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@giovanna-dark
Christ at the Column (detail) - Master of Santa Barbara, c.1430.
Persepolis (2007)
Sono di volta in volta maliziosa, allegra, languida, malinconica. Sono ben radicata, eppure fluttuo.
— Virginia Woolf, Le onde
Abbiamo dormito schiena contro schiena
rispettando ognuno
il territorio dei sogni dell’altro.
Al risveglio ci incontriamo
nel posto di frontiera.
Lì tra le nebbie comprendiamo
che due esiliati fanno un paese.
Ana Pérez Cañamares
Ti offro tutto: pudori, vergogne, umide labbra e secchi gemiti.
Infine la mia mente vischiosa di nuvole come un cielo del nord, costantemente.
— Cesare Pavese
Pasolini intervista Ungaretti in “Comizi d’amore”, 1965.
Io sono sedotta dall’essenza, la forma arriverà da sola.
— Marina Cvetaeva
- Mariangela Gualtieri
Come allodola ondosa Nel vento lieto sui giovani prati, Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù, E del mare e del cielo, E del mio sangue rapido alla guerra, Di passi d’ombre memori Entro rossori di mattine nuove.
Dove non muove foglia più la luce, Sogni e crucci passati ad altre rive, Dov’è posata sera, Vieni ti porterò Alle colline d’oro.
L’ora costante, liberi d’età, Nel suo perduto nimbo Sarà nostro lenzuolo.
Dove la luce, Ungaretti, da Sentimento del tempo
Tocco la tua bocca, con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna. Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente mordendosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell’alito, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva ed un solo sapore di frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.
— Julio Cortázar, Rayuela
افتح فمك فقط إن كان ما ستقوله أجمل من الصمت
Apri la bocca solo se quello che dirai è molto più bello del silenzio.
— Proverbio arabo