Color Me Curious

Origami Around
macklin celebrini has autism

Love Begins

oozey mess

ellievsbear
Claire Keane

@theartofmadeline
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
taylor price

blake kathryn
art blog(derogatory)

titsay
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
Game of Thrones Daily
official daine visual archive
ojovivo
No title available
Phantogram Three
Monterey Bay Aquarium
seen from Italy

seen from Türkiye

seen from Germany
seen from Germany
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from T1
seen from Vietnam

seen from United States

seen from Malaysia

seen from Singapore
seen from Brazil
seen from Qatar

seen from United States

seen from Iraq
seen from Canada

seen from United States
seen from Spain

seen from Palestinian Territories

seen from Malaysia
@isbrealiomnoamharudom
sei rara per come ti comporti,
perchè sorridi anche quando
non c’è da ridere.
per quello che fai
senza farlo vedere
per le volte
che ti perdi
dentro i tuoi pensieri.
sei profonda
e parli troppo
con te stessa
fino a
non trovarti più.
~Marco Polani
“Vivere una relazione a distanza è dura, dura davvero. E non è per tutti: è per chi ama tanto. Perchè devi amare tanto per sopportare la sua mancanza, per farti bastare quel poco tempo trascorso con chi ami. Devi amare tanto per comprendere i suoi stati d’animo, trasmettergli il tuo amore per la maggior parte delle volte tramite un telefono o un pc. Devi amare tanto per non per crollare quando vorresti un suo abbraccio, una carezza, averlo accanto a te.. ma lui non c’è. Devi amare tanto per non buttare tutto all’aria e cercare una storia piú semplice. Devi amare tanto per resistere a tutto questo. Amare follemente.”
—
Sonia Mencarelli
Il peggio, comunque, é non aver nessuno con cui ridere di una cosa che fa ridere solo te. É terribile. Cosí come é terribile dover puntualizzare, “scherzavo”, quando effettivamente scherzavi. La più grande dichiarazione d'amore, più di “ti amo”, la più grande dichiarazione d'amore, per me, resta “lei l'avrebbe capita”.
E non saprei più cosa dire,
se non che me lo aspettavo,
é che qui sbagliamo i tempi
per dirci quello che pensiamo.
É che diamo peso ai gesti,
le parole le sopravvalutiamo,
ma non sai in quanti “ti odio”
si nasconde poi un “ti amo”.
La verità è che manca
il coraggio di rischiare,
e che quando ho detto “basta”
avrei voluto continuare,
avrei voluto camminare
nel silenzio della notte,
tra lampioni spenti,
vetri rotti e lune storte,
e dirti che sei il peso
che mi tira giù ogni notte,
che il tuo nome sbatte forte
contro le mie tempie rotte.
Michele Giorgi
Raga ho cominciato a guardare The100 e niente sembra super figo!!
È STRA BELLOOOO
“Che farai senza di me?” “Mangerò, forse di meno.” “E poi?” “Fumerò, forse di più.” Strinse i pugni e abbassò gli occhi. “Non avresti mai dovuto incontrarmi.” “Non avresti mai dovuto sorridermi.” “Come facevo a non sorriderti?” “Come facevo a non innamorarmi?” La stazione era buia, vuota, eravamo rimasti solo noi lì dentro. In lontananza si cominciava a sentire il rumore dei binari calpestati. “Dai, vado via. Altrimenti perderai il treno.” “Che importa? Quello più importante l’ho già perso.” “E’ colpa tua.” “E’ colpa di questa fottuta distanza.” Attaccai le mie labbra al suo orecchio sinistro e gli sussurrai piano. “Ma adesso siamo vicini.” “Si. Siamo vicinissimi.” “Dimentica i chilometri, ricordati delle emozioni.” “Il treno su cui non vorrei mai salire sta per arrivare. Non c’è più tempo per ricordarmi delle emozioni.” “Allora ricordati di me quando guarderai fuori dal finestrino.” “Se ti bacio ricordo meglio.” E le nostre guance si sfiorarono con le lacrime incastrate fra le ciglia, e le sue mani tremarono nei miei capelli come quando si raccoglie un oggetto prezioso caduto a terra che non si è rotto, e la sua fronte premette forte sulla mia come per schiacciarmi i pensieri, e il rumore del treno si faceva sempre più intenso. “Eccolo lì. Mi sa che devo…” “Si. Devi…” Raccolse lo zaino a terra. “Non mi ricorderò di te quando guarderò fuori dal finestrino. Mi ricorderò di te quanto ti volterò le spalle e ti lascerò qui e starò in pensiero perché non potrò seguirti con lo sguardo mentre mi allontano. Mi ricorderò di te quando in treno ci saranno altri cento posti liberi e a me basterebbe la tua presenza per riempirlo. Mi ricorderò di te quando prenderò la bottiglina d’acqua, e l’altra mano non sarà legata alla tua. E mi ricorderò di te quando…” “Il treno è qui…” Gli dissi con un filo di voce. Lui corse verso le porte che si stavano per chiudere, mi guardò ancora una volta. Dietro quei vetri trasparenti lo vidi sedersi, incrociare le gambe e abbassare la schiena. Il treno era partito. Si allontanava velocissimo, e in quel momento lo invidiavo così tanto, perché stava portando con sé la cosa più cara che avevo. Raccolsi anch’io la borsa a terra. Ma… c’era un bigliettino affianco. Doveva essergli caduto dallo zaino. Lo aprii. “…E mi ricorderò di te quando tornerò a casa, e non mi sentirò più a casa senza di te.”
