Sono incasinata. Sono incasinata io che ti creo casini e lo è fondamentalmente la mia vita. Sono sempre in ritardo, ho sempre mille cose da fare, mille persone da vedere e mille canzoni sull'iPod. Ho mille volti da mostrare e mille ancor più sorrisi che forse tanto felici non sono. Sono un cazzo di casino. Alla mattina mi sveglio sempre in ritardo e corro struccata giù per la via sempre senza fiato per non perdere il bus. Che forse è anche questo che mi fa ancora un po' bambina.
Sembro un piccolo casino, una di quelle che ancora scrive il nome del ragazzo che le piace sul diario, o arrossisce per uno sguardo in più nel corridoio della scuola. Poi fuori di lì a volte è più donna delle altre.
Sono così perché tante ne ho passate, e forse tristi il doppio di quante ne abbia mai passate felici. Però sono capace di alzarmi più forte di prima, perché è vero che dopo una cicatrice profonda, quel che ti fai alla fine sono solo graffi.
Sono capace di farmi colare il mascara fino alle labbra quando penso a ciò che non devo pensare, per poi rifarmi il trucco e uscire più bella di prima. Sono capace di sporcare il cuscino di trucco la notte, per poi alzarmi la mattina dicendomi "forse questa sarà una bella giornata", poi arrivare a casa la sera e ricominciare da capo. Sono fatta così, un po' un casino e un po' donna quando voglio.
E ogni tanto ringrazio il cielo di averti conosciuto perché tu sei tu, sei un piccolo mondo a parte e sei al di fuori di tutto questo. Ci sono io, c'è il mondo, poi ci sei tu, con le mie stesse passioni e la mia stessa voglia di ridere. Ci sei tu che in un modo o nell'altro mi hai cambiata, perché ti voglio bene. Ti voglio bene da morire, anche se tra noi non ci sarà mai nulla, lo so. Lo so davvero e mi va' benissimo così. Ma sei tu, e mi va tutto bene così perché davvero, davvero ti voglio bene da morire.