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«Ma che freddo fa? Sto gelando..» Camminavano fianco a fianco, stretti nei loro cappotti invernali per quella viuzza non troppo illuminata. Faceva freddo, un freddo così non si era mai sentito in paese. Ai lati della strada cumuli di neve, era più facile scivolare che respirare. «Vieni qui» le prende le mani tra le sue, ci soffia su per riscaldarle. «Siamo quasi arrivati, resisti.» La casa non dista molto da quella via: si attraversa la strada, poi dritto, poi a destra, subito a sinistra e di nuovo dritto. In linea d’aria sarebbero stati meno di 500 metri. «Speriamo non inizi a nevicare proprio ora, dobbiamo ancora preparare gli addobbi, mi devo vestire, e..» la lista di cose da fare era lunga. Gli invitati al cenone di capodanno non avrebbero tardato ad arrivare. Finalmente a casa, fa già più caldo. «Il bagno è mio, mi devo docciare!» neanche il tempo di togliersi giacca e scarpe, già l’aveva superato e si era precipitata nel bagno. Che coppia quei due, lei si credeva in diritto di potersi sentire una bambina quando stava con lui, e lui, più serio, non riusciva a non esser contento quando la guardava. Si toglie la giacca e le scarpe, le mette in ordine vicino alla porta, poi, allentandosi il nodo alla cravatta, come se questo gesto lo aiutasse a riordinare meglio le idee e prendere una decisione, si avvicina alla porta del bagno. Indeciso sul bussare o meno, se entrare o aspettare che finisca, se ne sta li, immobile e perplesso divorato dall’indecisione. Passò un minuto, o forse una buona mezz’ora. La porta si aprì causando un principio di infarto al ragazzo. Anche lei sussultò, poi sorrise e gli stampò un bel bacio bagnato e pulito proprio nel pieno delle labbra. Probabilmente fu quel bacio ad evitare l infarto. «Oddio, ma guarda che disastro quei pantaloni, stupida neve, stupido fango. Dovrai cambiarli, proprio non vanno così. Toglili e cerchiamo qualcos’altro» quanto era bella senza tutto quel trucco, senza tutti quei vestiti, coi capelli bagnati e i piedi nudi. L’asciugamano copriva quel tanto di corpo che bastava. «Allora andiamo in camera, vediamo che altro ho». Salgono le scale, entrano in camera. Uno Due Tre. Ecco, come ogni volta lei si è sdraiata sul letto. Lui sorride, era sicuro che l’avrebbe fatto. Le da le spalle, sta cercando un paio di jeans che stiano bene con la giacca, chi l’ha deciso che si debba essere sempre eleganti a capodanno? Che diamine, a 16 anni, ma chi se ne frega dell’eleganza. «Amore..» «Uhm?» questi jeans forse vanno bene.. Neanche il tempo di girarsi, si sente abbracciare da dietro. Quanto è piccola? La pelle ancora umida e i capelli che gocciolano sulla fronte e sulla schiena, gli sta inzuppando tutta la maglia, ma, di nuovo, chi se ne frega. «Dovrai cambiarti anche la maglia..scusa» si stacca dall’abbraccio. «Che stupida sei, vieni qui, fatti abbracciare.» Sarà anche un disturbo bipolare, ma quella ragazza cambiava umore con la stessa frequenza del battito d’ali di un colibrì iperattivo. Si lascia abbracciare, le viene da piangere. «Amore..» «Amore» «Voglio fare l’amore con te.» sette lettere dette di corsa, tutte d’un fiato per evitare ripensamenti, poi il silenzio, il silenzio passato in apnea. I battiti accelerati dei loro cuori scandiscono il tempo meglio di un orologio, quanti battiti avranno perso? Finalmente lui le tira su la testa mettendole un dito sotto al mento per costringerla a guardarlo. Le cose importanti si dicono sempre guardandosi negli occhi. «Voglio fare l’amore con te.» Un bacio, poi un altro, poi altri mille. La tenera goffaggine di chi non è esperto. «Non farmi male..» «Hai paura?» «Mi fido di te, non ho paura.» «Se ti faccio male smetto subito.» «Va bene.» «Se ti faccio male me lo taglio.» E non si sa se ridere o piangere, fare l’amore per la prima volta è un atto di fiducia. Una pioggia di baci e sono sul letto, e sono già nudi e si amano. Si amano come le cose necessarie. Non c’è paura e non c’è dolore. «Amore..» «Amore» Per parlare in un momento così bisogna che sia una cosa importante. Ora ha paura, forse gli ha fatto male. Aspetta col cuore in gola faticando a respirare, che deve dirgli? Vuole che smetta? E lei ha paura, ma non per il dolore, ha paura perché non riesce a parlare, perché così proprio non l’ha mai detto, ma deve trovare il modo. «io ti amo.» Ed è veramente una cosa importante da dire. E detta così vale tanto di più. Ma sono ancora in apnea, lei perché aspetta una risposta, lui perché è senza parole. «Ti amo, ti amo anch’io.» Finalmente sorridono e recuperano i battiti, lei piange e lui gli lecca via le lacrime, la stringe forte, le bacia le guance. Gesti così vanno fatti in silenzio. L’amore è silenzioso, eppure si fa sentire più di tutto. È tardi, ma non importa, gli invitati aspetteranno. Non sarà mica la fine del mondo, è solo la fine di un anno, e quei due, quei due hanno scelto il modo migliore per chiuderne uno ed iniziarne un altro in bellezza. «Amore..» «Amore» «Grazie.» «Ti amo.»
(via deepinmyboness)
Fratm mimmazz
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La testa e la passione,senza queste due cose non sarai mai nessuno in tutto quello che fai e in quello che farai.. #spalding#basketball#Chicagobulls#artengo#nba