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@dreamerfrancesca
’ Rimaniamo amici?“
’‘Ti dirò la verità. Avrei detto di si, se fosse stato per me, saremmo potuti essere quello che volevi. Ma la verità è che non potevamo rimanere amici, la verità è che io ti amavo con tutto me stesso. E tu no. Non esiste amicizia tra una persona che ama e una che vuole bene. Perchè se la persona che vuole bene cerca una carezza come consolazione, per l'altra, la carezza, sarà solo un illusione di essere amato. Quando ci si bacerà sulla guancia per salutarsi, la guancia di uno andrà in fiamme. Sognerà per dieci notti quel momento. Ma il momento peggiore sarà quando uno ti dirà ” ti voglio bene’’, e l'altro, innamorato, risponderà “ ti voglio bene anch'io.”
Belle le parole. Puoi dire di tutto, ma nella realtà ? Nella realtà io non ti ho ancora scordato, tu già mi hai sorpassato e seppellito. A starti vicino non posso a starti lontano non riesco. Dimmi se una soluzione c'è.
Perdersi nei tuoi occhi ed accorgersi che erano occhi sbagliati.
“Se ti chiedessi di darmi un numero da 1 a 10, quale mi daresti?” Mi chiese mentre stavamo tornando a casa dal ristorante. “Dio, 10 ovvio, che domande”, esclamai sorridendole. “No, seriamente.. pensaci, non mi offendo e vorrei che mi dicessi la verità!” disse senza che io potessi aggiungere altro. Stemmo in silenzio in macchina, finché non la accompagnai a casa sua. “Buonanotte allora, a domani” le dissi strappandole un bacio dalla bocca. “Buonanotte scemo” mi sorrise. “Sempre 10” le dissi e lei sorrise. Andai a casa e ci pensai per tre ore, più esattamente per tre ore e quarantasette minuti. Non è facile dare un numero ad una persona, basandosi solo su dieci numeri. Erano le due del mattino e ancora non riuscivo a prendere sonno così mi alzai dal letto e mi misi a scriverle una lettera:“Non so esattamente cosa stia scrivendo o perché lo stia facendo, spero solo che mi aiuterà a capirne di più su di noi e sul numero che dovrei darti. Spero, allo stesso tempo, di riuscire a chiudere occhio, perché non riesco a non pensare ad altro che a quella domanda. Dimmi, come si fa a dare un numero ad una persona? Tu non puoi scegliere, cioè, è una cosa insensata, però io voglio provarci, seriamente. 10 deve essere l'eccellenza e ovviamente l'1 è il suo contrario. Si comincia ad arrivare alla sufficienza, vera, al numero 6 e sicuramente tu sei oltre a quello. Facciamo così: partiamo dal numero 5, è una via di mezzo. Sei testarda, non mi ascolti mai e quando ti parlo, fai sempre il contrario. Facciamo che sali a 6 per questo. Perché? Semplice. Se mi ascoltassi sempre, saresti una persona completamente noiosa e quindi è un vantaggio. Sei. Non ti piacciono i miei gusti musicali e solo per questo dovresti scendere a meno 10, inoltre non ti piace la cucina straniera, ma ti piace quella piccante. Abbiamo gusti completamente diversi e per questo sei diventata un 7 ½. Perché? Per il semplice fatto che se avessimo gli stessi gusti, non avremmo nulla su cui discutere. Sette e mezzo. Quando mi vedi con un'altra ragazza, non fai vedere la tua gelosia e questo vale come un punto in più. Otto e mezzo. Sei bellissima e questo ti fa ascendere a 6 ½. Perché? Perché ti fai desiderare involontariamente e questo mi fa paura. La paura di perderti ti fa scendere a 4, perché? Perché se ti perdessi, mi faresti del male, sentimentalmente, e io ho bisogno di te. Ecco, questa piccola o forse enorme dipendenza da te, ti ha fatto arrivare a 0. Perché senza di te, sono zero. Sei uno 0, con un 1 davanti. Un dieci. Perché? Perché mi bastano i tuoi occhi per non pensare a nulla. Due occhi color castano scuro che mi hanno fatto perdere la testa.” “Ho capito ora” mi dissi con le lacrime in viso. Lei è il mio 10.
