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Cos’è l’Affresco digitale? Come funziona?
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Cos’è l’Affresco digitale? Come funziona?
A volte si desidera cambiare i colori delle mura di casa o la carta da parati per ridare vivacità ad un ambiente dal quale si desidera il massimo di comfort. Un cambiamento che può avvenire in vari modi, magari approfittando anche delle novità in un settore che nel corso degli ultimi decenni ha fatto passi da giganti, ovvero la pittura di interni. Una delle ultime novità è l’affresco digitale, una tecnica di decorazione molto innovativa la quale utilizza le immagini elaborate al computer per poi trasferirle su superfici di qualsiasi natura e dimensione. Così chi ha voglia di decorare le mura della propria abitazione dandogli un aspetto suggestivo, elegante e al contempo in grado di colpire i visitatori, può valutare l’affresco digitale. Attraverso questa nuova tecnica, il colore viene trasferito direttamente sulla superficie oggetto del trattamento senza applicare una pellicola e dando vita ad un incantevole effetto affresco, da cui deriva il suo nome. Al contrario della carta da parati, degli sticker e degli stencil, l’affresco digitale non altera le caratteristiche del supporto da decorare. E’ una sorta di tatuaggio murale totalmente traspirante che va ad integrarsi in maniera pressoché perfetta con qualsiasi ciclo verniciante e di malta decorativa solitamente utilizzati in edilizia. Tramite l’affresco digitale si possono decorare i soffitti, le colonne, i pilastri, gli archi e tutte quelle superfici curve nelle quali carta da parati, quadri e sticker non sono facili da applicare. Basti considerare ad esempio un ambiente come la cucina, dove è praticamente impossibile applicare gli sticker a causa del vapore sprigionato nella fase di cottura degli alimenti. Questo piccolo inconveniente viene risolto con l’affresco digitale, consentendo quindi di decorare le pareti senza problemi, in quanto i pigmenti di colore si mescolano con la pittura murale L’affresco digitale si presenta alla vista e al tatto come un vero e proprio affresco, ha un’ottima durata nel tempo, consente alla parete di traspirare e grazie alla totale assenza di componenti tossici o inquinanti, è assolutamente ecofriendly. .
Una tecnica sempre più in voga
Originariamente nato per realizzare murales, l’Affresco Digitale può essere utilizzato con svariati materiali come il legno, il cemento grezzo, l’intonaco civile o i mattoni, proprio per effetto di una grande versatilità grazie alla quale si possono decorare anche quelle superfici caratterizzate da una pronunciata irregolarità o gravate da rugosità e scabrosità fino a 7-8mm, adattandosi peraltro ottimamente alle variazioni di piano comportate da volte, spigoli e angoli. Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo di una particolare tecnologia di trasferimento del pigmento, per effetto della quale l’immagine speculare viene stampata su carta transfer. Successivamente si stendeuno specifico materiale aggrappante che penetra nelle porosità e nelle rugosità della superficie facendo aderire i pigmenti del colore alla superficie, e poi si passa alla successiva applicazione. Si rimuove la carta transfer per procedere senza indugio al trattamento finale, il quale è in grado di conferire ulteriore protezione all’immagine affrescata. A seconda del gusto, l’utente può scegliere di trasferire sul muro una lunga serie di immagini in quanto a fare da sfondo all’affresco digitale possono essere dipinti celebri, fotografie passate alla storia e altri temi in grado di evocare grandi suggestioni, venendo trasferite sul muro in maniera assolutamente fedele. In pratica si tratta di una tecnica molto meno complicata rispetto all’affidamento del lavoro ad un decoratore, una soluzione che comporta non solo costi superiori, ma anche un dilatamento dei tempi necessari, senza peraltro avere la sicurezza che l’immagine prescelta possa avere una resa efficace, che anzi potrebbe risultare di qualità notevolmente inferiore all’originale, soprattutto ove si tratti di immagini fotografiche.
Da quanto detto sinora, riassumendo i vantaggi assicurati dall’affresco digitale, potremmo dire che sono i seguenti:
- assoluta certezza del risultato; - notevole riduzione dei tempi di esecuzione; - nessun limite alle dimensioni delle decorazioni, grazie alla possibilità di produrle in porzioni perfettamente assemblabili tra di loro, andando quindi a superare i limiti legati alla larghezza della stampa; - garanzia che i colori prescelti rimarranno brillanti e resistenti anche di fronte all’avanzata del tempo.
A chi affidare il compito
Per ottenere un affresco digitale di livello, è consigliabile dare vita ad operazioni come un attento controllo del muro, una preparazione e una posa ad arte. Naturalmente tali operazioni devono essere affidate ad un personale altamente qualificato, che deve consigliare una scelta in grado di corrispondere alle aspettative del cliente. Desidereresti maggiori informazioni e ricevere fino a cinque preventivi gratuiti? Vai qui Sei un Imbianchino e cerchi nuovi clienti? Visita ora
Carta da parati, vantaggi e svantaggi
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Carta da parati, vantaggi e svantaggi
A partire dall’Ottocento, la carta da parati si è affermato sul continente europeo, quando lo sviluppo delle tecniche industriali ne ha permesso una maggiore diffusione all’interno delle abitazioni. Pur essendo più costose della verniciatura, le carte da parati garantiscono una maggiore durata nel tempo e si possono applicare senza l’intervento di un professionista qualora si possieda una certa manualità. Uno dei vantaggi della carta da parati è rappresentato dalla straordinaria bellezza di alcune varietà della stessa, tale da risultare un vero e proprio valore aggiunto soprattutto in quelle abitazioni arredate in stile classico. Mentre nelle abitazioni in stile contemporaneo, predominano in particolare le decorazioni e le tecniche di pittura delle pareti. Negli ultimi mesi a questa parte, si sta diffondendo un vero e proprio revival per la carta da parati. Sebbene con modalità nuove rispetto a quelle in uso ad esempio negli anni 60, molte persone ritornano a utilizzarla per abbellire le loro abitazioni. In passato, le carte da parati erano usate per ricoprire tutti i muri, dal pavimento al soffitto, oggi se ne fa un uso diverso. Per evitare l’effetto di sovraccarico da sempre attribuito a questa tecnica arredativa, la carta da parati viene utilizzata per una sola parete, a due contrapposte, o addirittura ad una sua porzione. Oppure si può utilizzare per mettere in risalto un arco o collocarla nella camera matrimoniale dietro la testata del letto. Per esempio sono tornati di moda in particolare i disegni retrò, il trompe l’oeil e i motivi floreali, mentre l’ultima novità è quella della stampa digitale. Inoltre non mancano i designer che propongono l’ipotesi di un rivestimento con carta da parati a effetto stucco o pietra con un suggestivo effetto tridimensionale.
I vantaggi della carta da parati
Per quanto concerne i vantaggi della carta da parati, va sottolineato come la grande varietà di colori, gli effetti materici, le magnifiche composizioni e decori che mettono in mostra non possono che destare ammirazione negli utenti. Col trascorrere del tempo, l’estetica della carta da parati si è notevolmente evoluta raggiungendo livelli straordinari, con una lunga serie di alternative prese dal mondo dell’arte, ma non solo. E’ possibile persino comporre una gigantografia o un vero e proprio affresco con la carta da parati, alcune si agganciano al mondo della pop art o hanno un gusto spiccatamente etnico e molto altro. In un contesto simile è praticamente impossibile non trovare l’effetto in grado di stuzzicare la propria fantasia e andarsi a mixare al meglio con l’arredamento preesistente, valorizzandolo al massimo. Un altro punto di forza da considerare, è la possibilità di utilizzare la carta da parati come espediente per coprire le piccole irregolarità che possono presentarsi nella parete, ad esempio in quei punti che dopo il ritocco dell’intonaco presentano delle differenze di finitura, tali da costituire una dissonanza da eliminare. Tra i possibili vantaggi, va attentamente considerata la durata delle carte da parati, se solo si pensa che esse possono durare sino a dieci anni, quindi più di una tinteggiatura, mantenendo al contempo una soddisfacente resa estetica, a patto di usare i dovuti accorgimenti, come ad esempio il lavaggio in presenza di piccole macchie. Nel caso in cui l’ambiente interessato sia gravato da umidità, adottare la carta da parati sulle pareti può rappresentare una soluzione molto vantaggiosa in quanto alcune particolari tipologie possono quindi avere un effetto positivo; altra peculiarità da non trascurare è la fonoassorbenza. Dal punto di vista economico, l’estrema facilità di posa della carta da parati facilita molto chi ama il fai da te o possiede una discreta abilità manuale di procedere per proprio conto, senza dover spendere ulteriori soldi per la manodopera. Per quanto concerne gli svantaggi, va considerato il maggior costo riguardo ad una tinteggiatura e la necessità di mettere molta cura nella posa. Inoltre nel caso si presenti un danno di non lieve entità, come uno strappo o una macchia molto vistosa, diventi complicato sostituirne soltanto un pezzo, costringendo di conseguenza ad intervenire su tutta la parete o tenersi, magari coprendolo, il pezzo danneggiato. L’azione del tempo può danneggiare il colore originario della carta, oppure da un punto di vista estetico, un improvviso cambio di mode potrebbe rendere obsoleta la carta prescelta.
A chi rivolgersi per la carta da parati
Dopo aver scelto di adottare la carta da parati, non resta che affidarsi ad imprese professionali che forniscono prodotti di ottimo livello a prezzi concorrenziali e, nel caso non si intenda procedere da soli, professionisti che possano posarla con il miglior risultato possibile. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Come trovare un imbianchino a Torino: una guida
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Come trovare un imbianchino a Torino: una guida
Trovare un imbianchino a Torino non è un'impresa complicata. Sono molte le imprese che nel capoluogo sabaudo offrono i loro servizi per imbiancare pareti o dare una mano di vernice a serramenti o ringhiere bisognose di tornare a uno stato più accettabile. Basta semplicemente cercare sul proprio computer un imbianchino a Torino per vedere comparire un elevato numero di offerte, tra le quali è però abbastanza complicato riuscire a capire il livello del servizio offerto. A tal proposito va sottolineato che non sempre le offerte on line che ci sembrano estremamente favorevoli risultano poi tali all'atto pratico. In realtà la maggior parte delle abitazioni presenta un rapporto tra superficie calpestabile e imbiancabile che è solitamente di uno a quattro o a cinque, esponendo chi ricorre a questi lavori al rischio di vere e proprie truffe, derivanti dal fatto che sulla parte di superficie eccedente l’accordo, l’imbianchino, naturalmente anche a Torino, può applicare la tariffa che vuole. Molto spesso i prezzi extrasoglia non sono oggetto di accordo tra le parti e questo può avere conseguenze drammatiche al momento di liquidare il corrispettivo.
ll passaparola
La ricerca di un imbianchino a Torino, un professionista in grado di garantire un lavoro all'altezza e a prezzi non esagerati non può che partire dal passaparola. Una pratica sempre attuale. Attraverso questa pratica ancor oggi attuale, si può non solo di trovare un imbianchino a Torino o in qualsiasi altro luogo in cui si presenti la necessità, ma anche raccogliere preziose referenze sul professionista da parte di chi ha già avuto modo di saggiarne la capacità.
