Siamo tesi, polemici, del fermento in giro, lo sento!
E per fermento non c’è nulla di fermentato o che profuma di merda, tranquilli.
Ma quasi quasi c’è quel sentore nell’aria che somiglia al tanfo di concime, ma vediamo cosa si sta concimando di preciso e dove.
Ah sì! Sulle serie tv Netflix!
Sì, perchè dopo aver visto la serie più acclamata degli ultimi tempi, Squid Game, sono nati i Meme di facebook e poi le riflessioni di educatori e psicologi, poi le riflessioni di genitori allarmati, e infine le petizioni per far si che si censuri la serie tv che ormai ha invaso le nostre case e che almeno una volta abbiamo visto tutti.
Siamo stati tutti catturati dalla bambola che ruota la testa e spara se qualcuno si muove, siamo stati tutti presi dallo spietato concetto di tutto il gioco, e abbiamo amato tanto alcuni protagonisti, nonostante avessero alle spalle un grande passato fallimentare o disgraziato.
Poi che dire delle tute che ricordavano la Casa di Carta ma che al posto delle maschere c’erano caschi con simboli di cui ognuno vestiva un ruolo all’interno di una gerarchia? Ipnotico, perfetto e spietato al tempo stesso, dove l’umanità è ridotta giusto all’utilizzo della pedina di una scacchiera all’interno di un sistema.
Ci tenevo a questo punto a dire la mia onesta analisi e opinione riguardo a Squid Game.
La mia opinione non da artista, ma da insegnante di scuola dell’infanzia e donna che guarda serie tv e film, e per molto tempo ha pure giocato ai videogame tra gli anni ‘90 e inizio 2000.
Sono cresciuta con i film di fantascienza perchè con mio papà guardavamo principalmente quel genere di film.
Ho visto Robocop, Terminator, Dred la legge sono io, Atto di Forza, Mortal Kombat, tutti film ricchi di effetti speciali, violenza , sangue e brutalità come se piovesse.
Ho visto a 14 anni Alien e avevo paura. Sapevo che era inquietante, angoscioso, un alieno gigantesco e senza pietà.
Ho visto IT, il primo IT degli anni ‘80, horrors come Nightmare, La Nave Fantasma a 13 anni era il mio film preferito, per non parlare della famosa saga di Scream, slashers anni ‘90.
A 15 anni leggevo i fumetti di nascosto dalla prof di latino, “Battle Royal”, spietati manga che trattavano di come degli studenti del liceo dovevano sopravvivere su un’isola cercando di uccidersi a vicenda.
Poi sono affezionatissima a Hellraiser, i film sugli Zombie, i sanguinari film di Dario Argento.
A 13 anni con mio papà ho visto la videocassetta di Profondo Rosso, e per me era come raggiungere la meta del “Cazzo sono diventata grande e coraggiosa!”, e da allora posso dire di essere fiera di aver conosciuto la filmografia del Maestro.
Poi videogiochi come Resident Evil, a 12 anni.
Dovevo comprare un altro videogioco ma alla fine c’era solo quello di nuovo, appena uscito. La prima volta sono morta 10 volte, poi dopo un giorno sono diventata esperta nelle erbe medicinali. Poi vogliamo parlare di Doom? Sparatutto per eccellenza nell’Inferno di mostri e demoni.
Ora sono quì, a 34 anni con la mia cultura cinematografica e il mio antico sogno custodito nel cassetto di gestire part time una videoteca. E alla fine sono un’insegnante di scuola dell’infanzia e non dovevo dichiarare questo elenco di film e serie violente e sanguinarie...
...ma ho una cosa in più: ho interiorizzato sino ad ora il concetto di regole, di limiti, di distinzione tra FANTASIA E REALTà.
Mio padre mi spiegava il perchè certi film erano così violenti, quale era la morale, lo scopo vero di un film, la sua morale, i personaggi.
Passavamo domeniche pomeriggio a vedere come Dart Vader usava la Forza come arma di prepotenza per ottenere tutto.
Allora, nella generazione anni 80-90 c’era un concetto, anzi un ideale nel vedere i film e le serie TV: avevi un momento dove potevi fantasticare di essere il Luke Skywlker, ma al tempo c’era la realtà che ti chiamava ed era: “Monica hai finito con i compiti?!”.
Ma sono una maestra di scuola materna. Un’insegnante, proprio così.
Dico che bisogna avere cognizione: cognizione perchè condivido il fatto che i bambini non possono, soprattutto in una generazione come questa dove la realtà virtuale e le storie sono create con un concetto di immersione totale (quindi si fatica a distinguere la realtà dalla fantasia), guardare certe scene e certi tipi di film o serie tv. I bambini non possono ancora capire certe problematiche e complessità trattate. Ma soprattutto i bambini non possono essere lasciati SOLI in questi tipi di realtà così difficili da capire.
Perchè si fa presto a sentirsi super eroi, a sentirsi i cattivi , a sentirsi immersi in una realtà che non è quella che viviamo.
Ma bisogna poi fare presto a renderci conto che la realtà che viviamo è meglio, al di fuori di uno schermo o schermino, e possiamo essere noi stessi supereroi, noi stessi il lato migliore o peggiore , possiamo vivere le nostre avventure senza buttare via il denaro o essere per forza dei disgraziati.
Possiamo giocare a 1-2-3 stella ridendo, e se si sbaglia, si fa un passo indietro.
Il brutto che temo di questa generazione di bambini e adolescenti, non è Squid Game.
E’ come ci si rapporta a Squid Game, come lo si porta dentro, e se non viene spiegato a loro questo, sono cazzi da cagare per voi genitori, famiglie e insegnanti che vi terrorizzate e scandalizzate.
Quindi le petizioni, censure, eliminare scene non servono ad un cazzo.
I vostri figli capiscono se spariscono dei personaggi dalla scena, e vi chiederanno “E’ morto?”...voi cosa rispondete? “Tesoro, è andato in bagno a fare la pupù...”!? Ma dai...siamo seri.
Genitori si diventa, si sbaglia, ma ...mi fermo forse è meglio. Sennò fate una petizione per chiudere il mio blog o censurare il post e dopo sono cazzi.
La petizione che ora è in voga in Italia serve per sbolognare le responsabilità di chi non è stato abbastanza accorto o abbastanza paziente di spiegare ai propri figli che certe cose non è il caso di guardarli da soli, o semplicemente di non guardarli.
Ci sono delle regole anche nel mostrare i film , le serie tv, nei videogiochi.
Ci sono regole anche nelle spiegazioni di certe scene.
Ci sono regole, anche per i genitori, come per i figli.