cassandrablogger (via cassandrablogger)
Reblog a vita.
(via fragileepiccola)
Una delle note più belle in questo sito
(via vjntage)
La cercavo da tantissimo, reblog per sempre
(via sbagliataperquestomondo)
Bellissima.
(via ituoiocchisonoimiei)
Stupenda.
(via
sediciottobre2013
)
scusate il disagio di quando avevo 17 anni ma è un doveroso reblog su esplicita richiesta…
(via cassandrablogger)
Come piangere in due secondi
(via fatal-quiete)
Sei rara
per come ti comporti,
perché sorridi
anche quando
non c'è da ridere,
per quello che fai
senza farlo vedere
per le volte in cui ti perdi
dentro i tuoi pensieri,
sei profonda
e parli troppo
con te stessa
fino a non trovarti più.
— Marco Polani
[…] come quando qualcuno ti tocca e tu crolli nemmeno fossi un castello di carte, come quando qualcuno ti chiede se va tutto bene proprio quando va tutto male. Come quando qualcosa finisce, ma a finire ci mette un po’ troppo e ti consuma il viso, le dita, i capelli, la bocca. Come quando un posto in cui ti sentivi a casa improvvisamente ti fa sentire a disagio. Come quando è domenica e ti vedi con qualcuno tanto per non guardarti dentro.
Niall, for example. He’s the most lovely guy in the world. Happy-go-lucky Irish, no sense of arrogance. And he’s Fearless.
Louis for Observer Magazine (via dailyniall)
“Certe cose non puoi prolungarle all'infinito. Viene il momento in cui devi strappar via il cerotto. Fa male, ma poi passa e ti senti meglio.”
-Cercando Alaska, John Green
E noi siamo così.
Io a cercarti.
Tu ad evitarmi.
A sfiorarci,
rincorrerci
e allontanarci.
Senza mai ritrovarsi.
Isabel Celima
Forse ho reso male l'idea io, ma se non hai ancora capito come sono, allora lascia che te lo spieghi. Se mi distruggi, ti distruggo. Se mi tradisci, per me sei morto. Se mi fai del male, ripagherò con la stessa moneta. Se entri nella mia vita, entri per restare - non per uscire ed entrare nuovamente quando ti pare. Se ti mando al diavolo, è perché lo voglio davvero. Non sono il genere che ti verrebbe a riprendere. Se mi deludi, be’ semplice: una persona in meno fuori dalla mia vita. Le poche volte che indosso una maschera, lo faccio soltanto per mascherare il dolore. Perché so, e lo sai anche tu, che nessuno è in grado di andare oltre. Sai, arrivi al punto in cui ti rompi di essere additata come “depressa”. È un mio disturbo, è vero, ma mi devo portare questo peso - io, non tu. Almeno so che non dovrò più fare la domanda: “prendere o lasciare?” Perché so che tutti lasciano, piuttosto che prendere. Sono difettosa, sono instabile, non sono brava ad instaurare un rapporto del genere. Scusami, tu sarai anche il principe azzurro di tutte quelle ragazze che ti sbavano dietro, ma io sono la regina cattiva che farebbe fuori tutti. Te compreso.
Innocenti bugie (via maledettadaunangelo)
Per me la depressione ha sempre significato solo tre parole: tristezza, tristezza e tristezza. Quando vedo quelle stupide pubblicità con degli omini tipo cartone animato che se ne vanno in giro tutti avviliti con una nuvoletta nera carica di pioggia sopra la testa, penso che si stia davvero esagerando. Io provo compassione per il prossimo. Da sempre. Non mi piace vede soffrire le persone, ma ammetto che quando sento qualcuno giocarsi la carta della depressione, alzo gli occhi al cielo e tiro dritto per la mia strada. Non sapevo che fosse una malattia seria. Quelle ragazze a scuola non avevano idea di cosa significasse davvero essere depressi. Non c'entra solo la tristezza. Anzi, la tristezza c'entra poco. La depressione è il dolore nella sua forma più pura. Io per esempio farei di tutto per provare di nuovo un'emozione. Una qualsiasi. Il dolore fa male, ma quando è talmente potente da annullare qualsiasi altra sensazione, ecco, in quel momento inizi a credere che stai per impazzire.
J. A. Redmerski
(via maledettadaunangelo)