Ore 7:32 in fila in macchina nel lungo viaggio verso Capgemini. Accendo il telefono e decido di aprire l’app di “La Repubblica”. Mi imbatto in un articolo sul viaggio di ritorno il cui titolo è Effetto "ritorno": perché il viaggio verso casa ci sembra più breve.
E’ vero!! Il triste viaggio di ritorno da una qualsiasi meta è sempre più breve. Ma perché?? Einstein ci ha detto che il tempo è relativo però abbiamo sempre qualche dubbio a riguardo.
Il dipartimento di psicologia dell’Università di Cambridge ha condotto una ricerca confermando che la percezione del singolo della durata del viaggio sia relativa in quanto il ritorno è sempre più breve nonostante la tratta sia identica. In effetti lo sapevamo già, o meglio, ci sembrava già così.
Come leggiamo nell’articolo, “chissà cosa direbbe a proposito una lavoratrice non proprio "pendolare" dello spazio, Samantha Cristoforetti. Nel suo caso l'andata e il ritorno dal luogo di lavoro è un affare di anni, e può succedere una volta sola nella vita. Ha viaggiato in orbita per la prima volta nella storia delle astronaute italiane. La navicella Soyuz è atterrata in tre ore, mentre dal lancio all'aggancio alla Stazione spaziale internazionale ne sono trascorse sei. Forse ad AstroSamantha, avvolta dalla sua tuta pressurizzata e agganciata ai sedili del modulo interno alla capsula, sarà sembrata un'eternità in entrambi i casi. Oppure, come ha detto, solo "un sogno pieno di emozioni".”