Non sceglierò mai qualcuno per solitudine
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Non sceglierò mai qualcuno per solitudine
Ciao Francesco ❤️
Art by Kyoung Hwan Kim
Tanto per quanto io mi sforzi agli occhi della gente a volte mi sembra di essere solo il numero sulla mia bilancia.
C'è una sconcertante tenerezza nello scoprire che amavo meglio prima: con incoscienza, coraggio e goffaggine, nei modi più semplici e intimi, gli stessi che con l'età adulta ho visto venirmi meno, forse portati via dalle consapevolezze e dalle paure, li avrò nascosti sotto chili e chili di sabbia, parole e promesse.
Mi vengo meno, nei doveri di fedeltà a me stessa, ciò che mi è, e mi era, naturale mi sforzo per non farlo affiorare: non protendo più le mani, non dedico versi d'amore, non faccio regali fatti da me e via discorrendo, così mi sento sempre più distante da chi sono.
C'è una brutale consapevolezza che alberga nelle mie inquietudini ed è che la mia anima storta, sbilenca, bitorzoluta, deforme e incandescente, mi è sempre appartenuta, purtroppo tutte le lancette del mondo e i conigli che mi urlano quanto sia tardi non sono bastati, sono sempre stata strana e livida di rabbia.
C'è un'infinità tristezza, nel sapere che mi riconosco se mi riconosce l'altro,
Mi si bagna il viso
un occhio abituato al buio tenderà alla cecità una volta svelatasi la luce
Le onde fanno solo rumore
Se non sai apprezzarne il frusciio
E il mare fa solo paura se pensi al fondale
Mi vengo meno
E in questo momento ho smesso di desiderare
le pretese inutili appartengono ai bambi
I sogni troppo grandi a chi li sa avverare
E io mi vengo meno
Sempre meno
Divento meno
Non c'è più coraggio, nelle ombre ingombranti dell' ostracismo, dell'abbandono e del silenzio
Non mi fido, con me non sono più leale
Non è dato indugiare in cose inutili come le carezze, parole sdolcinate e messaggi di affezione
Mentre penso tutto questo
mi vengo meno
Nelle ricorrenze, nel tornare a casa, nell'affidarsi
Non bisogna pesare sul cuore degli altri, mi dico
E mi vengo meno
Non bisogna dannarsi, facendo carico ad altri delle proprie insicurezze
E così non mi aspetto premure, accortezze e parole
E tu? Tu, tra noi mi vedi ancora?
C'è un maremoto
Facevi bene ad anelare la battigia
Sulle orme dei tuoi passi già segnati da altri
Ti vieni meno
Il futuro è fatto per chi lo sa guardare
The Love of Acis and Galatea, 1827 - oil on canvas
— Alexandre-Charles Guillemot (France, 1786–1831)
Che frustrazione le persone che mandano gli audio quando tu non li puoi ascoltare e nonostante tu glielo dica continuano senza che poi in questo audio ci sia un cazzo che non si possa scrivere in breve...
this is porn to me
Mi sparo almeno 4 caffè al giorno e poi prendo la melatonina per dormire
Sto storta di cazzo