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"I'm Dorothy Gale from Kansas"
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@egodistonica
can we have disgusting sex and then sleep together while cuddling naked?
am i making you feel sick?
tumblr isn't a social media it's actually my bed and u all are my plushies watching me talk to myself
Magnolias are so ancient plants that almost every other plant and insect who came to being around the same time as them has gone extinct by now. They are the loneliest plants in this world. Does anybody understand how much grief it gives me that the symbolic flower of Kuras is magnolia.
may i please direct your attention to the poem dinosaurs smelled magnolias by dalton day!!!!!
concept: extremely sweet and caring guys that fuck you like an animal in heat
Hai presente
me?
Hai presente
le mie lacrime
su di te?
Io sì
e sai che c’è?
C’è che adesso
voglio morire davvero
voglio cadere nel nero
Voglio andarmene
ma non ci riesco
Ho troppa paura
e se poi c’è una cura?
Hai presente me?
Hai presente le mie lacrime su di te?
Io sì
e sai che c’è?
Non ci sono io
senza di te.
Mi è capitato di averti pensata,mi è capitato di averti vista ancora qui,seduta accanto a me su queste piastrelle fredde come il ghiaccio in ogni stagione,che sia inverno,che sia estate,qui è sempre freddo,mai uno spiffero di calore.Mi è capitato di aver voluto porgere la mano,di chiuderla e raccogliere solo aria che m’ha graffiato la pelle.Mi è capitato di aver sentito una lacrima riscaldare la guancia destra scavata dall’orrore di essere me.Mi è capitato di averti sentita vicina pur sapendo inconsciamente di averti fin troppo lontana.Mi è capitato di essermi stesa,di aver sentito la spina dorsale a contatto col marmo,esser rabbrividita e aver guardato la pelle violacea del corpo irrigidirsi,quasi come un elastico che sta per spezzarsi,troppo gelo,poca preoccupazione di ciò.Mi è capitato di aver guardato in alto,coi capelli sparsi a terra,il cielo che sembra pesare ogni mio pensiero rivolto a te.Mi è capitato di non aver trovato più le stelle,di averne perso interesse,di aver deciso di volere solo la luna,perché non mi accontento più.Mi è capitato di aver sentito di avere il tuo capo chino sulla mia spalla all’imbrunire di un tramonto di metà settembre,uno dei più belli.Mi è capitato di aver sentito la tua mano accarezzare le mie nocche sanguinanti implorando scusa.Mi è capitato di aver potuto vedere le tue labbra incresparsi in un sorriso e le tue guance colorarsi di un rosa confetto per un complimento mai sentito da bocca che non sia stata la mia.Mi è capitato di aver visto il tuo volto ricoperto di rabbia per le mie bugie.Mi è capitato di aver iniziato a sentirti distante.Mi è capitato di averti vista andar via,devastando ogni tramonto,distruggendo ogni spicchio di luna dai miei occhi.Mi è capitato di essermi sentita abbandonata,usata,gettata via.Mi è capitato di aver sentito il cuore battere troppo forte per essere umano.Mi è capitato di aver sentito lacerare ogni lembo di pelle e stritolare ogni ossa del corpo.Mi è capitato di essermi sentita come la cometa di Halley,sensazionale per qualche secondo,nulla per il resto della vita.Mi è capitato di aver schiacciato di più la mia schiena sulle piastrelle fredde come il ghiaccio.Mi è capitato poi,di non averti sentita più.Mi è capitato tutto questo casino,nel giro di una notte e un anno che passava.
Stavo pensando.
Stavo pensando a quanto ci siamo distrutte.Stavo pensando a quanto abbiamo deciso di fare dell’amore un’arma per difendere noi stesse,ottenendo come risultato l’esatto contrario.Stavo pensando a quanto sono nulla senza di te,a quanto sento meno mia la vita che mi scorre davanti.Stavo pensando a quanto mi manca il tono stanco e leggero della tua voce alle dieci di ogni sera.Stavo pensando a quanto sono stata stupida nell’aver sprecato il mio grande pezzo di cuore.Stavo pensando alla tua pelle,tendente all’olivastro,troppo colorita per essere la pelle di una persona che osa definirsi morta.Stavo pensando alle tue labbra quasi sempre rosse come le ciliegie,non importa se non è la stagione giusta,hai sempre le ciliegie sulle labbra.Stavo pensando ai tuoi capelli ricci,quelli che tu odi,quelli che preferiresti donare a qualcuno che ne ha bisogno pur di liberartene sul serio.Stavo pensando alle tue mani che toccano le mie,a quanto fossero piccole rispetto alle mie lunghe e forse troppo magre.Stavo pensando ai nostri corpi prendere fuoco l’uno sull’altro,alla tua lingua intrecciarsi con la mia.Stavo pensando al tuo sorriso timido,ai tuoi denti sulle mie labbra che non volevano lasciarmi andare.Stavo pensando al fatto che ci siamo ritrovate a bere lo stesso frullato senza saperlo,senza progettarlo.Stavo pensando a quella foto scattata in Duomo a caso per non dimenticare quell’attimo di felicità .Stavo pensando alle cuffie nelle mie orecchie che non emettevano suono perché la tua voce era molto meglio di una canzone della mia playlist preferita.Stavo pensando a quel treno fermatosi troppo presto,un altro bacio poteva concedercelo.Stavo pensando a me e a te,e stavo pensando di dimenticare tutto il resto.Stavo pensando che potremmo riprovare.Stavo pensando che potremmo ritornare senza farci male.Stavo pensando che potremmo tentare un’ultima volta di ricucire quella ferita che continuiamo ad aprirci a vicenda.Stavo pensando che potremmo odiarci di meno,che potremmo ricordare quella mattina per non perdere noi.Stavo pensando al mio cuore che esplode al ricordo di quel sottopassaggio,avrei tanto voluto lasciarci un segno lì sotto,cosicché non l’avresti mai dimenticato.Stavo pensando alla mia irrefrenabile voglia di morire,perché so che non tornerai.Stavo pensando a me senza di te,e per questo ho smesso di pensare,perché se non ci sei tu la lancetta dell’orologio smettere di girare.