La ricerca on line
Chi è alla ricerca di un imbianchino a Torino e vuole risparmiare tempo e denaro, ottimizzando al massimo l’investimento preventivato, ha a sua completa disposizione un mezzo potente come Preventivi.it. Si tratta di una piattaforma comoda e veloce che consente di monitorare la situazione con pochi e ben assestati clic di mouse, senza muovere un solo passo dalla propria abitazione e senza doversi perdere in una ricerca che potrebbe altrimenti diventare lunga e foriera di sgradite sorprese. Una occasione da cogliere al volo, soprattutto da parte di chi odia le complicazioni. Vorresti maggiori informazioni e ricevere fino a cinque preventivi gratuiti? Sei un Imbianchino e vorresti trovare nuovi clienti? Vai qui
Come scegliere un imbianchino professionista? Piccolo vademecum
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Come scegliere un imbianchino professionista? Piccolo vademecum
Quante volte, di fronte alla necessità di imbiancare una parete o di pitturare una ringhiera in modo da riportarla a uno stato accettabile, abbiamo cominciato a fare di conto e a pensare a quanto potremmo risparmiarci facendo tutto da soli? Una tentazione ricorrente, soprattutto ove la scarsità delle finanze familiari faccia da antidoto all'idea di ingaggiare un imbianchino professionista. Si tratta però di un errore clamoroso, soprattutto nei casi degli infissi, ove un lavoro alla buona può provocare molti più danni dei benefici arrecati. Anche nel caso di pareti da raffrescare, però, si rischia di dare luogo a risultati deludenti e non in linea con le nostre attese. In discussione non sono tanto le spese per la vernice, i pennelli e tutto ciò che occorre per i lavori in questione, quanto il tempo sprecato per un lavoro che quasi sicuramente mostrerà tutti i propri limiti, riportando in vita l’esigenza di un intervento finalmente risolutivo. Un intervento che solo un imbianchino, con il suo bagaglio di competenze ed esperienza, può garantire. L’unico in grado di capire le problematiche che possono presentarsi di volta in volta e scegliere subito la soluzione più adatta, eliminando in partenza il problema di dover occupare per troppo tempo una stanza con le necessarie protezioni, impossibilitati magari a usufruirne a causa del dilatarsi dei tempi.
L’abito non fa il monaco, ma…
Un imbianchino professionista può facilmente essere individuato. A tal proposito non va dimenticato che non esiste una regolamentazione precisa in materia e che l’imbianchino può anche essere una persona che fa questa professione a tempo perso, dando vita magari a lavori non troppo rifiniti, a tariffe estremamente modiche. Prima di iniziare i lavori occorrerebbe porre sotto esame la persona che dovrebbe eseguire i lavori, partendo magari da un rapido sguardo alla sua dotazione e al suo atteggiamento, professionale o meno. Non di meno, sarebbe il caso di farsi indicare i lavori precedentemente fatti, magari nella zona ove si risiede, in modo da poter verificare in seguito la veridicità dei dati forniti. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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L’imbianchino, una professione nobile
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L’imbianchino, una professione nobile
L’imbianchino è un lavoro molto antico, che si è diffuso soprattutto nel secondo dopoguerra, quando in un paese da ricostruire divenne di attualità la figura del pittore in grado di imbiancare una stanza, di pitturare le pareti e decorare i soffitti. Per diventare imbianchino esperto, ancora oggi, la strada maestra è quella di affiancarsi a un professionista che eserciti la professione da tempo e sia disposto a condividere i segreti della sua arte, tramandate di generazione in generazione e che possono essere considerate il vero know-how di questa figura professionale. L’imbianchino esperto è in grado di capire quali siano le modalità migliori per intervenire su una parete in base ai problemi che essa può presentare di volta di volta, e fare in modo che alla fine il risultato si presenti all'altezza delle aspettative. Dipingere una parete a regola d’arte non è un gioco da ragazzi. Eliminare tutte le imperfezioni e minimizzare ogni possibile difetto è un lavoro che solo l’imbianchino professionista può fare al meglio grazie alla sua esperienza. Che non è fatta solo di manualità, ma anche di intuizioni preziose derivanti dalla lunga pratica.
I corsi
Negli ultimi anni, sono sorti anche alcuni corsi riservati a chi vuole abbracciare la professione di imbianchino. I corsi sono a volte gratuiti oppure organizzati dalle associazioni professionali che raggruppano i lavoratori del settore e tra di essi un particolare ruolo è svolto da quelli riservati ai decoratori, ovvero ai professionisti capaci di dare effetti artistici alle proprie creazioni.
La tentazione del fai da te è deleteria
Come si può comprendere da quanto detto sinora, fare l’imbianchino non è facile. Chiunque può prendere un pennello o una spatola in mano e improvvisarsi pittore, ma solo chi possiede le necessarie nozioni tecniche può dare vita a un lavoro professionale. Sarebbe opportuno non cedere alla tentazione del fai da te, chiamando invece un professionista, un imbianchino in grado di accompagnarci nella scelta della soluzione più adeguata e di metterla in posa nel modo più rispondente alle nostre esigenze. Gradiresti ulteriori informazioni e ricevere fino a cinque preventivi gratuiti? Sei un Imbianchino e vorresti trovare nuovi clienti? Visita ora
E’ meglio affidarsi a un imbianchino?
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E’ meglio affidarsi a un imbianchino?
Le operazioni che comportano l’imbiancatura della propria abitazione, oppure la passata di una nuova mano di vernice su infissi, cancelli o ringhiere, sono troppo spesso considerate semplici da fare e quindi diventano oggetto del fai da te. Il problema vero è che se dipingere può apparire realmente facile, farlo bene diventa invece leggermente più complicato, in quanto presuppone che si sappia padroneggiare la tecnica indispensabile e che si abbia l’esperienza necessaria che impedisca di fare errori non più rimediabili, se non rifacendo da capo il lavoro. Solo chi esercita il mestiere di imbianchino come professione, sa realmente affrontare i problemi che tutti i lavori di tinteggiatura si portano dietro, variando in continuazione. Tale considerazione dovrebbe spingere tutti noi a scartare in partenza l’ipotesi del fai da te, ripiegando su quella di trovare un imbianchino in grado di mettere insieme competenze tecniche di primo piano e magari tariffe non troppo esose.
La professionalità è una garanzia
Numerose sono in effetti le incombenze che occorre risolvere, le scelte che occorre fare per poter arrivare a un risultato soddisfacente. A partire dalla scelta del colore, passando poi per il tipo di vernice da usare in base all'ambiente in cui si opera, alla diluizione della vernice e ad altre tematiche che un imbianchino professionista può sciogliere con relativa facilità, mentre il neofita si troverà in imbarazzo già di fronte al primo barattolo che gli si parerà davanti. Naturalmente l'imbianchino professionista non ha problemi nella scelta di un prodotto traspirante, più o meno acrilico, anti-umidità; capisce subito se il prodotto scelto deve essere diluito con solventi o con l’impiego di acqua. Già sbagliare le dosi può portare all'immediato fallimento delle operazioni. Perché rischiare solo per la voglia di mettersi alla prova?
Fare da soli? Meglio un imbianchino!
Chiamare un imbianchino e scartare il fai da te non è solo la questione della padronanza tecnica, ma anche quella relativa ai materiali che necessitano per dare luogo a operazioni di pittura come quelle di cui ricorre spesso necessità nelle nostre abitazioni. A tal proposito, infatti, occorre rimediare i pennelli di varie dimensioni, i secchi e gli altri contenitori per la vernice, il nastro delegato a ricoprire e proteggere le prese elettriche, i teli per il mobilio, i solventi, le spatole, lo stucco e molto altro. Una spesa forse non molto consistente, ma che potrebbe presto farci rimpiangere di non aver provveduto a chiamare un vero imbianchino, ancor prima di poter osservare i risultati del nostro lavoro. Senza considerare il tempo di cui necessitano le operazioni di pittura vere e proprie. Siamo proprio sicuri che anche in presenza di un'adeguata competenza e tecnica ci convenga fare da soli? Desidereresti maggiori informazioni e ricevere fino a cinque preventivi gratuiti? Sei un Imbianchino e cerchi nuovi clienti? Clicca qui
Quali colori scegliere per tinteggiare la camera da letto?
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Quali colori scegliere per tinteggiare la camera da letto?
Quando si decide di dipingere la camera da letto, occorre partire da un'attenta considerazione della funzione rivestita dall’ambiente in questione. Si tratta infatti della stanza designata non solo ad accogliere le nostre ore di riposo, ma anche a darci il buongiorno al risveglio. Come ben sappiamo la camera da letto rappresenta il cuore della casa, il posto più recondito in assoluto. Proprio per questo motivo quando si decide di tinteggiarla, occorre prima fare una disamina delle nostre aspettative, cercando però di non esagerare nel tentativo di trovare una soluzione troppo personale. Il vero segreto di una camera da letto è proprio l’atmosfera che la distingue, un mix tra meditazione e intimità che dovrebbe essere tenuto ben presente quando si è chiamati a decidere i colori che dovranno caratterizzarla.
Dal blu al viola, passando per il verde
Tra i colori da prendere in considerazione, non va dimenticato il blu, considerato il vero e proprio simbolo dell’armonia. In questo caso le tonalità prescelte dovrebbero essere quelle declinanti nell’azzurro, colore che distingue elementi come acqua e cielo. Perfettamente adattabile al bianco, l'azzurro può essere abbinato con motivi in grado di richiamare un mare in fase di bonaccia e complementi d’arredo adatti al tema, oppure sposato a un arredamento di stampo classico. Altro colore da valutare è il viola, evitando però di virare sulle versioni più decise e scure. Si tratta infatti del colore che indica la spiritualità, tale da proporsi come l’ideale per chi cerca pace e un migliore rapporto con sé stesso e quindi molto gettonato per la camera da letto. Per chi preferisce delle soluzioni moderne per tinteggiare la zona notte, la scelta più giusta può invece essere il grigio o il verde. Nel primo caso, risalta l’impressione di pulizia, oltre alla facilità con cui esso può essere accostato a bianco o nero, mentre per quanto concerne il verde, anche in questo caso siamo di fronte a una tinta che ha un preciso connotato psicologico, quello relativo all’autostima.
