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Della vita amo le cose semplici. La compagnia degli amici, condividere il silenzio senza sentirne il peso, il cielo al tramonto, i colori pastello, la cioccolata.
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@lecosepiurare
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Della vita amo le cose semplici. La compagnia degli amici, condividere il silenzio senza sentirne il peso, il cielo al tramonto, i colori pastello, la cioccolata.
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"Togliamoci i vestiti ma teniamoci le maschere" e la tua voglia di diventare un'automa, perchè è più facile ma non ne vale la pena, veramente, non ne vale. Perchè lo dicono anche i Mumford che non bisogna vergognarsi di chi si è, e un giorno saremo veramente noi stessi e allora saremo liberi. Il resto è rumore e poco importa perchè se il tuo tesoro è la tua inquietudine e malinconia, allora una ragione c'è, che siamo qui seduti su una panchina mentre inizia a piovere e davanti a noi c'è la strada, la strada per casa, la nostra strada, quella che io mi dimentico e tu mi ricordi.
Pablo diceva sempre che la vita, quella vera, è una cosa seria.
Pablo diceva così ma non era un tipo serio, di quelli con la faccia grigia e la barba sempre a modo: diceva così ed era felice, con la faccia rossa di vino e le sopracciglia quasi sempre inarcate, vicino alle quali io scoprivo, a...
(…) Cio’ che in principio fu il suo sogno di felicita’, divenne in seguito il suo amaro destino. L’uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l’uomo bramoso di denaro nel denaro, il sottomesso nella servitu’, il gaudente nel piacere. E cosi’ il lupo della steppa si rovino’ con l’indipendenza. La meta egli la raggiunse e divenne sempre piu’ indipendente, nessuno gli comandava, non era costretto a seguire nessuno e decideva liberamente delle sue azioni e omissioni. Ogni uomo forte infatti raggiunge immancabilmente cio’ che il suo vero istinto gli ordina di volere. Ma raggiunta la liberta’ Harry s’accorse a un tratto che la sua liberta’ era morte, che era solo, che il mondo lo lasciava paurosamente in pace, che gli uomini non lo riguardavano piu’ ne’ lui riguardava se stesso, che soffocava lentamente in un’aria sempre piu’ rarefatta senza relazioni e senza compagnia. (…) Non che fosse odioso o antipatico alla gente. Al contrario, aveva moltissimi amici. Molti gli volevano bene, ma nessuno gli si accostava, nessuno si legava a lui, nessuno aveva la voglia o la capacita’ di condividere la sua vita.
H. Hesse, Il lupo della steppa (via vakk)
non c'è più il lento incedere della sera ad opprimermi, ma solo una strana ed incredibile tranquillità. ed anche terribile perchè è come l'anticipazione di una grande tempesta.
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Sospiri, battiti di ciglia uno sfiorarsi di braccia mormorii indistinti una luce famigliare tremiti e scosse verdi lucidi occhi bocca aperta a riso il caldo abbraccio del giorno le finestre fredde il cappuccio a coprire la testa goccioline scorrono sui vetri, facendo a gara. Il libro sulla poltrona e sotto la coperta parole indistinte bisbigliate di notte la dolce inquietudine della sera. Tutto concorre a costruire un'esistenza mai scelta, il primo respiro, il primo pianto che suggella una nuova vita una vita vera, una vita per cui vale la pena una vita che oscilla tra il verde dei prati in primavera e il cielo stellato d'estate. E poi un aprirsi al mare, amico, fratello.
Walking far from home
Ancora fratello e sorella che discutono sulle feste fuori provincia. Ancora due anime ingarbugliate in quello che è il loro splendido destino. Difficile e speciale. Ancora due cuori inquieti per questa vita che non risparmia niente e dona tutto. Come quando si vedono poco e lui dice che dovrebbero solo stare assieme, mettere del tempo fra loro. E' un continuo tornare d'onda mai stanca, turbolenta, che spazza via, che percuote le viscere, che riempie gli occhi di sale costringendo a tenerli aperti. Ed è così, sempre, ogni secondo di questa esistenza che forse, forse, porta più in là.
