Melanoma e Rimozione Nei.
Post di @offflower
ciao a tutti, so che negli ultimi anni è aumentata l’attenzione e la prevenzione nei confronti del melanoma, ma è anche vero che tante persone si vergognano di farsi vedere nudi, questa è la mia storia e spero serva a farvi vincere un po’ dell’imbarazzo che coinvolge chiunque. A chi dovesse aver passato una storia simile: ti abbraccio con tutto il cuore. Se avete domande, vi risponderò sotto al post. Scusatemi per eventuali errori, per il linguaggio e i termini sbagliati e non inclusivi; se tra i commenti c’è qualche medico, studente di medicina mi corregga e dia info più precise e puntuali.
come è iniziato? Avevo 21, era inverno, novembre credo e mi accorgo che dietro la coscia (nella zona sottostante il gluteo, per intenderci) perdo del sangue. pensavo potesse essere un pelo incarnito che avevo avuto nei giorni precedenti, o di essermi depilata male e vado avanti con la mia vita. Qualche mese dopo mi accorgo che questa crosticina continua ad esserci, proprio in corrispondenza di un neo e vado dal medico di famiglia, che mi visita ma mi dice che non c’è nulla di cui preoccuparsi e mi da una pomata per far guarire la crosticina e liberarmi del problema. La crosticina non scompare mai, anzi peggiora e qualche mese dopo torno dal medico, che mi prescrive la rimozione per evitare il continuo sfregamento con i jeans e evitare il degenerare della situazione, ma continua a rassicurarmi dicendomi che non è nulla. Rimandiamo la visita a qualche mese dopo, perché doveva farne un’altra mio padre a cui poteva seguire un’eventuale operazione, e a Ottobre del 2018 mia madre inizia a chiamare dermatologi che visitano privatamente, i tempi d’attesa anche privatamente sono lunghi, ma fortunatamente troviamo un posto per qualche settimana dopo (quel giorno avevo un lab importante in università e mi sono scapicollata letteralmente). Faccio la visita con la dermatologa, che dopo i convenevoli inizia a visitarmi: vede il neo e incomincia ad urlare ‘questo devi toglierlo prima di subito!’ e io, che ero scesa dalla mia città da fuorisede convinta di tornare la mattina dopo perché i tempi di attesa sono di solito lunghi, mi preoccupo di non avere manco un paio di mutande in più, se non uno di ricambio lasciato apposta a casa, inizio anche a lamentarmi che avevo l’università , i laboratori e il resto, la dermatologa mi dice che comunque posso studiare anche da seduta ma devo togliermi il neo. Inizialmente vuole farmi operare dal marito chirurgo, ma due giorni dopo mi chiama e mi dice di andare in un altro ospedale della zona, di pagare l’impegnativa per l’asportazione e l’esame istologico e di andare nel reparto di dermatologia oncologica. Il giorno successivo vado (dopo 3 giorni dalla visita, nemmeno 72 h dopo) e loro prima mi fanno delle foto, poi mi asportano chirurgicamente il nevo, ovvero tagliano in direzione parallela alla chiappa e mi levano un bel pezzo di carne. Chiedo se devo preoccuparmi e loro mi dicono di riprendermi dall’operazione e di aspettare l’istologico, e poi si vedrà . Aspetto le tre settimane con i punti, senza bagnare la ferita e poi vado a rimuovere i punti e ritirare l’istologico: non è pronto e il medico mi dice che non sa cosa scriverci, quindi chiedono un consulto esterno (in caso di dubbio si fa così: si chiedono 3 consulti esterni e la diagnosi è quella che vince la maggioranza): manderanno i vetrini a tre medici o ospedali
Il 2 gennaio mi chiama la professoressa che mi ha operato, dicendo che ha appena ricevuto il primo referto: è un melanoma, e data la diagnosi nefasta non possono aspettare gli altri referti, si deve procedere subito; mi convoca per il giorno successivo in ospedale e mi prescrive analisi del sangue, Tac, Ecografie e non ricordo cosa, in previsione di un esame chiamato 'Linfonodo Sentinella’. Faccio la TAC, che è l’esame più importante e non trovano metastasi (per fortuna) e poi mi fanno una scintigrafia (esame in cui ti iniettano un liquido radioattivo che serve a localizzare la regione di origine del tumore e quanto si è espanso eventualmente) e mi operano, rimuovono e analizzano un paio di linfonodi nella zona inguinale (che corrispondeva a quella più in prossimità a dove era nato il melanoma) e riallargano i margini operatori, ovvero riaprono e ripuliscono la zona dove hanno tolto il neo; ho un drenaggio per 10 giorni circa e i punti, ho difficoltà a sedermi sul cesso per pisciare perché ho i punti per tutta la larghezza della coscia e il drenaggio e i punti sulla parte anteriore della coscia. Il linfonodo sentinella risulta negativo e tiriamo un sospiro di sollievo. Inizia poi la fase chiamata prevenzione: per i primi anni devo fare controllo linfonodi con ecografia e visita dermatologica ogni 4 mesi circa, e una Tac di controllo una volta l’anno. Ad Aprile faccio la prima visita con il team della Dermatologia oncologica, che vede un nuovo neo troppo in prossimità al melanoma: lo rimuovono sempre chirurgicamente un mese dopo, questo è negativo. Un anno dopo dall’operazione al linfonodo tolgo anche un altro neo sulla spalla, che era displastico (primi segni di cambiamento). Tutt’ora faccio ancora le mie visite di controllo, le ecografie ai linfonodi e all’addome, la mia tac con mezzo di contrasto una volta l’anno (tipo revisione della macchina) e non ho più rimosso nei; per familiarità ne fanno una ogni sei mesi mamma, papà e fratello (non ho figli, ma altrimenti sarebbe toccato anche a loro). I miei genitori hanno rimosso un neo ciascuno, ma nulla di problematico.
