio di fare il primo passo. Fatelo voi per loro. Magari c'è qualcuno che ha cominciato e poi si è fermato perché la salita è troppo alta. Allora andategli incontro, attraversate anche il culmine. Magari qualcuno farà dieci passi e voi ne dovete fare novanta per incontrarvi.
Non vi stancate, non vi stancate. Il ponte c'è per questo. Fare il primo passo significa voltarvi verso il giovane che avete affianco e dirgli, se potete, o se non potete dimostrargli, che veramente siete pronti a fare qualcosa per lui, con lui.
Qualunque sia la sua provenienza, qualunque sia la sua idea, qualunque sia il suo stato di vita in questo momento, voi siete pronti a incontrarlo. E in questo incontro io credo che è il primo passo, che poi vi porterà sempre più avanti, che porterà sul ponte la moltitudine di giovani.
Cioè sarete tutti su un'unico ponte, su un unico ponte da cui poi partirete per il mondo a costruire veramente questo mondo unito che abbiamo sognato insieme al Genfest, e che però abbiamo anche visto possibile.
Visto possibile proprio per questi ponti che avete costruito e che adesso volete attraversare.
Coraggio, il primo passo è certe volte il più costoso. Il primo passo è il più difficile da fare. Ma abbiate coraggio, lo facciamo insieme. Vi ringrazio.
... Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero.
Poi la domanda che un mio amico mi ha posto ieri, se credevo in mondo unito, certamente io credo in un mondo unito. Dobbiamo quindi agire insieme come un popolo unito. Io ai giovani questo dico: battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza giustizia sociale non è che una conquista facile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. Rispetta, ama il tuo prossimo. E se tu ragazzo musulmano ami, e tu cristiano ami, e tu ebreo ami, e tu indù ami arriverete certamente ad amarvi a vicenda e così fra tutti ed ecco realizzato un brano della fraternità universale. E questo farà tutta la differenza.
Abbiamo appena presentato "Crossin' The Bridge" a Maria Voce Emmaus e Giancarlo Faletti, Presidente e Co-Presidente del Movimento dei Focolari, alla presenza di tutti gli abitanti della cittadella internazionale di Loppiano che ospiterà come ogni anno l'evento.