Tinteggiare: la necessità di un professionista
Si può tinteggiare la propria camera da letto anche optando per altre soluzioni altrettanto efficaci. Come ad esempio il rosa, colore molto versatile che può essere sfruttato in senso romantico, con il rosa antico, ma non solo. Anche il giallo consente a chi lo adotta di sbizzarrirsi. E’ un colore solare e luminoso per eccellenza, che può dare ottimi risultati soprattutto ove se ne adottino toni sfumati o tendenti all’arancio. Infine il rosso, che però andrebbe maneggiato con estrema cura, cercando di privilegiare tonalità non troppo aggressive, a partire da vermiglione e terracotta. Considerando il fatto che scelte troppo nette potrebbero dare risultati non proprio indimenticabili, quando si decide di tinteggiare la propria camera da letto sarebbe il caso di rivolgersi a un pittore professionista, il quale può dare il suo consiglio anche in base all’arredamento presente. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Lo stucco veneziano tra storia e modernità
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Lo stucco veneziano tra storia e modernità
Lo stucco veneziano rappresenta in assoluto la più bella delle tinteggiature e conferisce alla nostra casa una nuova luce. Grazie alla sua finitura decorativa unica nel suo genere, lo stucco veneziano rende gli ambienti molto più raffinati ed eleganti. Le sue origini sono antichissime e risalgono addirittura a più di cinquemila anni fa; i primi a compiere stucchi architettonici furono gli abitanti delle province orientali dell'Iran e poi man mano si sono diffusi lungo la regione della Mesopotamia. Nell'isola di Malta sono stati eseguiti degli scavi archeologici che hanno portato alla luce resti di pareti tinteggiate con lo stucco veneziano; il periodo attribuito a questi ritrovamenti si aggira tra il 3000 e il 2500 a.C. Nel 2000 a.C. gli Elamiti, popolazione dell’Iran meridionale, utilizzavano lo stucco veneziano al posto della terracotta e, come calcina, per legare i mattoni alle volte, per sostituire il bitume mattoni delle volte. Verso il 3000 a.C sono stati trovati reperti dello stucco veneziano anche a Creta, esso era composto da carbonati di calcio e di magnesio amalgamati con calce spenta, veniva utilizzato per realizzare dei rilievi tinteggiati poi con colori molto vivaci. Da allora lo stucco veneziano nelle sue varie differenziazioni di linguaggio e relativi termini specifici (stucco antico, stucco romano, marmorino, stucco lucido) fu protagonista in numerose civiltà. Lo stucco veneziano arrivò anche in Europa e fu subito apprezzato nei palazzi dei nobili veneziani. Il motivo di tanto successo si spiega molto semplicemente: non era solo un elemento decorativo, ma anche un materiale naturale che fungeva da protezione delle strutture degli antichi edifici. Col tempo lo stucco veneziano si è evoluto, acquisendo particolarità e caratteristiche grazie ai popoli che ne facevano uso, riflettendone gusti e adattandosi allo stile architettonico. Anche la composizione del prodotto cambiava, era influenzata dalle materie presenti secondo la località e dai vari pigmenti usati per la colorazione. L’unica cosa che è rimasta immutata sin dalle epoche antiche è l’impasto “base” formato da calce con polvere di pietra.
Le diverse tecniche
Solitamente si utilizzano due diversi procedimenti per applicare lo stucco veneziano, i quali differiscono per la stesura e anche per il tempo di lavorazione. La prima tecnica, ossia quella tradizionale, è quella più complicata e difficile da eseguire. Si definisce “stucco a spatola”. Il lavoro consiste nell'applicare lo stucco veneziano attraverso tre passate, ma in alcuni casi si può applicare anche attraverso sei passate di spatola. I prodotti, composti da calcio e gesso, sono facilmente reperibili e si possono acquistare già pronti per l’uso. L’altro metodo per la lavorazione dello stucco veneziano è l’applicazione tramite pennello. Questo metodo è senza dubbio molto più semplice rispetto a quello tradizionale; il materiale viene distribuito tramite un pennello adatto a questa lavorazione in una sola passata.
Applicare lo stucco veneziano
Lo stucco veneziano rende di sicuro gli ambienti molto raffinati con i suoi numerosi pregi; per quanto concerne la stesura sulle pareti, è necessario che il lavoro venga eseguito da esperti nel settore. La sua realizzazione necessita di determinati accorgimenti che da soli non saremmo in grado di saper svolgere; perciò è necessario prestare attenzione e rispettare determinate regole per la lavorazione. La cosa migliore da fare è rivolgersi a imbianchini specializzati in questa tecnica; sul nostro sito Preventivi.it potrete consultare numerose aziende rinomate per la loro qualità e serietà. In fase conoscitiva potrete richiedere loro anche un preventivo totalmente gratuito.
Procedura di pitturazione
Per applicare lo stucco veneziano sono indispensabili alcuni materiali: la vernice isolante, pennelli idonei alla lavorazione, pittura acrilica lavabile del colore scelto per la tinteggiatura, spatola in acciaio. Se si procede con la tecnica tradizionale serve lo stucco a base di calcio e gesso, mentre se si utilizza quella mediante pennello, servirà lo stucco specifico. Infine potrebbe servire anche la cera lucidante per superfici in stucco veneziano. Non sempre è usata, è facoltativa. Per non compromettere tutta la lavorazione, prima di procedere alla stesura dello stucco veneziano dobbiamo pulire il muro a fondo; non ci devono essere imperfezioni, deve essere totalmente liscio. Va applicata poi una mano di materiale a base di calce o di gesso tramite una spatola; dopo, si dovrà dare una passata di base isolante, che andrà ripetuta due volte. Quando il muro sarà completamente asciutto, si applicherà lo stucco veneziano, sempre con la spatola. L’operazione andrà ripetuta tre volte; all'inizio avrà un aspetto un po’ strano, con l’effetto a macchia, ma non dovete preoccuparvi, perché è proprio quest’aspetto che rende lo stucco veneziano unico nel suo genere. Si può procedere anche con l’ausilio di un pennello, ma l’effetto risulterà semplificato non solo nella lavorazione, ma anche nell'effetto estetico finale. Lo stucco usato per questa procedura è diverso da quello che si stende con la spatola, in più deve essere compatibile con le superfici da pitturare; la rifinitura finale necessita la spatola, per rendere il muro più liscio e la decorazione più omogenea. Infine si procede con la lucidatura, che avviene mediante una cera protettiva, creata esclusivamente per preservare la pitturazione eseguita con lo stucco veneziano. La lucidatura è facoltativa, dipende tutto dalle preferenze; di certo aiuta la lavorazione a durare di più e dona allo stucco veneziano un effetto lucido molto bello. E’ consigliabile eseguire la manutenzione della cera per far sì che lo stucco veneziano rimanga sempre protetto; si fa saltuariamente, in maniera semplice e veloce: basta passare una spugna morbida imbevuta del prodotto. Una volta asciutto il tutto, si consiglia di dare una passata leggera con un panno morbido.
Manutenzione dello stucco veneziano
Per mantenere lo stucco veneziano bello e immutabile nel tempo e vogliamo evitare effetti anti estetici, dobbiamo provvedere alla pulizia delle pareti. Prima di tutto deve essere eseguita con molta delicatezza, senza nessuna azione aggressiva, altrimenti lo stucco veneziano si rovinerebbe. La lucidatura con la cera rende lo stucco impermeabile, è possibile quindi eliminare sulla superficie macchie attraverso l’ausilio di un panno chiaro imbevuto di acqua; è possibile anche utilizzare un detergente, purché sia neutro e non abrasivo. Nel caso non venga applicata la cera, il muro non sarà impermeabile; non bisogna assolutamente utilizzare l’acqua per la pulizia, potremmo commettere disastri e rovinare tutta la pitturazione. In presenza di macchie, si dovrà utilizzare solo un semplice panno per rimuoverle; se sono evidenti e difficili da rimuovere, si può usare una piccola quantità di alcool. Vorresti maggiori informazioni e ricevere fino a cinque preventivi gratuiti? Sei un Imbianchino e cerchi nuovi clienti? Vai qui
La cementite e i suoi usi
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La cementite e i suoi usi
La cementite è un tipo di vernice dall'effetto opaco e vellutato, di colore bianco; solitamente è usata per le ristrutturazioni dei mobili, dei muri e dei metalli. E’ composta da resine gliceroftaliche, extenders selezionati e biossido di titanio. La cementite necessita di una temperatura di applicazione che varia tra i 10° e i 30°C, con un’umidità relativa del 60%; la sua resa dipende molto dal fondo del materiale che si sta trattando. In superficie si asciuga tra i 30 minuti e un’ora, mentre in profondità ci vogliono all'incirca 12-24 ore; nelle prime sei ore di applicazione la cementite è molto sensibile all'acqua piovana. Ovviamente la superficie da trattare deve essere pulita, sgrassata e completamente asciutta, non deve essere in nessun modo calda. La vernice va conservata in un luogo fresco e al coperto, ovviamente con il recipiente ben chiuso, una volta utilizzata. Il momento più importante é la preparazione della superficie, perché se non viene fatta accuratamente si rischia di mettere a repentaglio l’intera riuscita del lavoro; infatti buona parte dei difetti che si possono riscontrare a processo terminato, sono da imputare a una preparazione svolta in maniera frettolosa oppure superficiale. La sua composizione conferisce alla cementite una buona resistenza agli alcali. Essa si applica con estrema facilità e la sua lavorazione risulta semplificata. La resa della cementite è particolarmente buona, riesce a coprire le superfici sottostanti e si applica facilmente grazie all'ausilio di pennelli. Una volta applicata, diventa resistente all'acqua, quindi può essere eventualmente lavata per rimuovere delle macchie. Il suo potere coprente ne fa un prodotto elastico, che aderisce perfettamente alle superfici ed é anche estremamente carteggiabile (tramite carta abrasiva). Col passare del tempo la cementite è notevolmente migliorata, i solventi sono praticamente assenti nella sua composizione, rendendola un prodotto non infiammabile, dall'odore neutro e soprattutto atossico. Trova il suo massimo utilizzo nella restaurazione dei mobili, come mano di fondo; è utilizzatissima anche per le lavorazioni in ferro, alluminio, plastica, cemento e superfici murarie. Può essere utilizzata sia all'esterno che all'interno, senza particolari problematiche.