(via i-justwannarunaway)
Mi sono accorta di avere a che fare con persone che cercano si appertenere a qualcosa, che sia una moda, un gruppo di amici, insomma qualcosa che dica chi sono. E mi sono resa conto che è tutto un discorso di a chi o a che cosa appartieni, allora qui la domanda mi sorge spontanea. Ma posso semplicemente appartenere a me stessa, a quello che rappresento senza essere omologata a qualcosa ? Essere semplicemente me stessa, senza seguire masse, mode, religioni, persone, credenze o stereotipi ? Io sono io e non me ne può fottere di meno se tu non mi apprezzi, se mi trovi strana perché io non te l'ho chiesto di giudicarmi o di guardarmi. Perché per me essere se stessi è il miglior modo per distinguersi.
dreamerfrancesca ❤️
Ho scelto di eccellere nella mia vita!
È sempre stato così: io contro il mondo, stop. Mai avuto bisogno di nessuno.
Prendi decisioni, capisci chi sei, ama la vita, cogli l'attimo, si te stesso, ama, soffri, ridi, piangi. Insomma, vivi senza risparmiarti mai.
“Grassa” di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla; ricordavo di averlo visto succedere sia quando andavo a scuola sia tra le adolescenti. Così ho ricordato com’è strano e malsano l’insulto “grassa”. Voglio dire, “grassa” è davvero la cosa peggiore che possa essere una persona? Essere “grassi” è peggio che essere vendicativi, gelosi, superficiali, vanitosi, noiosi o crudeli? No, per me no. Vengono indicati come esempi da imitare quelle celebrità le cui più grandi imprese sono unghie perfettamente smaltate, le cui uniche aspirazioni sembrano essere farsi fotografare con nove vestiti diversi in una sola giornata, la cui unica funzione nel mondo sembra essere il sostegno del commercio di borse dal prezzo esorbitante e di cagnolini grossi come ratti. Forse tutto questo sembra comico o di poca importanza, ma non è così. Si tratta di quello che le ragazze vogliono essere, di quello che suggeriscono loro di essere e di come si sentono per essere come sono ed in un mondo ossessionato dalla magrezza mi preoccupa, perché non voglio ci siano cloni emaciati con l’ossessione di se stesse e con la testa vuota. Vorrei ragazze indipendenti, interessanti, idealistiche, gentili, caparbie, originali, divertenti.. C’è un migliaio di cose, prima di “magre”.
J.K Rowling
(via i-librichefortificanolanima)
Non siate l'imitazione di qualcuno, siate voi stessi.
È che io non credo nel destino.
Mi fai ancora perdere la ragione.
Si sta meglio senza. Chi è d'accordo ?
Lo so che adesso ti sembrerà impossibile. Ma un giorno, e per “giorno” intendo un tempo indefinitivamente vicino, ti basterà una parola, o una frase, e riguarderai indietro a ciò che ne è stato di te e della tua adolescenza. I ricordi si affolleranno nella tua mente per scorrere ad uno ad uno, come quando riguardi un cumulo di vecchie fotografie. E non un album fotografico. Dico davvero, perché succederà come quando apri una scatola di vecchie foto e alcune ti cadono addosso, altre strabordano dai lati della scatola troppo stretta. E tu li rivedrai con accuratezza, lieve nostalgia, saltandone alcuni, soffermandoti su altri. E rivedrai, e ricorderai. Di tutte quelle volte che ti sei dovuta rialzare da sola, di tutte quelle volte che hai dovuto coprire le tue cicatrici interne, e ricacciare indietro le lacrime che ti si erano accumulate in gola, dietro gli occhi, dappertutto. Di tutte quelle volte in cui ti sei sentita crollare, ma poi non sei più caduta, sostenendoti con le tue piccole braccia. Quanto eri fragile vero? Ti vedi? Mentre piangevi per un’amica persa, per il tuo ragazzo che, stronzo com’era, ti ha tradito con un’altra. Come se fossi nulla, come se fossi polvere. Invece no. Te ne sei resa conto adesso? Intendo, di quanto vali. Lo vedi tuo marito lì seduto accanto a te? Chissà se la conservi ancora la felpa che ti regalò al vostro primo appuntamento. Di certo conservi ancora il suo primo abbraccio incastrato tra le costole. E tua mamma? Ma te la ricordi tua mamma quante cose ti ha proibito con sguardo contraddittorio? E tu quante volte hai desiderato fuggire di casa? Mollare tutto. Scuola, amici. Adesso tua mamma è una signora da abbracciare, a cui tenere compagnia, da amare con tutto il cuore. Da ringraziare per tutte quelle volte in cui ti ha protetto, mentre tu eri