J.T. Mollner, STRANGE DARLING, 2025
Domani esce nei cinema italiani, con colpevole ritardo (ma almeno è uscito), questo bel thriller, indicato da molti tra i migliori dell'anno passato. I titoli avvertono che si tratta di una storia vera, forse anche per creare determinate aspettative. Di sicuro avremo uno spietato serial killer, visto che nella scena d'apertura abbiamo una foresta di conifere, alla Shining, lungo la quale una ragazza vestita di rosso fugge su una bellissima auto rosso fiammante, inseguita da un pick up, alla cui guida c'è un selvaggio baffuto con una camicia a scacchi rossi da boscaiolo (la stessa che indosso io oggi, per puro caso). Insomma abbiamo una gran bella macchina rossa, anche se non so di che modello si tratti (se lo sapeste, informatemi), abbiamo un pick up, una foresta, ottimi ingredienti. Tutto rosso, come il sangue sul volto di lei. Il tizio con la camicia a scacchi ferma il pickup, scende, risale sul pianale e inizia a sparare con il fucile. Geniale. Ovviamente la ragazza finisce fuori strada e, ovviamente, riesce a fuggire nella foresta di conifere. Fin qui tutto bene. Ma lo spettatore attento a questo punto avrà già notato che è comparso subito il cartello (rosso) che annunciava: CAPITOLO 3 - Potete aiutarmi per favore? Capitolo 3, non uno. In poche parole siamo di fronte a un film diviso in capitoli che non sono predisposti in ordine cronologico. Una trama spezzata, alla Pulp Fiction. Anche se in questo caso il riferimento più evidente è al leggendario film di Hauck del 2015, Too late, un vero e poprio cult che ha segnato gli anni duemila. Non so se Strange darling si possa considerare all'altezza di quel super capolavoro, ma gli ingredienti ci sono. Senza svelare nulla, dirò che gli altri capitoli, precedenti al terzo apparso per primo, si svolgono in auto e in una stanza di motel. Una profusione di luci al neon. La stanza del motel è quella dei miei sogni: tutta foderata in legno, con le tende rosse, la lampada gialla e la luce rossa del neon, che spunta dal bagno, donando alla spazio una parvenza fiabesca. Quando i tizi sono in macchina l'immagine invece è filtrata di blu, un blu assoluto, proveniente dal neon sotto il quale l'automezzo è parcheggiato. Volete sapere se è adrenalinico? Sì lo è. Terribilmente. Non c'è un attimo di respiro, non solo durante i vari inseguimenti nei boschi, ma anche durante le scene di sesso (sì, non manca neppure quello), più che altro perché gli amanti non trovano mai il giusto accordo per regolare le loro pratiche. Sembra un dettaglio, ma ha il suo peso nella storia, capirete il perché... Buona visione.














