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Il Coniglio Parlante (via ilconiglioparlante)
The Ferry Gate of Shichiri Beach in Kuwana 1841
Clam Hunting 1891
Takanawa on the Evening
Tsukiji - Flower of Edo 1864
Cockatoo and Pomegranate, 1927, Ohara Koson
Buddhist temple in Kyoto A Buddhist temple in Kyoto is displaying its historic sculptures in 3D on iPads in a bid to provide 21st century appreciation of the artefacts.
オンディーヌ
Utagawa Kuniyoshi
www.niusnews.com
Matsuo Gina 松尾ジーナ, modelling for Gensou no Gina 幻想のジーナ (illusion of Gina), Summer fairy tale 夏のメルヘン, non-no magazine - Japan - 1973
Source Twitter @mamoru04021219
Hassaku Festival. The term hassaku refers to the first day of the eight lunar month and the term hassaku matsuri encompasses a variety of observances held to ask the kami for a plentiful harvest. The hassaku matsuri at Matsu-no-o Shrine (Matsunoo Taisha) in Nishikyō Ward, Kyoto City, Kyoto Prefecture is held on the first Sunday of September. Photography by U-92san
八朔とは、旧暦8月1日(朔日)の事で、このころ台風や病害虫の被害をこうむる事が多いため、風雨を避け、順調な五穀豊穣、家内安全を祈ることを目的として、130年前の明治18年からある祭りで、以前は9月1日に行われ、昭和51年以降現在では、9月の第一日曜日に執り行われています。
「八朔」の当日、「八朔相撲」と称する神事相撲(国民体育大会の京都府予選を兼ねる)が催されます。 この「八朔相撲」は、古来より8月1日とされていましたが、明治9年以降は9月1日、さらに昭和50年以降は、9月の第一日曜日に催されています。 その起源は定かではありませんが、当社、社伝によると、鎌倉時代から今日まで連綿として続けられており、正確な記録として現存しているのは、江戸時代初期の当社の神主であった「秦 相宥」編纂の「松尾年中行事次第記巻中」にこの八朔相撲に関しての記述があります。 (松尾大社のサイトより)
Two scenes from the Naginataboko Gion Festival. Japan. Photography by U-92san
Ciliegio del Sedicesimo Giorno
Nel distretto di Wakegori, che appartiene alla provincia di Iyo, c’è un ciliegio famoso e antichissimo chiamato Jiu-roku-zakura, ovvero «ciliegio del sedicesimo giorno», perché fiorisce tutti gli anni il sedicesimo giorno del primo mese (secondo il vecchio calendario lunare), e quello soltanto. Il tempo della sua fioritura cade quindi nel Periodo del Grande Gelo, sebbene per regola naturale i ciliegi attendano la primavera prima di azzardarsi a fiorire. Il fatto è che nello Jiu-roku-zakura fiorisce una vita che non è − o almeno non lo era in origine − la sua. In quell’albero alberga lo spirito d’un uomo.
Era egli un samurai di Iyo e l’albero cresceva nel suo giardino e fioriva, insieme a tutti gli altri, verso la fine di marzo e i primi di aprile. Aveva giocato sotto quell’albero quando era bambino; i suoi genitori, i suoi nonni e i suoi antenati avevano appeso ai suoi rami in fiore, una stagione dopo l’altra, per più di cento anni, strisce di carta colorata che recavano scritte poesie di lode.
Lui stesso era diventato vecchissimo sopravvivendo ai suoi figli e non gli era rimasta altra creatura da amare che non fosse il ciliegio. Ma, ahimè, durante l’estate di un certo anno, l’albero si avvizzì e morì. Il vecchio se ne dolse oltre ogni dire. Invano cortesi vicini gli trovarono un altro ciliegio, giovane e vigoroso, e lo piantarono in giardino, con la speranza di recargli conforto. Li ringraziò di cuore e dette mostra di aver ritrovato la felicità. Ma in realtà aveva la morte nel cuore, perché così teneramente aveva amato il vecchio albero che nulla avrebbe potuto consolarlo.
Alla fine gli venne in mente una buona idea: si ricordò come si può salvare una albero morente. Era il sedicesimo giorno del primo mese. Si recò da solo in giardino e s’inchinò davanti all’albero avvizzito rivolgendogli le seguenti parole: «Ti scongiuro di fiorire ancora una volta… perché sto per morire al posto tuo». (È convinzione diffusa, infatti, che si possa immolare la propria vita per un’altra persona, o per qualsiasi essere creato, compreso un albero, purché si ottenga l’aiuto degli dèi; e questa trasmigrazione dell’esistenza è espressa dalle parole migawari ni tatsu: «agire per sostituzione».)
Allora il vecchio distese sotto l’albero un telo candido e vi depose alcuni cuscini, quindi vi s’inginocchiò e fece hara-kiri, alla maniera dei samurai. E il suo spirito trasmigrò nell’albero e lo fece fiorire in quel preciso istante.
E tutti gli anni continua a fiorire il sedicesimo giorno del primo mese, nella stagione delle nevi.
http://indigenimetropolitani.wordpress.com/2014/03/13/ciliegio-del-sedicesimo-giorno-jiu-roku-zakura/
Weaver maiden and the ox herder.