Aveva i capelli di un biondo accecante, dicevo che erano d’oro solo perché erano i suoi, le appartenevano. E quella donna era una donna d’oro in tutti i sensi, ad eccezione degli occhi. Due cristalli in cui potevi vedere il mare. Per non parlare, poi, di quello che era dentro, ancora indecisa tra essere l’eterna bambina o la donna dell’uomo della sua vita. Perché era una fatta d’amore, glielo si leggeva negli sguardi, nelle poesie, nei suoi scritti che mettevano i brividi. Quella donna era amore, e continuerá ad esserlo. Quella donna, eterna bambina, lascerá il segno, me lo sento. Lo lascerá sulla tazzina di caffé su una terrazza a Parigi, lo lascerá camminando per strada con quei suoi occhiali da diva, lo lascerá sulle strade che percorrerá, nei suoi fogli scritti e negli altri centomila fogli ancora da scrivere, lo lascerá nell’inchiostro impresso su carta del suo libro meraviglioso, nelle biblioteche alla ricerca di storie d’amore, ma soprattutto lascerá il segno nella vita mia. E che mi lasci il segno, e che ne tragga tutte le linee che vuole in questa vita mia, lei vale, Dio se vale.