La cementite e il legno
Come ben sappiamo la cementite, viene utilizzata per la restaurazione del legno. Ha il grosso vantaggio di coprire subito il colore originale del mobile già alla prima mano, quindi si fa meno fatica. È un prodotto risolutivo per il legno in quanto si ancora saldamente attraverso le fibre, infatti ha un effetto turapori, che consiste nell'entrare in profondità delle fibre del materiale, occludendo i pori e le eventuali crepe presenti. Si può usare sostanzialmente per la preparazione per il mordente, poiché il suo ruolo primario è la creazione di un fondo liscio, che mantenga un aspetto naturale per la verniciatura dell’oggetto. Il risultato finale sarà quello di rendere la superficie porosa del legno liscia e impermeabile, eliminando tutte le tracce visibili di imperfezioni o venature. Grazie alla cementite i colori non saranno alterati dalla struttura del legno, ma risulteranno pieni e brillanti. Si può trovare in commercio la cementite in vari colori; spesso si usa per le lavorazioni dello stesso colore della vernice che sarà utilizzata in seguito, per non creare antiestetici sbalzi cromatici. Per quanto concerne la preparazione della superficie di legno da trattare, a cui seguirà la verniciatura con la cementite, dobbiamo distinguere tra legno nuovo e già verniciato. Per il legno nuovo si dovrà provvedere a rendere il supporto asciutto e rigorosamente pulito; mentre per la preparazione del legno già verniciato in precedenza si dovranno rimuovere i residui della vecchia pitturazione, e se alcune parti non vengono via, ci si dovrà assicurare che quelle rimaste siano perfettamente ancorate; andranno poi livellate con la carta abrasiva.
La cementite in campo artistico
La cementite trova un validissimo utilizzo anche nel campo artistico. Ad esempio la possiamo usare per i quadri con pitturazione a olio, come imprimitura, per fungere da intermediario tra la tela e la pittura. In pratica si crea una “barriera” che trattiene i colori, ma che evita che ci sia l’assorbimento dell’olio, con la formazione di screpolature che rovinerebbero l’intero operato. Una passata di cementite permette anche di riutilizzare una vecchia tela già dipinta, mettendola a nuovo; tramite una spatola si asporta il vecchio colore e poi si passa una “mano” di cementite diluita con un po' di acquaragia con un pennello morbido. Dopo aver aspettato che si asciughi per bene, si passa di nuovo la vernice, in seguito occorre scartavetrare delicatamente per eliminare gli eventuali residui in eccesso. La cementite può essere utilizzata anche per la tecnica dello shabby chic, il quale consiste principalmente nel ricreare sugli oggetti l’effetto dell’invecchiamento. Per donare alle opere un aspetto vissuto prima si carteggia con la carta vetrata, poi si fa una passata di cementite (per assicurare la chiusura dei pori del legno), e in seguito si pittura a piacimento con un colore acrilico tutto il mobile da rinnovare. Infine si scartavetra di nuovo, e poi si stende la vernice fissativa, cercando di stendere il prodotto sempre nella stessa direzione. Un’altra tecnica decorativa molto elegante e raffinata che può essere realizzata grazie all'uso della cementite é il découpage. Il découpage dà nuova vita agli oggetti: si ritagliano illustrazioni o strisce di carta e si incollano agli oggetti, che possono essere di vari materiali (legno, vetro e metallo). La cementite serve per creare una superficie liscia e omogenea, su cui applicare le decorazioni. Si passano due strati di vernice sull'oggetto, si lascia asciugare e in seguito vengono applicati i ritagli, che saranno la vera e propria decorazione. Per ultimo, si stende uno strato di vernice trasparente, per fissare a meglio i decori. Per maggiori chiarimenti sulla cementite, potete consultare il nostro sito Preventivi.it.
Applicazione sui muri
La cementite può anche essere utilizzata sui muri, come stucco o primer per preparare la superficie alla successiva pitturazione. La vernice renderà il muro più uniforme e lucido; di solito si sceglie di adoperare per quest’azione la cementite bianca. La cementite viene usata soprattutto per coprire le macchie di muffa o quelle dovute all'umidità, di colore marrone scuro; grazie al materiale possono essere coperti anche gli aloni derivanti dalla condensa, attigui ai tubi di scarico, soprattutto delle stufe a legna. Si consiglia di passare per due volte la cementite, per ottenere un lavoro perfetto. Dopo aver ultimato il lavoro, occorre arieggiare la stanza per bene e lasciare asciugare accuratamente, il prodotto si asciuga piuttosto lentamente. Tramite la cementite vengono meno queste macchie antiestetiche, rendendo più levigata la superficie; l’unico inconveniente è da imputare al fatto che la sua applicazione si nota parecchio, soprattutto in controluce. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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La cementite e i suoi usi
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La cementite e i suoi usi
La cementite è un tipo di vernice dall'effetto opaco e vellutato, di colore bianco; solitamente è usata per le ristrutturazioni dei mobili, dei muri e dei metalli. E’ composta da resine gliceroftaliche, extenders selezionati e biossido di titanio. La cementite necessita di una temperatura di applicazione che varia tra i 10° e i 30°C, con un’umidità relativa del 60%; la sua resa dipende molto dal fondo del materiale che si sta trattando. In superficie si asciuga tra i 30 minuti e un’ora, mentre in profondità ci vogliono all'incirca 12-24 ore; nelle prime sei ore di applicazione la cementite è molto sensibile all'acqua piovana. Ovviamente la superficie da trattare deve essere pulita, sgrassata e completamente asciutta, non deve essere in nessun modo calda. La vernice va conservata in un luogo fresco e al coperto, ovviamente con il recipiente ben chiuso, una volta utilizzata. Il momento più importante é la preparazione della superficie, perché se non viene fatta accuratamente si rischia di mettere a repentaglio l’intera riuscita del lavoro; infatti buona parte dei difetti che si possono riscontrare a processo terminato, sono da imputare a una preparazione svolta in maniera frettolosa oppure superficiale. La sua composizione conferisce alla cementite una buona resistenza agli alcali. Essa si applica con estrema facilità e la sua lavorazione risulta semplificata. La resa della cementite è particolarmente buona, riesce a coprire le superfici sottostanti e si applica facilmente grazie all'ausilio di pennelli. Una volta applicata, diventa resistente all'acqua, quindi può essere eventualmente lavata per rimuovere delle macchie. Il suo potere coprente ne fa un prodotto elastico, che aderisce perfettamente alle superfici ed é anche estremamente carteggiabile (tramite carta abrasiva). Col passare del tempo la cementite è notevolmente migliorata, i solventi sono praticamente assenti nella sua composizione, rendendola un prodotto non infiammabile, dall'odore neutro e soprattutto atossico. Trova il suo massimo utilizzo nella restaurazione dei mobili, come mano di fondo; è utilizzatissima anche per le lavorazioni in ferro, alluminio, plastica, cemento e superfici murarie. Può essere utilizzata sia all'esterno che all'interno, senza particolari problematiche.
La cementite e il legno
Come ben sappiamo la cementite, viene utilizzata per la restaurazione del legno. Ha il grosso vantaggio di coprire subito il colore originale del mobile già alla prima mano, quindi si fa meno fatica. È un prodotto risolutivo per il legno in quanto si ancora saldamente attraverso le fibre, infatti ha un effetto turapori, che consiste nell'entrare in profondità delle fibre del materiale, occludendo i pori e le eventuali crepe presenti. Si può usare sostanzialmente per la preparazione per il mordente, poiché il suo ruolo primario è la creazione di un fondo liscio, che mantenga un aspetto naturale per la verniciatura dell’oggetto. Il risultato finale sarà quello di rendere la superficie porosa del legno liscia e impermeabile, eliminando tutte le tracce visibili di imperfezioni o venature. Grazie alla cementite i colori non saranno alterati dalla struttura del legno, ma risulteranno pieni e brillanti. Si può trovare in commercio la cementite in vari colori; spesso si usa per le lavorazioni dello stesso colore della vernice che sarà utilizzata in seguito, per non creare antiestetici sbalzi cromatici. Per quanto concerne la preparazione della superficie di legno da trattare, a cui seguirà la verniciatura con la cementite, dobbiamo distinguere tra legno nuovo e già verniciato. Per il legno nuovo si dovrà provvedere a rendere il supporto asciutto e rigorosamente pulito; mentre per la preparazione del legno già verniciato in precedenza si dovranno rimuovere i residui della vecchia pitturazione, e se alcune parti non vengono via, ci si dovrà assicurare che quelle rimaste siano perfettamente ancorate; andranno poi livellate con la carta abrasiva.
La cementite in campo artistico
La cementite trova un validissimo utilizzo anche nel campo artistico. Ad esempio la possiamo usare per i quadri con pitturazione a olio, come imprimitura, per fungere da intermediario tra la tela e la pittura. In pratica si crea una “barriera” che trattiene i colori, ma che evita che ci sia l’assorbimento dell’olio, con la formazione di screpolature che rovinerebbero l’intero operato. Una passata di cementite permette anche di riutilizzare una vecchia tela già dipinta, mettendola a nuovo; tramite una spatola si asporta il vecchio colore e poi si passa una “mano” di cementite diluita con un po' di acquaragia con un pennello morbido. Dopo aver aspettato che si asciughi per bene, si passa di nuovo la vernice, in seguito occorre scartavetrare delicatamente per eliminare gli eventuali residui in eccesso. La cementite può essere utilizzata anche per la tecnica dello shabby chic, il quale consiste principalmente nel ricreare sugli oggetti l’effetto dell’invecchiamento. Per donare alle opere un aspetto vissuto prima si carteggia con la carta vetrata, poi si fa una passata di cementite (per assicurare la chiusura dei pori del legno), e in seguito si pittura a piacimento con un colore acrilico tutto il mobile da rinnovare. Infine si scartavetra di nuovo, e poi si stende la vernice fissativa, cercando di stendere il prodotto sempre nella stessa direzione. Un’altra tecnica decorativa molto elegante e raffinata che può essere realizzata grazie all'uso della cementite é il découpage. Il découpage dà nuova vita agli oggetti: si ritagliano illustrazioni o strisce di carta e si incollano agli oggetti, che possono essere di vari materiali (legno, vetro e metallo). La cementite serve per creare una superficie liscia e omogenea, su cui applicare le decorazioni. Si passano due strati di vernice sull'oggetto, si lascia asciugare e in seguito vengono applicati i ritagli, che saranno la vera e propria decorazione. Per ultimo, si stende uno strato di vernice trasparente, per fissare a meglio i decori. Per maggiori chiarimenti sulla cementite, potete consultare il nostro sito Preventivi.it.
