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@farcensca
Brooklyn
Lucio. Prendila così.
Arriva sempre un momento in cui ci stanchiamo degli amori codardi, di quelli che non rischiano, di quelli che svaniscono come una tempesta di fine estate.
Forse un giorno scoprirò che anche io ti facevo del male, con tutto quel mio amore, con tutta quella voglia di perdere la testa, con tutta quella dolcezza, con tutto quel voler sentire la vita continuamente. Forse tu volevi solo startene tranquillo, e con me non potevi. Con me non si può.
On your own.
Quando ci siamo conosciuti io non cercavo niente, avevo già perso troppo.
Io non volevo baci, non volevo cene fuori, non volevo regali al compleanno, non volevo promesse, non volevo storie, non volevo bugie, non volevo giochi, non volevo le lenzuola sopra le nostre teste. Non volevo affezionarmi, la mia paura più grande. Non volevo passare del tempo con te, non volevo vederti mangiare, vederti correre, vederti dormire, vederti arrabbiato, triste, confuso, o peggio, felice, o peggio, eccitato, o peggio, dolce. “Io sono diverso” dicevi, e lo dicevi con quell’aria sincera, così sincera che a volte ti credevo quasi. Non ricordo nemmeno il giorno in cui non sono più riuscita a mandarti via. All’inizio era semplice. “Ma guarda questo, ma chi si crede di essere?” Poi, lentamente, come i mali peggiori, sei andato ad adagiarti sui miei pensieri, tra i miei desideri, e dirti di no era più doloroso di farti restare. Come ogni sciocca che si rispetti, ci sono ricascata. Io. Io che non ti avevo chiesto niente. Tu che mi davi così tanto. Avevi ragione. Insieme eravamo perfetti, davvero. Un amore di quelli che spezza il fiato, che toglie la fame, che trasforma i volti di chi lo vive, uno di quegli amori che forse si incontra una volta, se si è fortunati. Non volevo affezionarmi e mi sono innamorata. E tu? Tu che mi volevi così tanto, ma così tanto, un giorno, dopo aver avuto più di tanto, dopo aver avuto tutto, mi hai detto che non lo sapevi se era ancora il caso, che forse era meglio stare un po’ da soli, che ti sentivi strano, diverso, distante. Io ancora oggi non so che dire. Ancora oggi ho solo una domanda, solo una. Ma perché? Perché non mi hai lasciato stare?
Un'anima libera non puoi possederla. Puoi solo amarla.
Anywhere I ...
"Ritornerò a splendere". Ecco cosa c'era scritto.
Non preoccuparti per me, non scrivermi lettere, non mi chiamare. Ti ho odiato per un po’, per un po’ ho pensato di venire a casa tua. Poi mi è passata anche quella voglia lì. Ritornerò a splendere, ok? Non aver paura dei discorsi che ho fatto. Ti amavo e ti amo tanto, ma starò bene. Potrebbe accadere domani o tra un anno, ma accadrà, così come accadono i tramonti e i baci. Così come è accaduto che tu smettessi di desiderarmi, di volermi toccare, di volermi raccontare quello che fai prima di dormire. Ritornerò a splendere, ma ho bisogno di lasciarmi andare. Voglio sentirmi libera, libera di piangere come un’idiota. Voglio sentirmi libera di soffrire nonostante tutti mi dicano che dovrei reagire. Quando mi pare, quando mi pare. Reagirò quando mi pare, reagirò quando le piazze che attraverso senza di te smetteranno di sembrarmi infinite. Un giorno mi sveglierò e avrò voglia di mettere un rossetto, di tingere i capelli. Chi mi vuole bene se ne accorgerà subito. Mi diranno “stai meglio, stamattina” e io sorriderò. Andrà così, capito? Va sempre così. Passa. Ma non sono ancora pronta, non voglio che passi. Quando passa finisce per davvero, e io non voglio che finisca per davvero. Non ancora. Voglio stare sveglia, stanotte, a torturarmi pensando a te che non pensi a me e chissà a chi pensi, chissà a chi. Chissà che occhi avrà quella che verrà dopo di me, chissà dove farete l’amore la prima volta, chissà se le parlerai di me. Voglio continuare a parlare di te con i miei quaderni, con i miei libri, voglio sentirmi legittimata a riconoscerti nelle canzoni, nei giorni di pioggia e nei disegni dai colori tenui che mi fanno male agli occhi e quindi al cuore. Ritornerò a splendere, e non avrò bisogno del tuo aiuto per farlo. Devi andare via, via, via da qui se non mi ami e che non mi ami ti si legge in faccia. Un giorno incontrerò un tipo e gli dirò che non esco più con nessuno da tempo, che sono rimasta scottata, che eri uno stronzo e in men che non si dica ci ritroveremo a cena sperando di finire presto a baciarci in un parcheggio che diventerà un grande prato pieno di fiori profumati. Starò bene, ma adesso no. Non ancora, non sono il tipo, non è questione di tempo. Devo salutarti, ma lo sai come sono, dico ciao e poi non attacco, devo salutarti e devo farlo per bene, devo salutare ogni attimo perché non posso assolutamente permettermi, quando brillerò, di tornare indietro.
Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori.
I. Calvino
Dreamy world. - Dimitra Milan
Passa il mondo.
Non c'è vuoto più grande di quando qualcuno ti entra nella vita, te la scombussola e poi se ne va.
C. Bukowski