Avrei bisogno di un tuo bacio,
Magari due,
Magari dieci,
Magari cento.
Avrei bisogno di un qualcosa
Che sapresti darmi
Solo e soltanto tu.
Avrei bisogno di essere amata
Almeno da te
Che di amare però sei stanca.
E quindi questo amore
Non arriverà .
Avrei bisogno di un tuo bacio,
Magari due,
Magari cento.
Ma non arriveranno
Da me
Che ne avrei bisogno
Come un fiore
Ha bisogno d’acqua,
In modo costante.
Allora
Tu non arriverai
E sarò da sola.
Allora
Urlerò alla mia testa
Che non ho più bisogno
Di te
E sarò
Fiore morto
In mezzo ad un prato
Che nasce.
Avrei bisogno di un tuo bacio
Magari due,
Magari dieci,
Magari cento.
Ma non arriveranno
E appassirò così.
Avrei bisogno.
Ascolto il silenzio della notte
Ma il rumore della pioggia contro la finestra
Attira la mia attenzione
Che si distrae da te.
Dormi sotto una coperta di sogni
Abbraccia l'amore e
realizza i desideri affidati alle Perdeidi
In una notte in cui il cielo si lasciava vedere.
Stringo le mani per fermare il dolore
Che sale fino alla gola
Silenzio.
Il respiro cade preciso e nel tuo ricordo mi lascio andare.
Piove.
Piove sulle strade deserte.
Piove sugli alberi stanchi e spogli.
Piove sui giochi abbandonati all'aperto dai bambini.
Piove sul tetto di una casa dimenticata.
Piove sulla sagoma di una donna che, silenziosamente,sta.
Piove sui suoi capelli neri che si mescolano col cielo scuro.
Piove sul suo viso truccato e triste.
Piove sul suo vestito rosso ormai inzuppato di promesse spezzate.
Piove sui suoi piedi nudi e freddi.
Piove sulle sue scarpe con i tacchi troppo alti abbandonate come un piedistallo da cui si è caduti.
Piove sulla città silenziosa.
Piove su una donna che piange e,davanti ai suoi sogni infranti,sta.
Voglio che la Luna venga a prendermi
nella notte del suo più bel plenilunio.
Voglio che la Luna venga a prendermi,
a tirarmi via da questo corpo a me estraneo.
Voglio che la Luna mi prenda con sè,
perché è l’unica che mi ama davvero.
Voglio che la Luna venga a prendermi
perché sono stanca di lacrimare sale.
Voglio che Luna venga a prendermi
perché sono una stella che nessuno mai amerÃ
chiusa ed oppressa nel suo piccolo angolo in città .
E mi sentivo stanca,sentivo le ossa screpolarsi sotto la pelle oramai secca e disidratata,sottile come carta velina.Sentivo gli occhi farsi pesanti,imploravano pietà ,desideravano solo chiudersi per qualche ora,smettere di vedere colori,forme,cose che vedevano soltanto loro,volevano solo amare se stessi per un po’.Mi sentivo stanca,il cuore batteva forte,troppo forte,e faceva male,tanto male da voler strapparlo dal petto e gettarlo nel recipiente dell’umido più lontano alle sei del mattino,poco prima dell’arrivo del camioncino pattumiera,così da non poterlo più recuperare.Ma come avrei mai potuto sopravvivere senza il mio cuore?Sarebbe stata una cosa razionalmente impossibile.Ma mi sentivo stanca,mi pesava addosso tutto il dolore di una vita,mi guardavo allo specchio e vedevo la schiena curvarsi sempre più sotto un macigno che solo i miei occhi esausti riuscivano a vedere.Mi sentivo stanca perché una volta mi sentivo stella e allora non mi sentivo più.Mi sentivo stanca perché non volevo abbandonarmi alla vita,volevo che finisse la mia vita.Mi sentivo stanca di guardarmi allo specchio e vedere solo una lacrima rigare la mia guancia,quando avrei voluto che di lacrime ce ne fossero state così tante da far invidia al cielo nel pieno temporale di metà novembre.Mi sentivo stanca perché non riuscivo a trovare più quel tocco di magia nei colori dell’alba delle sei,non riuscivo più a percepire il lieve calore del tramonto invernale delle cinque del pomeriggio.Mi sentivo stanca perché quelli erano piccoli momenti che reggevano in piedi la mia vita,e allora non li sentivo più miei.Mi sentivo stanca perché non sapevo più cosa fare del mio corpo sempre più leggero,sempre più cartapesta,sempre più solo.Mi sentivo stanca perché la mia vita era una menzogna,io ero una menzogna.Mi sentivo stanca perché non sapevo come dimostrare alla mia luna che nonostante tutto ero ancora figlia sua,una piccola stella cadente in cerca della sua metà schiantata da qualche parte nel mondo.Mi sentivo stanca perché volevo ritrovarla la mia metà e mi sentivo stanca perché in realtà ero stanca di sentirmi stanca.