Applicazione sui muri
La cementite può anche essere utilizzata sui muri, come stucco o primer per preparare la superficie alla successiva pitturazione. La vernice renderà il muro più uniforme e lucido; di solito si sceglie di adoperare per quest’azione la cementite bianca. La cementite viene usata soprattutto per coprire le macchie di muffa o quelle dovute all'umidità, di colore marrone scuro; grazie al materiale possono essere coperti anche gli aloni derivanti dalla condensa, attigui ai tubi di scarico, soprattutto delle stufe a legna. Si consiglia di passare per due volte la cementite, per ottenere un lavoro perfetto. Dopo aver ultimato il lavoro, occorre arieggiare la stanza per bene e lasciare asciugare accuratamente, il prodotto si asciuga piuttosto lentamente. Tramite la cementite vengono meno queste macchie antiestetiche, rendendo più levigata la superficie; l’unico inconveniente è da imputare al fatto che la sua applicazione si nota parecchio, soprattutto in controluce. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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La cementite e i suoi usi
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La cementite e i suoi usi
La cementite è un tipo di vernice dall'effetto opaco e vellutato, di colore bianco; solitamente è usata per le ristrutturazioni dei mobili, dei muri e dei metalli. E’ composta da resine gliceroftaliche, extenders selezionati e biossido di titanio. La cementite necessita di una temperatura di applicazione che varia tra i 10° e i 30°C, con un’umidità relativa del 60%; la sua resa dipende molto dal fondo del materiale che si sta trattando. In superficie si asciuga tra i 30 minuti e un’ora, mentre in profondità ci vogliono all'incirca 12-24 ore; nelle prime sei ore di applicazione la cementite è molto sensibile all'acqua piovana. Ovviamente la superficie da trattare deve essere pulita, sgrassata e completamente asciutta, non deve essere in nessun modo calda. La vernice va conservata in un luogo fresco e al coperto, ovviamente con il recipiente ben chiuso, una volta utilizzata. Il momento più importante é la preparazione della superficie, perché se non viene fatta accuratamente si rischia di mettere a repentaglio l’intera riuscita del lavoro; infatti buona parte dei difetti che si possono riscontrare a processo terminato, sono da imputare a una preparazione svolta in maniera frettolosa oppure superficiale. La sua composizione conferisce alla cementite una buona resistenza agli alcali. Essa si applica con estrema facilità e la sua lavorazione risulta semplificata. La resa della cementite è particolarmente buona, riesce a coprire le superfici sottostanti e si applica facilmente grazie all'ausilio di pennelli. Una volta applicata, diventa resistente all'acqua, quindi può essere eventualmente lavata per rimuovere delle macchie. Il suo potere coprente ne fa un prodotto elastico, che aderisce perfettamente alle superfici ed é anche estremamente carteggiabile (tramite carta abrasiva). Col passare del tempo la cementite è notevolmente migliorata, i solventi sono praticamente assenti nella sua composizione, rendendola un prodotto non infiammabile, dall'odore neutro e soprattutto atossico. Trova il suo massimo utilizzo nella restaurazione dei mobili, come mano di fondo; è utilizzatissima anche per le lavorazioni in ferro, alluminio, plastica, cemento e superfici murarie. Può essere utilizzata sia all'esterno che all'interno, senza particolari problematiche.
La cementite e il legno
Come ben sappiamo la cementite, viene utilizzata per la restaurazione del legno. Ha il grosso vantaggio di coprire subito il colore originale del mobile già alla prima mano, quindi si fa meno fatica. È un prodotto risolutivo per il legno in quanto si ancora saldamente attraverso le fibre, infatti ha un effetto turapori, che consiste nell'entrare in profondità delle fibre del materiale, occludendo i pori e le eventuali crepe presenti. Si può usare sostanzialmente per la preparazione per il mordente, poiché il suo ruolo primario è la creazione di un fondo liscio, che mantenga un aspetto naturale per la verniciatura dell’oggetto. Il risultato finale sarà quello di rendere la superficie porosa del legno liscia e impermeabile, eliminando tutte le tracce visibili di imperfezioni o venature. Grazie alla cementite i colori non saranno alterati dalla struttura del legno, ma risulteranno pieni e brillanti. Si può trovare in commercio la cementite in vari colori; spesso si usa per le lavorazioni dello stesso colore della vernice che sarà utilizzata in seguito, per non creare antiestetici sbalzi cromatici. Per quanto concerne la preparazione della superficie di legno da trattare, a cui seguirà la verniciatura con la cementite, dobbiamo distinguere tra legno nuovo e già verniciato. Per il legno nuovo si dovrà provvedere a rendere il supporto asciutto e rigorosamente pulito; mentre per la preparazione del legno già verniciato in precedenza si dovranno rimuovere i residui della vecchia pitturazione, e se alcune parti non vengono via, ci si dovrà assicurare che quelle rimaste siano perfettamente ancorate; andranno poi livellate con la carta abrasiva.
La cementite in campo artistico
La cementite trova un validissimo utilizzo anche nel campo artistico. Ad esempio la possiamo usare per i quadri con pitturazione a olio, come imprimitura, per fungere da intermediario tra la tela e la pittura. In pratica si crea una “barriera” che trattiene i colori, ma che evita che ci sia l’assorbimento dell’olio, con la formazione di screpolature che rovinerebbero l’intero operato. Una passata di cementite permette anche di riutilizzare una vecchia tela già dipinta, mettendola a nuovo; tramite una spatola si asporta il vecchio colore e poi si passa una “mano” di cementite diluita con un po' di acquaragia con un pennello morbido. Dopo aver aspettato che si asciughi per bene, si passa di nuovo la vernice, in seguito occorre scartavetrare delicatamente per eliminare gli eventuali residui in eccesso. La cementite può essere utilizzata anche per la tecnica dello shabby chic, il quale consiste principalmente nel ricreare sugli oggetti l’effetto dell’invecchiamento. Per donare alle opere un aspetto vissuto prima si carteggia con la carta vetrata, poi si fa una passata di cementite (per assicurare la chiusura dei pori del legno), e in seguito si pittura a piacimento con un colore acrilico tutto il mobile da rinnovare. Infine si scartavetra di nuovo, e poi si stende la vernice fissativa, cercando di stendere il prodotto sempre nella stessa direzione. Un’altra tecnica decorativa molto elegante e raffinata che può essere realizzata grazie all'uso della cementite é il découpage. Il découpage dà nuova vita agli oggetti: si ritagliano illustrazioni o strisce di carta e si incollano agli oggetti, che possono essere di vari materiali (legno, vetro e metallo). La cementite serve per creare una superficie liscia e omogenea, su cui applicare le decorazioni. Si passano due strati di vernice sull'oggetto, si lascia asciugare e in seguito vengono applicati i ritagli, che saranno la vera e propria decorazione. Per ultimo, si stende uno strato di vernice trasparente, per fissare a meglio i decori. Per maggiori chiarimenti sulla cementite, potete consultare il nostro sito Preventivi.it.
Applicazione sui muri
La cementite può anche essere utilizzata sui muri, come stucco o primer per preparare la superficie alla successiva pitturazione. La vernice renderà il muro più uniforme e lucido; di solito si sceglie di adoperare per quest’azione la cementite bianca. La cementite viene usata soprattutto per coprire le macchie di muffa o quelle dovute all'umidità, di colore marrone scuro; grazie al materiale possono essere coperti anche gli aloni derivanti dalla condensa, attigui ai tubi di scarico, soprattutto delle stufe a legna. Si consiglia di passare per due volte la cementite, per ottenere un lavoro perfetto. Dopo aver ultimato il lavoro, occorre arieggiare la stanza per bene e lasciare asciugare accuratamente, il prodotto si asciuga piuttosto lentamente. Tramite la cementite vengono meno queste macchie antiestetiche, rendendo più levigata la superficie; l’unico inconveniente è da imputare al fatto che la sua applicazione si nota parecchio, soprattutto in controluce. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Come pitturare casa e rinnovare il look della propria abitazione
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Come pitturare casa e rinnovare il look della propria abitazione
Per chi vuole mutare il look della propria abitazione senza dover spendere una fortuna, pitturare casa può essere la scelta migliore. Naturalmente prima di farlo occorre considerare tutti gli aspetti, a partire da costi e strumentazione. Il primo passo è quello di procurarsi almeno un rullo e una griglia per strizzarlo, una paletta, una pennellessa, un pennello piccolo col quale rifinire gli angoli, il fissativo, una bottiglia di acquaragia, una spugna, teli di nylon o di plastica, carta abrasiva e stucco. Poi si passa alla scelta delle tinte. Il mercato assicura la disponibilità di diversi tipi di pittura, partendo da quella acrilica provvista di un’elevata copertura e quella isolante, più costosa rispetto alle altre ma in grado di agire sull’isolamento termico e acustico delle pareti. Non va dimenticato che sarebbe sempre consigliabile privilegiare le vernici ecologiche, sulla base dei diversi ambienti, optando ad esempio per quelle resistenti ai vapori in cucina. Anche l’ambiente va organizzato con molta attenzione, spostando i mobili raggruppandoli al centro della stanza e coprendoli con i teli. Un’operazione, quest’ultima, che va fatta anche per il pavimento e i termosifoni, utilizzando vecchi giornali o cartoni, per poi isolare interruttori della luce, infissi e battiscopa tramite del nastro adesivo in carta. Anche i lampadari, naturalmente vanno schermati, adoperando teli di stoffa o plastica. Per quanto riguarda le pareti, è opportuno effettuare un attento controllo teso a constatarne le condizioni: ove siano in stato non ottimale andrebbero stuccate le eventuali crepe per poi lisciare la superficie con l’aiuto della carta abrasiva. Il tutto se naturalmente si sceglie di fare da soli, con l’evidente intento di risparmiare. Diversamente sarà il professionista incaricato dei lavori a doversene occupare, nel caso in cui si voglia un lavoro più rifinito, in cui l’aspetto finanziario lascia il posto a considerazioni di carattere estetico.
Pitturare casa: alcune idee
Come ben sappiamo, i colori sono in grado di influenzare la nostra psiche, lo stato d'animo, la creatività, sino ad interessare addirittura l’attenzione e la curva di apprendimento, ovvero le componenti necessarie dell'intelletto. Una considerazione che spinge a prendere in esame le tinte per capire quali siano le più indicate, caso per caso. Ad esempio, pitturare casa in arancione non è considerato proprio l’ideale, mentre il discorso cambia per gli ambienti di lavoro, poiché si tratta di un colore in grado di stimolare l'interazione sociale. Se si opta per il suo utilizzo in una casa, sarebbe meglio limitarlo ad una sola parete, magari per spezzare un ambiente troppo bianco o conferirgli un tocco di originalità. A tal proposito non si dimentichi che l’arancione non è indicato per le persone iperattive e in cucina, in quanto contribuisce ad aumentare la fame. Il giallo può invece stimolare l'attività mentale aumentare la concentrazione e quindi promuovere la creatività. Ecco perché chi si accinge a pitturare casa dovrebbe prenderlo in considerazione per il luogo in cui si studia o si lavora. Basta che non si tratti di giallo scuro, che può invece diminuire la creatività. Il blu aumenta la concentrazione, in particolare nei soggetti facili a distrarsi, senza però esagerare con tinte scure, che possono risultare opprimenti, mentre vanno bene in generale le declinazioni sul chiaro, il blu acciaio e quello cielo. Altro colore da considerare è il verde smeraldo, considerato dagli addetti ai lavori una tonalità perfetta, trattandosi di un colore vivace, in grado di evocare energia, ma anche tradizione, doti che ne fanno un vero must negli ultimi tempi. Chi si accinge a pitturare ambienti classici nella propria casa dovrebbe invece prendere in considerazione il rosso, in particolare quello pompeiano. Questo colore, infatti, contribuisce a regalare enfasi alla classicità della casa, unendola però a grande carattere, risultando ideale per persone che intendano rispecchiare nella casa il proprio ego.