inconsapevole dell’amore che ti stava dando. Adesso non puoi più mollare tutto. Hai un lavoro, e a dire la verità, neanche hai voglia di lasciarlo. Ti fa sentire utile. Aspetta, stanno suonando il campanello. Devi mollare un attimo i ricordi, vai ad aprire. Oh, ma è lei. La tua migliore amica. Lei, che è rimasta nonostante tutto. La abbracci come nei vecchi tempi, e la fai accomodare nel soggiorno, invece che nella stanzetta. Voglio dire, ma tu te la ricordi la tua vecchia stanzetta? A tratti sì, a tratti no. Tutte quelle fotografie che avevi incollato sul muro, quelle scritte sopra il letto che leggevi ad una ad una prima di andare a dormire. Volevi dire tante cose al mondo, tu. Piccola com’eri. Volevi dire tante cose anche a te stessa. Tu, ma proprio tu, che avevi paura di non riuscire ad andare avanti. Che c’erano momenti della tua vita in cui pensavi di lasciare tutto. Adesso guarda, fuori dalla finestra. Non ci pensi, a quanti tramonti hai vissuto? Come sono stati? E il bacio con il tuo vero amore. Perdonami. Ma davvero volevi rinunciare a quelle corse per non perdere il pullman, ai lunghi discorsi con le amiche, a tutto quel tempo passato davanti allo specchio a non accettare niente di te stessa, e poi ti bastava un “sei bellissima” da una persona a cui tenevi, per stare bene. O quando un complimento non arrivava mai. E davvero volevi rinunciare all’emozione che hai provato quando hai trovato il tuo vero amore? Che hai pensato “È lui che cercavo. Nessuno mi potrà far del male ora che c’è lui.” Sai che ti dico? Che forse a volte ti mancheranno anche, quelle interrogazioni, mentre mostri la tua pagella ai nipotini. Quelle chiacchierate prima di una verifica decisiva. A tutto ciò che dicevi contro i tuoi professori. Adesso, qualcuno ti sta abbracciando da dietro. Ti giri ridendo. È tuo marito che è appena tornato dal lavoro, e ti saluta con un bacio in fronte. Lo sa lui, che ti sono sempre piaciuti, i baci sulla fronte. Ti fermi un attimo. Tu volevi dire tante cose al mondo, adesso ne vorresti dire solo una. Vorresti parlare alla te del passato, dirle di rimanere forte, che tutto passerà. Ma non puoi. Così vai nella cameretta di tua figlia, prendi un piccolo foglietto, mezzo strappato mezzo intatto e prendi una penna dal suo portapenne strapieno. E con la tua grafia disordinata, le scrivi: “Vivi ogni attimo. Respira, perché a volte ti manca l’aria in questa vita di strepiti e confusione. Ascolta. Perché spesso in questo mondo si sente, ma non si ascolta mai. Parla, devi dire ciò che senti e ciò che provi. Esadisci i tuoi desideri, perché arriveranno momenti in cui non li desidererai più. Gioisci per le cose che ti piacciono. Devi fare ciò che ami, non ciò che gli altri vogliano che tu faccia. E devi essere come tu vuoi essere, non come ti vogliono gli altri. Sei viva. E allora vivi. Che ci saranno momenti che non torneranno più.
Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)
Sto piangendo.
(via laragazzadellaportaaccanto)
“Devi fare ciò che ami, non ciò che gli altri vogliano che tu faccia. E devi essere come tu vuoi essere, non come ti vogliono gli altri.”
(via mihaiguardatapercaso)
Io giuro che sto piangendo. È la cosa più bella che abbia mai letto.
(via amorimpossibili)
Sto piangendo, complimenti a chi l’ha scritto. Mi sono immedesimata, mi sono vista li’ fra quelle parole e righe. È meraviglioso.
(via laricamatricedisogni)
Vi giuro che sto piangendo, è una meraviglia!!
(via alotoflovesworld) Non c’è cosa più bella.
(via nessunosiaccorgedelmiodolore)
“ci saranno momenti che non torneranno piú.”
(via imnotstrongenought)
Magnifico
(via eadessovivosoloperte)
È la storia più bella, basta.
(via stomorendoaiuto)
Aiuto, è perfetta.
(via ituoiocchiverdiovunque)
La bellezza.
(via iunmistodiaciditaedolcezzame)
MERAVIGLIOSA.
(via alkapipat)
È la cosa più bella che io abbia mai letto. Sto piangendo come ‘na cretina…
(via quellaragazzatroppotimida)
Dio mio
(via cosa-ce-di-semplice)
mio Dio, mi hai fatta piangere…è una delle cose più belle che abbia letto.
(via theartist95 )
Bellissima.
(via cercavoilsoleduranteunuragano)
Me ne sono innamorata. Complimenti a chi lo ha scritto, davvero.
Ricordare era proibito. Dimenticare mi faceva paura
Isabella Swan, New Moon.
Lui: Mi manchi.
Lei: Sono una persona che manca...
Anche tu.