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@lapizzicata
Sei andata al salone del libro?
Eh sì. Per lavoro sto lì tutti gli anni dal primo all’ultimo giorno.
Inizio ad accusare il colpo, ma dormire negli alberghi mi piace ancora.
Questa sono io che cambio la disposizione dei libri sia a casa che in ufficio ogni due settimane.
La stessa espressione di gioia.
Ma te sei l'amica di chouncazzodicasino? È da un secolo che non trovavo il tuo blog perché non ricordavo il nome.
Sì sì sono l’amica sua.
C’ho avuto un culo a conoscerla che non hai idea
Life goals
Stitch Your Favorite Destinations with Jake Henzler’s ‘Knit the City’
Difficili progetti per il futuro.
*Aprile*
Mese strano, fatto di freddo e di caldo improvviso. Adesso a Roma è maggio, ma stamattina era al massimo marzo. I turisti sono paonazzi in viso e girano con le maniche corte e gli occhiali da sole che riparano gli occhi sgranati di fronte all’opulenta città che non c’è più.
Stanotte ho dormito male. Mi sono svegliata mille volte con un nodo allo stomaco. L’ansia ogni tanto si affaccia e all’inizio la scambio sempre per un malessere fisico. Invece tira la corda del nodo e mi dice “io sto qua. Risolvi ste cose.” E a volte non so da parte iniziare a sbrogliare la matassa fatta di nodi, sì piccolissimi, ma pur sempre nodi. Ho un monte di cose da fare per lavoro, per la famiglia e pure per me. Mi sento fuori luogo, fuori tempo e fuori da me, come se fossi altro. Come se volessi essere altro. Stamattina, mentre lavavo i denti e pensavo che è proprio il momento di fare la pulizia dei denti, leggevo la newsletter di Ester Viola, che, al solito, infila sempre una frase che ognuno può cucirsi addosso.
“Settimana di orari cambiati, di sogni strani. Ci si sveglia di notte coi pensieri, ma è notte, che vuoi pensare? I pensieri, senza la luce del sole, hanno tutti la faccia da mostri. La prima settimana di primavera qualcosa s’inceppa nel funzionamento generale, devo ancora capire cosa, ma ci deve essere per forza. Quello che è sicuro, è che la vita dei giorni da otto ore di sonno non somiglia manco lontanamente alla vita che fai quando non hai dormito. Sono proprio due galassie parallele.”
Qualcosa infatti si è inceppato ieri sera, ma è primavera, il sole concede grazia e tregua, con la promessa che il tempo cura tutto e, se non lo cura, ci aiuta ad abbozzare.
Domani Napoli. Abbozzo e penso alle frittatine di pasta, per me cura dei nodi allo stomaco.
C’è luce a Roma. Chiudo gli occhi e la lascio entrare.
Quei musetti e quelle stelline ❤️
quello della finanza era quello col porto d'armi e le paciotti? tu hai avuto gli amore che sembrano DALLAS, stupendi
Santo cielo le paciotti! Ricordi le cose meglio di me e credo mi conosca bene e da molti anni.
Ho avuto amori strani, malati, che altre persone non avrebbero mai fatto iniziare. Invece io, da brava pirla, li ho fatti iniziare, li ho nutriti e li visti deperire. Sono sicuramente stupendi da ascoltare, ma sono stati orribili da metabolizzare.
Che pirla sono stata.
ancora mi chiedo, se puoi rispondere, chi era VATE che c'era nei tuoi post?
Versione breve, che la lunga annoia. Un uomo molto egoista con cui mi sarei sposata, perché credevo di esserne innamorata e invece no. Per fortuna è stato indagato per robe di finanza internazionale ed è finita.
Ci ho perso 3 anni ma, come si dice, ho scansato un fosso.
Lydia Pettit (American, 1991) - I Could Never Cross My Legs (2019)
Ci siamo svegliati frizzantini
Sabato scorso sono stata dal parrucchiere dopo un po’ di mesi. Rivolevo i capelli corti, perché ormai mi vedo vecchia sempre.
Ho spiegato precisamente cosa volessi. Ho fatto vedere foto di un taglio fatto in precedenza su di me. Non su una modella. Proprio su di me. Ho fatto vedere il colore e le schiariture, calcolate alla perfezione sulla mia pelle giallolivastra. Ero pronta, gasata e motivata.
“Hai capito cosa voglio?” Ho chiesto indicando più volte la foto mia.
“Maceeeeeerto”
Quel maceeeeerto è costato 130€, una seduta di quattro interminabili ore e scroscianti pianti miei di maledizione alla sua stirpe una volta uscita da lì.
Quindi oggi, in preda a una tristezza infinita, ho preso le forbici, mi sono messa davanti la foto che avevo mostrato all’esperto del settore e ho tagliato i capelli da sola.
Tranne per qualche piccolo dislivello, ho fatto meglio del parrucchiere.
Affanculo.
Adesso il taglio mi piace.
Domani penso pure a sto colore de merda che m’ha fatto.
Pizzicata, ti seguo da una vita e boh, io quest'anno ho perso tutto. E su tutto l'uomo che amavo mi ha detto che mi ama ma che tiene bisogno di stare da solo per aggiustarsi la vita. E se ci vogliamo ancora bene tra un anno ci reincontriamo su una panchina. Nel frattempo zero contatti e mi voglio ammazzare. Dimmi tu, che devo fare?
Amica mia, o amico io, una cosa sola non devi fare. Non ti ammazzare. E lo so che vorresti scomparire. Ti capisco. Mi è successo tante volte e, due volte soprattutto, è stato un dolore straziante da cui credevo di non uscire mai più. Ne sono uscita. Frantumata ma ne sono uscita. L’uomo che amavi (è bello che parli già al passato) non ti ama in questo momento. Lecito eh. Meno lecito chiederti di aspettarlo per un anno; frizzarti per un anno come fossi una bieta lessa.
Gioia mia, la vita è davvero un soffio. Ti va di stare un anno su quella cazzo di panchina e aspettare uno che, magari, tra un anno ti dice che la vita sua non è ancora aggiustata e gli serve altro tempo?
Piangi, disperati, spacca le cose e parlane il più possibile, ma non ti fermare. Non lo aspettare. Il tuo tempo lo vali solo tu. Ripetitelo spesso, altrimenti fai la fine mia.
Ti abbraccio tanto. Se vuoi parlarne, ti ascolto.
Che il prossimo anno sia gentile con te ❤️
14 anni qua dentro.
Quant’acqua sotto a sto ponte.
It's Never Over
Non vedo l’ora di schiattare di pianti e di rinfacciare ancora una volta a mia madre di non avermi mandato al suo ultimo concerto in Italia.
Il rancore è una pianta che va sempre curata.