Pitturare casa: il pennello
Tra le varie modalità per pitturare casa, la più diffusa è senz'altro quella a pennello perché consente di ottenere una finitura liscia a differenza del rullo, che invece lascia sempre una leggera bucciatura. Quando si decide di tinteggiare le pareti, occorre sempre partire dalla fonte di luce e muoversi in direzione della parete opposta, passando poi l'ultima mano in direzione della stessa. In caso si opti per questo strumento, occorre poi ricordare:
per la tinteggiatura delle pareti vanno usati un pennello piatto ed una pennellessa a plafone. Con il primo in particolare vanno eseguite le cosiddette bordature, ovvero le pittura in corrispondenza degli angoli tra le pareti, sopra i battiscopa ed intorno agli infissi;
dopo aver terminato la pittura degli angoli, occorre tinteggiare a strisce verticali, avendo cura di partire dall'alto sui lati intorno alla finestra. La pittura deve essere stesa prima in strisce verticali parallele, ciascuna leggermente sovrapposta all'altra, quindi in senso orizzontale, ultimando con leggere pennellate in verticale;
quando si tratti di dare la tinta in punti complicati, occorre utilizzare la punta delle setole, tenendo il pennello in perpendicolare alla superficie, per poi picchiettarlo.
Pitturare casa: quanto costa
Pitturare la propria casa ha naturalmente dei costi ben precisi. Se si opta per il fai da te, si spenderà soltanto per i materiali e le tinte impiegate, mentre se si decide di effettuare un lavoro professionale affidandosi a personale esterno, la spesa può arrivare anche a svariate centinaia di euro, in base alle stanze che sono oggetto dei lavori. Possiamo dire che per la propria casa, il secondo caso comporta una spesa di quasi 2mila euro, a meno di non rischiare con una di quelle offerte reclamizzate anche in rete, magari a soli 150 euro per un appartamento di 90 metri quadrati e 270 metri imbiancabili, che espongono a notevoli rischi, se si pensa che il costo giornaliero di un operaio specializzato ammonta alla stessa cifra. In effetti, in questi casi si rischia di pagare molto più del previsto, poiché la superficie da imbiancare in questi casi non è quasi mai di 270 metri, bensì almeno di 360 e i prezzi extrasoglia sono talmente alti che si rischia il bagno finanziario. Considerazione che dovrebbe spingere a rivolgersi ad uno dei tanti professionisti che offrono il loro operato su Preventivi.it, mettendo subito in chiaro la cifra reale da spendere.
Pitturare casa: la tecnica
L’arte della tinteggiatura può essere svolta sia da professionisti che da appassionati del fai da te. Ogni tecnica ha un suo grado di difficoltà, oltre a presentare vantaggi e svantaggi. Di solito le tecniche più utilizzate sono la velatura, la spugnatura e la spatolatura. La prima viene utilizzata per pitturare casa e dare effetti particolari. Si realizza con spugne e stracci e, con un minimo di pazienza consente risultati di buon livello anche ai meno esperti. Garantisce un motivo trasparente ottenuto sovrapponendo a un fondo opaco una o più mani di finitura velata in tinte differenti, a seconda del risultato che si vuole conseguire. Occorre però usare prodotti specifici, disponibili in versione lucida, opaca o cerata, che si ottengono aggiungendo a una base neutra i colori universali a tintometro. La spugnatura è la più gettonata e si esegue con una spugna, sintetica o naturale. Nel primo caso, la finitura risulta più compatta e uniforme, mentre impiegando spugne marine sarà caratterizzata da una certa irregolarità. La posa può essere eseguita “a mettere” o “a togliere”. Nel primo caso, dopo aver preparato la superficie con uno strato di primer e due mani di fondo della tinta base, si deve immergere la spugna nella vernice e infine tamponare la parete con tocchi leggeri. La seconda eventualità consiste invece nello stendere sul muro il prodotto di velatura, tramite il rullo o la pennellessa, per poi picchiettare la spugna sulla parete con la pittura ancora umida, asportando parte della vernice, con un effetto decorativo più netto. Si può anche utilizzare lo straccio, che consente un effetto più spiegazzato. Infine lo spatolato, sconsigliato per un intervento fai da te, rende la parete lucida e liscia al tatto, con un effetto paragonabile al marmorino. Si esegue con particolari pitture che vanno stese con una spatola in metallo o plastica, con la seconda più semplice da utilizzare in quanto alla maggiore morbidezza aggiunge spigoli smussati. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Come pitturare casa e rinnovare il look della propria abitazione
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Come pitturare casa e rinnovare il look della propria abitazione
Per chi vuole mutare il look della propria abitazione senza dover spendere una fortuna, pitturare casa può essere la scelta migliore. Naturalmente prima di farlo occorre considerare tutti gli aspetti, a partire da costi e strumentazione. Il primo passo è quello di procurarsi almeno un rullo e una griglia per strizzarlo, una paletta, una pennellessa, un pennello piccolo col quale rifinire gli angoli, il fissativo, una bottiglia di acquaragia, una spugna, teli di nylon o di plastica, carta abrasiva e stucco. Poi si passa alla scelta delle tinte. Il mercato assicura la disponibilità di diversi tipi di pittura, partendo da quella acrilica provvista di un’elevata copertura e quella isolante, più costosa rispetto alle altre ma in grado di agire sull’isolamento termico e acustico delle pareti. Non va dimenticato che sarebbe sempre consigliabile privilegiare le vernici ecologiche, sulla base dei diversi ambienti, optando ad esempio per quelle resistenti ai vapori in cucina. Anche l’ambiente va organizzato con molta attenzione, spostando i mobili raggruppandoli al centro della stanza e coprendoli con i teli. Un’operazione, quest’ultima, che va fatta anche per il pavimento e i termosifoni, utilizzando vecchi giornali o cartoni, per poi isolare interruttori della luce, infissi e battiscopa tramite del nastro adesivo in carta. Anche i lampadari, naturalmente vanno schermati, adoperando teli di stoffa o plastica. Per quanto riguarda le pareti, è opportuno effettuare un attento controllo teso a constatarne le condizioni: ove siano in stato non ottimale andrebbero stuccate le eventuali crepe per poi lisciare la superficie con l’aiuto della carta abrasiva. Il tutto se naturalmente si sceglie di fare da soli, con l’evidente intento di risparmiare. Diversamente sarà il professionista incaricato dei lavori a doversene occupare, nel caso in cui si voglia un lavoro più rifinito, in cui l’aspetto finanziario lascia il posto a considerazioni di carattere estetico.
Pitturare casa: alcune idee
Come ben sappiamo, i colori sono in grado di influenzare la nostra psiche, lo stato d'animo, la creatività, sino ad interessare addirittura l’attenzione e la curva di apprendimento, ovvero le componenti necessarie dell'intelletto. Una considerazione che spinge a prendere in esame le tinte per capire quali siano le più indicate, caso per caso. Ad esempio, pitturare casa in arancione non è considerato proprio l’ideale, mentre il discorso cambia per gli ambienti di lavoro, poiché si tratta di un colore in grado di stimolare l'interazione sociale. Se si opta per il suo utilizzo in una casa, sarebbe meglio limitarlo ad una sola parete, magari per spezzare un ambiente troppo bianco o conferirgli un tocco di originalità. A tal proposito non si dimentichi che l’arancione non è indicato per le persone iperattive e in cucina, in quanto contribuisce ad aumentare la fame. Il giallo può invece stimolare l'attività mentale aumentare la concentrazione e quindi promuovere la creatività. Ecco perché chi si accinge a pitturare casa dovrebbe prenderlo in considerazione per il luogo in cui si studia o si lavora. Basta che non si tratti di giallo scuro, che può invece diminuire la creatività. Il blu aumenta la concentrazione, in particolare nei soggetti facili a distrarsi, senza però esagerare con tinte scure, che possono risultare opprimenti, mentre vanno bene in generale le declinazioni sul chiaro, il blu acciaio e quello cielo. Altro colore da considerare è il verde smeraldo, considerato dagli addetti ai lavori una tonalità perfetta, trattandosi di un colore vivace, in grado di evocare energia, ma anche tradizione, doti che ne fanno un vero must negli ultimi tempi. Chi si accinge a pitturare ambienti classici nella propria casa dovrebbe invece prendere in considerazione il rosso, in particolare quello pompeiano. Questo colore, infatti, contribuisce a regalare enfasi alla classicità della casa, unendola però a grande carattere, risultando ideale per persone che intendano rispecchiare nella casa il proprio ego.
Pitturare casa: il pennello
Tra le varie modalità per pitturare casa, la più diffusa è senz'altro quella a pennello perché consente di ottenere una finitura liscia a differenza del rullo, che invece lascia sempre una leggera bucciatura. Quando si decide di tinteggiare le pareti, occorre sempre partire dalla fonte di luce e muoversi in direzione della parete opposta, passando poi l'ultima mano in direzione della stessa. In caso si opti per questo strumento, occorre poi ricordare:
per la tinteggiatura delle pareti vanno usati un pennello piatto ed una pennellessa a plafone. Con il primo in particolare vanno eseguite le cosiddette bordature, ovvero le pittura in corrispondenza degli angoli tra le pareti, sopra i battiscopa ed intorno agli infissi;
dopo aver terminato la pittura degli angoli, occorre tinteggiare a strisce verticali, avendo cura di partire dall'alto sui lati intorno alla finestra. La pittura deve essere stesa prima in strisce verticali parallele, ciascuna leggermente sovrapposta all'altra, quindi in senso orizzontale, ultimando con leggere pennellate in verticale;
quando si tratti di dare la tinta in punti complicati, occorre utilizzare la punta delle setole, tenendo il pennello in perpendicolare alla superficie, per poi picchiettarlo.
