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Vincent van Gogh, Le Soleil In this eternal winter
“Nel sogno sei autore e non sai come finirà.”
- Cesare Pavese, 8 ottobre 1943.
In greco, «ritorno» si dice nóstos. Álgos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare.
Milan Kundera, “L’ignoranza”. (via bowje)
E. Munch Il bacio
Klimt Danzatrice
LOUIS SCUTENAIRE POESIA Dove sono le ragazze forti che amavano tori E dove le delicate in estasi sotto una nube O le artiste che si dannarono per un cigno? Stanno nelle vostre febbri stanno nelle vostre braccia Stanno nei vostri letti stanno nei vostri libri E siete le loro bestie e i loro spettri di bruma. (da Anthologie du surrèalisme en Belgique, 1972) Le tre figure di donne elencate nella prima terzina di questa poesia: Pasifae, la moglie di Minosse, che con uno stratagemma si unì a un toro generando il Minotauro; Danae, madre di Perseo, fecondata da Zeus sotto forma di pioggia d’oro; Leda, madre di Clitennestra, Elena e dei Dioscuri, innamorata di un cigno. Il surrealista belga Louis Scutenaire (1905-1987), amico di René Magritte, con il quale realizzò una simbiosi artistica corredando le sue immagini di testi, ritrova quelle donne del mito nel sogno, nella vita, ne rivede tratti nelle donne amate, nelle pagine dei libri, nei versi che si scrivono e si leggono. Ritrova in ogni uomo la personificazione di quegli animali, di quella nube divina donando al mito il suo significato antropologico, riportando nel quotidiano la sua originaria funzione sacrale, la sua interpretazione metastorica della realtà.
Non esiste ricordo da abbandonare come fosse una fredda, stanca cenere cui più non somigliamo: ogni vero ricordo è ancora un richiamo, una verità che ci lavora nelle ossa, un febbrile atto di sfida al buio di domani… GIOVANNI ARPINO, L’ombra delle colline
Ma Lei
Lei non vive che per la sua forma Lei ha la forma di uno scoglio Lei ha la forma del mare Lei ha i muscoli di un rematore Tutte le spiagge la plasmano Le sue mani si aprono su una stella I suoi occhi nascondono il sole Un’acqua lavata il fuoco bruciato Calma profonda calma creata Che incarna l'alba e il tramonto Per averne conosciuto il fondo Io servo la forma dell'amore Non è mai la stessa Servo dei ventri e delle fronti Che si cancellano e si trasformano Fresca stagione calda promessa Lei è alla misura dei fiori E delle ore e dei colori Livello di forza e di debolezza Lei è la mia perdita di coscienza Ma io rifiuto il suo inverno. Paul Eluard (Traduzione di Vincenzo Accame)
Come la fantasia riesce a dar corpo a quel che non conosce, così la penna del poeta riesce a dare a un’aerea chimera una solida dimora e un nome definito.
WILLIAM SHAKESPEARE, Sogno di una notte di mezza estate
Ma la cosa più dolce se un lenzuolo / copre due innamorati / e i loro cuori esaltano Afrodite. ASCLEPIADE, Antologia Palatina, V, 168
Due ” Amore e Psiche” del Canova e del pittore Gerard, provenienti dal Louvre ed esposti a Palazzo Marino (Milano) nel 2012
In stretto rapporto sono l’intero e il parziale, il concorde e il discorde, l’armonico e il disarmonico: da tutte le cose viene l’unità, e dall’unità tutte le cose.
Eraclito, Frammento 10