“Oh me! Oh vita! di queste domande che ricorrono degli infiniti cortei di senza fede, di città piene di sciocchi, di me stesso che sempre mi rimprovero,(perché chi più sciocco di me, e chi più senza fede?), di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi, della battaglia sempre rinnovata, dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida camminare a fatica attorno a me, dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi, la domanda, oh me, la domanda così triste che ricorre – Che cosa c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?- Risposta: Che tu sei qui, che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso.”
Whitman - Foglie d'erba
SPLEEN Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve Sull'anima gemente in preda a lunghi affanni, E in un unico cerchio stringendo l'orizzonte Riversa un giorno nero più triste dell notti; Quando la terra cambia in un'umida cella, Entro cui la Speranza va, come un pipistrello, Sbattendo la sua timida ala contro i muri E picchiando la testa sul fradicio soffitto; Quando la pioggia stende le sue immense strisce Imitando le sbarre di una vasta prigione, E, muto e ripugnante, un popolo di ragni Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli; Delle campane a un tratto esplodono con furia Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso, Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria Che si mettano a gemere in maniera ostinata. - E lunghi funerali, senza tamburi o musica, Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza, Vinta, piange, e l'Angoscia, dispotica ed atroce, Infilza sul mio cranio il suo vessillo.
Baudelaire - Spleen LXXVIII
I Perchè mi rovinano Sull'anima Solo per sgretolare L'ultima luce Che mi resta dentro II Perchè uccidono Tutto, Tutto il mio amore E certo riempiono Un'anima in pezzi D'altra disperazione III Fisso la notte E ancora fisso E Piango! Ma dov'è la luce E l'amore presto muore E non c'è altro
Sebastian Sampas
non c'è paura non c'è tremore in questo scoprirsi più deboli più esposti a tutte le sciocchezze mondane brucianti come fiaccole nella notte brucianti come l'alcol su una ferita aperta aperta in mezzo al petto dai cui escono bagliori di luce perchè nonostante l'odio sprezzante verso le costrizioni e le tirannie e tutte quelle cose che non giovano all'animo, questo palpitare incessante mantiene vivo il piccolo cuore che giorno dopo giorno scopre.
E' necessario ridimensionare i discorsi esagerati che spesso nascondono sentimenti mediocri: come se talora la passione eccessiva non traboccasse dall'anima servendosi delle più vuote metafore, perchè nessuno, mai, può dare l'esatta misura delle proprie necessità, delle proprie concezioni, o dei propri dolori, dato che la parola umana è simile a un calderone incrinato da cui è facile trarre una musica adatta a far ballare gli orsi quando vorremmo commuovere le stelle.
Gustave Flaubert - Madame Bovary
La mia vita? Un tenebroso uragano solcato qua e là da splendidi soli. Frequento la tempesta e me la rido dell’arciere (arciere io stesso). Esiliato in questo mondo, ali gigantesche mi rendono difficile il cammino. Non mi si misuri né si cerchi di comprendermi, sono minuscolo in questo sconfinato universo.
Baudelaire
bianco mare tumultuoso
guance solcate dal pianto
luce fioca
e mani fredde
la ragazza stringe il maglione
mani da dietro l'abbracciano
un sorriso
poi il calore.
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me.
Afterhours - Quello che non c'è.
Scaffali
Ed è la quiete che si genera
come dopo un temporale
quando tutto è silenzio
e c'è l'aria fresca
e le goccioline cadono dalle foglie
e la terra assorbe l'acqua
grata per l'abbondanza.
E poi a volte si sentono
gli uccellini cinguettare
e tutto ti sembra al suo posto
come in un bel disegno.
E quando allora arriva il sole
a riscaldare la pelle lucida
e tutto riprende vita
un sorriso appare sul volto della ragazza.
[...] Ogni altro conobbi umano amore; ma per Lina torrei di nuovo un'altra vita, di nuovo vorrei cominciare. Per l'altezze l'amai del suo dolore; perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra, e tutto seppe, e non se stessa, amare.
Ed amai nuovamente - Umberto Saba