Pitturare casa: quanto costa
Pitturare la propria casa ha naturalmente dei costi ben precisi. Se si opta per il fai da te, si spenderà soltanto per i materiali e le tinte impiegate, mentre se si decide di effettuare un lavoro professionale affidandosi a personale esterno, la spesa può arrivare anche a svariate centinaia di euro, in base alle stanze che sono oggetto dei lavori. Possiamo dire che per la propria casa, il secondo caso comporta una spesa di quasi 2mila euro, a meno di non rischiare con una di quelle offerte reclamizzate anche in rete, magari a soli 150 euro per un appartamento di 90 metri quadrati e 270 metri imbiancabili, che espongono a notevoli rischi, se si pensa che il costo giornaliero di un operaio specializzato ammonta alla stessa cifra. In effetti, in questi casi si rischia di pagare molto più del previsto, poiché la superficie da imbiancare in questi casi non è quasi mai di 270 metri, bensì almeno di 360 e i prezzi extrasoglia sono talmente alti che si rischia il bagno finanziario. Considerazione che dovrebbe spingere a rivolgersi ad uno dei tanti professionisti che offrono il loro operato su Preventivi.it, mettendo subito in chiaro la cifra reale da spendere.
Pitturare casa: la tecnica
L’arte della tinteggiatura può essere svolta sia da professionisti che da appassionati del fai da te. Ogni tecnica ha un suo grado di difficoltà, oltre a presentare vantaggi e svantaggi. Di solito le tecniche più utilizzate sono la velatura, la spugnatura e la spatolatura. La prima viene utilizzata per pitturare casa e dare effetti particolari. Si realizza con spugne e stracci e, con un minimo di pazienza consente risultati di buon livello anche ai meno esperti. Garantisce un motivo trasparente ottenuto sovrapponendo a un fondo opaco una o più mani di finitura velata in tinte differenti, a seconda del risultato che si vuole conseguire. Occorre però usare prodotti specifici, disponibili in versione lucida, opaca o cerata, che si ottengono aggiungendo a una base neutra i colori universali a tintometro. La spugnatura è la più gettonata e si esegue con una spugna, sintetica o naturale. Nel primo caso, la finitura risulta più compatta e uniforme, mentre impiegando spugne marine sarà caratterizzata da una certa irregolarità. La posa può essere eseguita “a mettere” o “a togliere”. Nel primo caso, dopo aver preparato la superficie con uno strato di primer e due mani di fondo della tinta base, si deve immergere la spugna nella vernice e infine tamponare la parete con tocchi leggeri. La seconda eventualità consiste invece nello stendere sul muro il prodotto di velatura, tramite il rullo o la pennellessa, per poi picchiettare la spugna sulla parete con la pittura ancora umida, asportando parte della vernice, con un effetto decorativo più netto. Si può anche utilizzare lo straccio, che consente un effetto più spiegazzato. Infine lo spatolato, sconsigliato per un intervento fai da te, rende la parete lucida e liscia al tatto, con un effetto paragonabile al marmorino. Si esegue con particolari pitture che vanno stese con una spatola in metallo o plastica, con la seconda più semplice da utilizzare in quanto alla maggiore morbidezza aggiunge spigoli smussati. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Come pitturare casa e rinnovare il look della propria abitazione
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Come pitturare casa e rinnovare il look della propria abitazione
Per chi vuole mutare il look della propria abitazione senza dover spendere una fortuna, pitturare casa può essere la scelta migliore. Naturalmente prima di farlo occorre considerare tutti gli aspetti, a partire da costi e strumentazione. Il primo passo è quello di procurarsi almeno un rullo e una griglia per strizzarlo, una paletta, una pennellessa, un pennello piccolo col quale rifinire gli angoli, il fissativo, una bottiglia di acquaragia, una spugna, teli di nylon o di plastica, carta abrasiva e stucco. Poi si passa alla scelta delle tinte. Il mercato assicura la disponibilità di diversi tipi di pittura, partendo da quella acrilica provvista di un’elevata copertura e quella isolante, più costosa rispetto alle altre ma in grado di agire sull’isolamento termico e acustico delle pareti. Non va dimenticato che sarebbe sempre consigliabile privilegiare le vernici ecologiche, sulla base dei diversi ambienti, optando ad esempio per quelle resistenti ai vapori in cucina. Anche l’ambiente va organizzato con molta attenzione, spostando i mobili raggruppandoli al centro della stanza e coprendoli con i teli. Un’operazione, quest’ultima, che va fatta anche per il pavimento e i termosifoni, utilizzando vecchi giornali o cartoni, per poi isolare interruttori della luce, infissi e battiscopa tramite del nastro adesivo in carta. Anche i lampadari, naturalmente vanno schermati, adoperando teli di stoffa o plastica. Per quanto riguarda le pareti, è opportuno effettuare un attento controllo teso a constatarne le condizioni: ove siano in stato non ottimale andrebbero stuccate le eventuali crepe per poi lisciare la superficie con l’aiuto della carta abrasiva. Il tutto se naturalmente si sceglie di fare da soli, con l’evidente intento di risparmiare. Diversamente sarà il professionista incaricato dei lavori a doversene occupare, nel caso in cui si voglia un lavoro più rifinito, in cui l’aspetto finanziario lascia il posto a considerazioni di carattere estetico.
Pitturare casa: alcune idee
Come ben sappiamo, i colori sono in grado di influenzare la nostra psiche, lo stato d'animo, la creatività, sino ad interessare addirittura l’attenzione e la curva di apprendimento, ovvero le componenti necessarie dell'intelletto. Una considerazione che spinge a prendere in esame le tinte per capire quali siano le più indicate, caso per caso. Ad esempio, pitturare casa in arancione non è considerato proprio l’ideale, mentre il discorso cambia per gli ambienti di lavoro, poiché si tratta di un colore in grado di stimolare l'interazione sociale. Se si opta per il suo utilizzo in una casa, sarebbe meglio limitarlo ad una sola parete, magari per spezzare un ambiente troppo bianco o conferirgli un tocco di originalità. A tal proposito non si dimentichi che l’arancione non è indicato per le persone iperattive e in cucina, in quanto contribuisce ad aumentare la fame. Il giallo può invece stimolare l'attività mentale aumentare la concentrazione e quindi promuovere la creatività. Ecco perché chi si accinge a pitturare casa dovrebbe prenderlo in considerazione per il luogo in cui si studia o si lavora. Basta che non si tratti di giallo scuro, che può invece diminuire la creatività. Il blu aumenta la concentrazione, in particolare nei soggetti facili a distrarsi, senza però esagerare con tinte scure, che possono risultare opprimenti, mentre vanno bene in generale le declinazioni sul chiaro, il blu acciaio e quello cielo. Altro colore da considerare è il verde smeraldo, considerato dagli addetti ai lavori una tonalità perfetta, trattandosi di un colore vivace, in grado di evocare energia, ma anche tradizione, doti che ne fanno un vero must negli ultimi tempi. Chi si accinge a pitturare ambienti classici nella propria casa dovrebbe invece prendere in considerazione il rosso, in particolare quello pompeiano. Questo colore, infatti, contribuisce a regalare enfasi alla classicità della casa, unendola però a grande carattere, risultando ideale per persone che intendano rispecchiare nella casa il proprio ego.
Pitturare casa: il pennello
Tra le varie modalità per pitturare casa, la più diffusa è senz'altro quella a pennello perché consente di ottenere una finitura liscia a differenza del rullo, che invece lascia sempre una leggera bucciatura. Quando si decide di tinteggiare le pareti, occorre sempre partire dalla fonte di luce e muoversi in direzione della parete opposta, passando poi l'ultima mano in direzione della stessa. In caso si opti per questo strumento, occorre poi ricordare:
per la tinteggiatura delle pareti vanno usati un pennello piatto ed una pennellessa a plafone. Con il primo in particolare vanno eseguite le cosiddette bordature, ovvero le pittura in corrispondenza degli angoli tra le pareti, sopra i battiscopa ed intorno agli infissi;
dopo aver terminato la pittura degli angoli, occorre tinteggiare a strisce verticali, avendo cura di partire dall'alto sui lati intorno alla finestra. La pittura deve essere stesa prima in strisce verticali parallele, ciascuna leggermente sovrapposta all'altra, quindi in senso orizzontale, ultimando con leggere pennellate in verticale;
quando si tratti di dare la tinta in punti complicati, occorre utilizzare la punta delle setole, tenendo il pennello in perpendicolare alla superficie, per poi picchiettarlo.
Pitturare casa: quanto costa
Pitturare la propria casa ha naturalmente dei costi ben precisi. Se si opta per il fai da te, si spenderà soltanto per i materiali e le tinte impiegate, mentre se si decide di effettuare un lavoro professionale affidandosi a personale esterno, la spesa può arrivare anche a svariate centinaia di euro, in base alle stanze che sono oggetto dei lavori. Possiamo dire che per la propria casa, il secondo caso comporta una spesa di quasi 2mila euro, a meno di non rischiare con una di quelle offerte reclamizzate anche in rete, magari a soli 150 euro per un appartamento di 90 metri quadrati e 270 metri imbiancabili, che espongono a notevoli rischi, se si pensa che il costo giornaliero di un operaio specializzato ammonta alla stessa cifra. In effetti, in questi casi si rischia di pagare molto più del previsto, poiché la superficie da imbiancare in questi casi non è quasi mai di 270 metri, bensì almeno di 360 e i prezzi extrasoglia sono talmente alti che si rischia il bagno finanziario. Considerazione che dovrebbe spingere a rivolgersi ad uno dei tanti professionisti che offrono il loro operato su Preventivi.it, mettendo subito in chiaro la cifra reale da spendere.
