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@ilventochelesoffiadentro
si deve aver voglia delle persone, non bisogno
A te,
spero tu possa smettere di avere paura di perdere.
Che strana la vita...
Passi un'intera adolescenza a lamentarti dell'Amore e poi tra sei mesi ti sposi
Caro te, ti racconto una storia. Fin dai tempi di Michelangelo, gli scultori avevano l'abitudine di nascondere i difetti delle loro opere colando cera fusa nelle fessure per poi coprirla con polvere di marmo. Il metodo era però considerato un inganno e, quindi, qualunque scultura ‘sine cera’ (senza cera) era considerata un'opera d'arte perfetta, pura, autentica. Questa espressione latina coniò, successivamente, il termine ‘sincero’; ancora oggi, a volte, firmiamo le lettere con ‘sinceramente’ per assicurare all'altra persona che il contenuto del messaggio sia vero, schietto, non contraffatto, appunto ‘sine cera’. Ho pensato a quanto impegno mettiamo, ogni giorno, nel riempirci di cera davanti a chi amiamo, per la paura che, sfregiati, non saremmo amati per quelli che siamo davvero. Quante volte restiamo lì, a fissare il soffitto, a guardare fuori dal finestrino di un autobus, un panorama, un tramonto, con un solo, unico pensiero: «C’è qualcuno disposto a stringere queste mie mani, i suoi graffi, la pelle ruvida, ‘sine cera’?». Perché forse è questo il nostro desiderio più profondo. Trovare un “tu” davanti a cui, con pudico tremore, scoprire le nostre crepe. — manuela g.
perdo un battito
here's your sign.