Cos’è un melanoma? Tumore maligno della pelle, ovvero che deve essere necessariamente rimosso perché potrebbe degenerare. Come si toglie un neo? So che ci sono due modi, il laser e l’escissione chirurgica. Il laser a me non lo hanno mai fatto, lo ha fatto mio zio ed è veloce e indolore; io ho sempre fatto l’escissione chirurgica, ovvero taglio e asportazione. Mi hanno sempre messo i punti (il primo taglio era lungo quasi tutta la coscia in larghezza), che non andavano medicati. Mi avevano raccomandato di non bagnare la ferita, quindi come facevo a lavarmi? Ovviamente mi lavavano perché sono una maniaca dell’igiene, ma la gamba non operata la lavavo nella vasca, mentre il resto del corpo lo bagnavo con un asciugamano da ospiti, mettevo la mousse detergente e la toglievo con un asciugamano imbevuto; non la cosa più semplice e veloce del mondo ma almeno mi lavavo ed ero pulita. Ovviamente no sport e sforzi per qualche settimana, ma per il resto potevo fare tutto. Fa male? No, vi operano in anestesia locale e non sentite nulla, al massimo un po' di dolore alla zona nei giorni successivi ma passa con un antidolorifico.
Come si riconosce un neo o nevo che potrebbe essere patologico? C’è la regola dell’ ABCDE, ovvero Asimmetria (se non è perfettamente tondo o ovale o la simmetria perfetta della forma che ha) Bordi (se sono frastagliati o irregolare o non uniformi), Colore (se non è uniforme o ci sono parti più chiare o scure) Dimensione (se cambia dimensione, cresce), Evoluzione (se cambia nel corso del tempo). Se ci sono tutte o alcune di queste caratteristiche, fatevi visitare. Come si svolge la visita dal dermatologo? Dopo i convenevoli, prima c’è l’anamnesi quindi se avete familiarità (ovvero parenti e casi mi famiglia di melanoma) e poi la visita vera e propria, dove vi dovete spogliare (si via il reggiseno e si rimane in mutande, che vengono scostate) e il dermatologo o la dermatologa valuterà i singoli nei, e li fotografa per valutare nel tempo la loro evoluzione. Non è doloroso, e nemmeno imbarazzante: il medico è li per visitarvi e siete dei pezzi di carne, vi guarda osserva e controlla i nei e il resto, la loro dimensione ma non quella del resto del corpo, al massimo vi dirà di mettere la crema idratante perché avete la pelle secca. Non imbarazzatevi, io sono molto pudica ma alla seconda visita avevo uno specializzando maschio che mi stava visitando le tette, ma è stato super professionale, tanto che mi sono sentita a mio agio perché sapevo che stava controllando quello che doveva controllare e non il resto. I dottori in genere vi spostano e vedono anche sotto le mutande: nessun imbarazzo, cercano solo nei e non vi stanno valutando i genitali. Anche se avete qualche pelo o ricrescita: non preoccupatevi, non ci fanno caso.
Perché è importante farsi visitare? Perché è sempre un tumore maligno, sebbene le metastasi non siano frequenti la possibilità c’è, quindi fatevi visitare anche se vedete un minimo cambiamento, magari non è nulla, ma se aspettate la situazione potrebbe peggiorare. E le cicatrici? Non so cosa dire a chi potrebbe farmi questa domanda, perché c’è a chi fanno schifo e disturbano in maniera tremenda (tipo una mia amica che mi diceva che si vedeva quella sulla spalla… zia, ce l’ho e amen) e chi se ne frega, nel mio caso impari a fregartene e dopo un po nemmeno ci fai caso. I medici prestano la massima attenzione possibile a ricucire in maniera più carina possibile esteticamente, poi dopo un po’ saranno meno evidenti perché schiariscono.
NOTA AGGIUNTIVA: io ho capelli rossi e pelle chiarissima, quindi la mia pelle è già di per se un fattore di rischio. ho sempre utilizzato quintali di protezione solare, per cui venivo anche presa in giro, eppure nonostante gli accorgimenti ci sono incappata lo stesso. voi per prevenzione mettete sempre spf alto e non scottatevi.
//Grazie @offflower per aver voluto condividere la tua preziosa esperienza. Con l'augurio che sia stato un solo caso isolato.//