Pitturare casa: la tecnica
L’arte della tinteggiatura può essere svolta sia da professionisti che da appassionati del fai da te. Ogni tecnica ha un suo grado di difficoltà, oltre a presentare vantaggi e svantaggi. Di solito le tecniche più utilizzate sono la velatura, la spugnatura e la spatolatura. La prima viene utilizzata per pitturare casa e dare effetti particolari. Si realizza con spugne e stracci e, con un minimo di pazienza consente risultati di buon livello anche ai meno esperti. Garantisce un motivo trasparente ottenuto sovrapponendo a un fondo opaco una o più mani di finitura velata in tinte differenti, a seconda del risultato che si vuole conseguire. Occorre però usare prodotti specifici, disponibili in versione lucida, opaca o cerata, che si ottengono aggiungendo a una base neutra i colori universali a tintometro. La spugnatura è la più gettonata e si esegue con una spugna, sintetica o naturale. Nel primo caso, la finitura risulta più compatta e uniforme, mentre impiegando spugne marine sarà caratterizzata da una certa irregolarità. La posa può essere eseguita “a mettere” o “a togliere”. Nel primo caso, dopo aver preparato la superficie con uno strato di primer e due mani di fondo della tinta base, si deve immergere la spugna nella vernice e infine tamponare la parete con tocchi leggeri. La seconda eventualità consiste invece nello stendere sul muro il prodotto di velatura, tramite il rullo o la pennellessa, per poi picchiettare la spugna sulla parete con la pittura ancora umida, asportando parte della vernice, con un effetto decorativo più netto. Si può anche utilizzare lo straccio, che consente un effetto più spiegazzato. Infine lo spatolato, sconsigliato per un intervento fai da te, rende la parete lucida e liscia al tatto, con un effetto paragonabile al marmorino. Si esegue con particolari pitture che vanno stese con una spatola in metallo o plastica, con la seconda più semplice da utilizzare in quanto alla maggiore morbidezza aggiunge spigoli smussati. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Pittura lavagna divertente e di design
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Pittura lavagna divertente e di design
Chi è alla ricerca di soluzioni in grado di rinnovare il volto alla propria abitazione, può usufruire della pittura lavagna, un prodotto acrilico antigraffio in grado di non lasciare alcuna traccia sulle pareti, tanto da poter essere cancellata con l’ausilio di una calza di lana o di un semplice fazzoletto di carta. Si tratta di una vera e propria lavagna, adatta per decorare ambienti interni e arredi, dando un tocco di estrema originalità alla vostra casa e dando modo ai piccoli di divertirsi a disegnare i muri senza alcun timore. Grazie alla pittura lavagna, si può creare un vero e proprio spazio in cui ognuno, non solo i bambini, può esprimere la propria creatività, scrivendo o disegnando, ovvero comunicando ciò che si sente, sapendo che in ogni caso si può sempre cancellare il tutto e sostituirlo con altre creazioni. Pur pensato soprattutto per decorare gli ambienti interni, la pittura lavagna può essere utilizzata anche su superfici esterne.
Pittura effetto lavagna: come eseguirla
Prima di tutto occorre assicurarsi di lavorare in una zona ben ventilata, che può essere creata aprendo porte e finestre in modo da far circolare al meglio l’aria. Poi indossare gli abiti protettivi e passare a coprire il pavimento mediante un telo trasparente o i vecchi giornali rimuovendo o coprendo tutto ciò che potrebbe macchiarsi di vernice. E’ consigliabile procedere alla pulizia e alla smerigliatura dell'intera superficie che si intende verniciare utilizzando carta vetrata a grana fine, in modo da ottenere un piano che sia perfettamente liscio ed omogeneo. Anche la polvere deve essere oggetto di rimozione, utilizzando un detergente delicato su tutta l’area che sarà teatro dell’intervento. Una volta asciugata l'area con un panno asciutto, si può utilizzare dello scotch di carta al fine di delimitare lo spazio in cui ci si accinge a pitturare. Successivamente si può applicare una mano di fondo o primer ancorante, che è assolutamente ideale per coprire le eventuali imperfezioni, con un rullo. La base deve essere quindi lasciata ad asciugare per qualche ora, prima di applicare una seconda mano, in modo tale da far aderire perfettamente la vernice al muro ed evitare che possa staccarsi o rovinarsi durante l’utilizzo. Si procederà alla tinteggiatura, una volta che il fondo si sarà completamente asciugato. La prima mano deve essere preferibilmente data con il rullo in senso orizzontale, in modo tale da coprire in maniera uniforme la superficie. Dopo 3 o 4 ore necessarie perché la vernice si asciughi, si potrà passare la seconda mano, per dare vita ad una finitura omogenea. Una volta staccato il nastro adesivo dalla parete con molta delicatezza, la tintura dovrà essere lasciata asciugare per almeno 2 o 3 giorni. Prima della sua utilizzazione, occorre prendere un gessetto e strofinarlo lungo tutta la superficie, al fine di riempire le piccole fessure nella tintura e creare una sorta di lubrificante secco posto tra tinta e gesso. I vari strati di gesso andranno infine puliti con un panno leggermente umido prima di iniziare a disegnare sulla lavagna.
La pittura lavagna design
Altra tendenza in evoluzione è quella rappresentata da Pittura Lavagna Design, un prodotto che si inserisce alla perfezione nel filone dell’arredo creativo e di tendenza, tanto da trasformarsi rapidamente in un vero e proprio stile. L’idea che ha ispirato il tutto è quella comune ad un gran numero di progettisti, architetti e designer, tesa a coltivare e attivare la creatività all’interno delle abitazioni, negli spazi comuni o sui posti di lavoro. In tal modo si offre una zona di scrittura a chiunque abbia voglia di esprimere il proprio pensiero all’interno della cosiddetta segnaletica visiva, caratterizzata dai post-it, incentivando le persone, grandi o piccole che siano, a condividere la propria creatività e a dare luogo ad un momento di vera e propria socialità.
La pittura lavagna magnetica
Nel caso si voglia ottenere un effetto ancor più particolare, si può integrare la pittura a lavagna a quella magnetica ottenendo in tal modo una lavagna sulla quale oltre a poter scrivere con i gessetti, si possono poi applicare delle calamite. Tale risultato si può ottenere stendendo prima la pittura magnetica e una volta asciugata completamente quella lavagna, avendo cura di applicare tre o quattro strati di vernice. Una delle maggiori particolarità della pittura magnetica è la possibilità di essere utilizzata sotto forma di base per poi applicare sopra il colore desiderato.
Pittura lavagna: non solo nera
Va poi sottolineato come in effetti la pittura lavagna non sia limitata al nero, ovvero al colore che in effetti viene solitamente associato a questo tipico accessorio scolastico. Sono disponibili invece molti altri colori che possono quindi andare incontro alle più svariate esigenze non solo a seconda del proprio gusto personale, ma anche dell’area cui si intenda applicare la pittura. Tra di essi il bianco, il blu, l’arancione, il rosso, il verde, il viola, più altre tonalità di mezzo che possono concorrere a dare un aspetto suggestivo e originale alla parete, trasformandola in un vero e proprio complemento d’arredo. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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Chi è alla ricerca di soluzioni in grado di rinnovare il volto alla propria abitazione, può usufruire della pittura lavagna, un prodotto acrilico antigraffio in grado di non lasciare alcuna traccia sulle pareti, tanto da poter essere cancellata con l’ausilio di una calza di lana o di un semplice fazzoletto di carta. Si tratta di una vera e propria lavagna, adatta per decorare ambienti interni e arredi, dando un tocco di estrema originalità alla vostra casa e dando modo ai piccoli di divertirsi a disegnare i muri senza alcun timore. Grazie alla pittura lavagna, si può creare un vero e proprio spazio in cui ognuno, non solo i bambini, può esprimere la propria creatività, scrivendo o disegnando, ovvero comunicando ciò che si sente, sapendo che in ogni caso si può sempre cancellare il tutto e sostituirlo con altre creazioni. Pur pensato soprattutto per decorare gli ambienti interni, la pittura lavagna può essere utilizzata anche su superfici esterne.
Pittura effetto lavagna: come eseguirla
Prima di tutto occorre assicurarsi di lavorare in una zona ben ventilata, che può essere creata aprendo porte e finestre in modo da far circolare al meglio l’aria. Poi indossare gli abiti protettivi e passare a coprire il pavimento mediante un telo trasparente o i vecchi giornali rimuovendo o coprendo tutto ciò che potrebbe macchiarsi di vernice. E’ consigliabile procedere alla pulizia e alla smerigliatura dell'intera superficie che si intende verniciare utilizzando carta vetrata a grana fine, in modo da ottenere un piano che sia perfettamente liscio ed omogeneo. Anche la polvere deve essere oggetto di rimozione, utilizzando un detergente delicato su tutta l’area che sarà teatro dell’intervento. Una volta asciugata l'area con un panno asciutto, si può utilizzare dello scotch di carta al fine di delimitare lo spazio in cui ci si accinge a pitturare. Successivamente si può applicare una mano di fondo o primer ancorante, che è assolutamente ideale per coprire le eventuali imperfezioni, con un rullo. La base deve essere quindi lasciata ad asciugare per qualche ora, prima di applicare una seconda mano, in modo tale da far aderire perfettamente la vernice al muro ed evitare che possa staccarsi o rovinarsi durante l’utilizzo. Si procederà alla tinteggiatura, una volta che il fondo si sarà completamente asciugato. La prima mano deve essere preferibilmente data con il rullo in senso orizzontale, in modo tale da coprire in maniera uniforme la superficie. Dopo 3 o 4 ore necessarie perché la vernice si asciughi, si potrà passare la seconda mano, per dare vita ad una finitura omogenea. Una volta staccato il nastro adesivo dalla parete con molta delicatezza, la tintura dovrà essere lasciata asciugare per almeno 2 o 3 giorni. Prima della sua utilizzazione, occorre prendere un gessetto e strofinarlo lungo tutta la superficie, al fine di riempire le piccole fessure nella tintura e creare una sorta di lubrificante secco posto tra tinta e gesso. I vari strati di gesso andranno infine puliti con un panno leggermente umido prima di iniziare a disegnare sulla lavagna.
La pittura lavagna design
Altra tendenza in evoluzione è quella rappresentata da Pittura Lavagna Design, un prodotto che si inserisce alla perfezione nel filone dell’arredo creativo e di tendenza, tanto da trasformarsi rapidamente in un vero e proprio stile. L’idea che ha ispirato il tutto è quella comune ad un gran numero di progettisti, architetti e designer, tesa a coltivare e attivare la creatività all’interno delle abitazioni, negli spazi comuni o sui posti di lavoro. In tal modo si offre una zona di scrittura a chiunque abbia voglia di esprimere il proprio pensiero all’interno della cosiddetta segnaletica visiva, caratterizzata dai post-it, incentivando le persone, grandi o piccole che siano, a condividere la propria creatività e a dare luogo ad un momento di vera e propria socialità.
La pittura lavagna magnetica
Nel caso si voglia ottenere un effetto ancor più particolare, si può integrare la pittura a lavagna a quella magnetica ottenendo in tal modo una lavagna sulla quale oltre a poter scrivere con i gessetti, si possono poi applicare delle calamite. Tale risultato si può ottenere stendendo prima la pittura magnetica e una volta asciugata completamente quella lavagna, avendo cura di applicare tre o quattro strati di vernice. Una delle maggiori particolarità della pittura magnetica è la possibilità di essere utilizzata sotto forma di base per poi applicare sopra il colore desiderato.
Pittura lavagna: non solo nera
Va poi sottolineato come in effetti la pittura lavagna non sia limitata al nero, ovvero al colore che in effetti viene solitamente associato a questo tipico accessorio scolastico. Sono disponibili invece molti altri colori che possono quindi andare incontro alle più svariate esigenze non solo a seconda del proprio gusto personale, ma anche dell’area cui si intenda applicare la pittura. Tra di essi il bianco, il blu, l’arancione, il rosso, il verde, il viola, più altre tonalità di mezzo che possono concorrere a dare un aspetto suggestivo e originale alla parete, trasformandola in un vero e proprio complemento d’arredo. [divider size="full"] [alert type="warning"]
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