"Cos'è che ti fa più paura?" "Essere ordinaria". "Allora non esserlo."
Raccontami di un giorno perfetto
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"Cos'è che ti fa più paura?" "Essere ordinaria". "Allora non esserlo."
Raccontami di un giorno perfetto
Ho la ridarella e, quando rido, sembro una pentola a pressione
Paura
Ho paura della notte.
Si accumula troppa rabbia e mi viene da esplodere.
Troppi pensieri e mi viene da spararmi.
Troppa cattiveria e mi va di immaginare che le cose abbiano colori diversi per portare un po' di diversità nel mio piccolo mondo.
Ripenso a tutti i nervi, rabbia, botte, calci, sputi, sangue e bodyshaming che ho avuto.
Anche quelli che si lanciavano addosso a me mentre ascoltavo musica.
O che prendevano a pugni gli autobus perché c'ero io dentro.
O che facevano foto e le mandavano a dei gruppi.
Oppure quelli che, alle elementari, mi insultavano a ginnastica perché dicevano che la mia inutilità li faceva perdere.
Questa era la mia generazione.
Conoscere me stessa
Ieri stavo facendo nuoto e, al minimo errore mi incazzavo come una iena con me stessa.
Ho qualcosa di ancora inespresso, un tarlo nella testa che non va via: voglio fare danza, una volta completata la transizione.
Sto piangendo dalla felicità e danzando per tutta casa ma, purtroppo, ancora non posso farlo su un palco vero e proprio perché, nonostante lo voglia, ho troppa paura di fallire, farmi prendere dalla maledetta emozione.
Mi sto innamorando sempre di più ma, lui non mi vuole dare segni di vita.
E, quando gli ho detto che volevo farla finita, mi ha risposto che glie l’avevo già detto l’anno scorso.
Madonna che schiaffo gli avrei mollato...
So che sono fortunata ma...
Sono consapevole del fatto che molte persone al mondo non hanno gli agi che ho io.
Ma ho comunque qualcosa che mi crea un handicap a livello sia fisico che mentale e finalmente, stasera, ho avuto la risposta:
Soffro di agorafobia, dovuta da una forte psicoastenia.
È orrendo il fatto che non riesco a stare per più di mezz'ora in mezzo alla gente.
Ora sto sfogando tutto col pianto e sto pensando a come curarmi.
Voglio riavere il controllo della mia vita.
AD. OGNI. COSTO.
La storia di V.
Voglio raccontarvi di “V”.
V nacque verso la fine degli anni ‘50.
A 16 anni fece un figlio e, quando trovò lavoro, trovò mia madre.
Iniziarono un rapporto meraviglioso, che culminò con l’introduzione di “v” nella nostra vita famigliare.
Io la chiamavo zia e, infatti, per me lo è sempre stata. Ricordo che, prima di andare al lavoro, mi accompagnavano entrambe a scuola e lei si faceva trovare con della pizza calda, appena sfornata, pronta ad inaugurare le mie ricreazioni.
Un giorno, poi, mi prese anche un asciugamano blu con dei topolini per l’inizio del mio corso di nuoto.
Mi prendeva in giro perché spesso ero uno dei bambini più fifoni che esistessero e mi faceva ridere.
Poi, nel 2015, arrivò una brutta notizia: i suoi vizi le avevano dato il cancro.
Ricordo la sua paura di morire. Poi più nulla.
Non mi ha più voluto sentire, per difendermi dalla realtà della sua morte imminente, e poi è successo: a fine novembre “v” è stata sconfitta dalla malattia.
Il mio mondo ha cominciato a crollare, facendomi anche diventare lo zimbello della classe che, ad ogni presa in giro, si nascondeva nei bagni e tirava pugni ai muri per Dio solo sa quale ragione.
Alla mia maturità, in cui nessuno è venuto a vedermi, ha risuonato in un bar la sua canzone preferita.
Lei aveva visto il mio esame, senza dubbio.
V si sarebbe maledetta l’anima per la mia scelta di vita ma, ora come ora, sento il suo abbraccio ogni volta che chiudo gli occhi.
Le vorrei dire tante cose ma la prima che mi viene in mente, ora come ora, è che vorrei, inutilmente, che fosse qui e mi desse altre lezioni utili su come vivere.
Ma guarda te sta vita
Un giorno mi ha abbracciato
E poi dopo è sparita
Ha detto stai tranquillo
A te ci pensa il tempo
E io sto qui da anni
Ormai neanche ci penso
Quando passavo le giornate
Chiuso in una stanza
E mi dicevo vedrai che passa
Con il panico alla gola
Battevo i pugni a terra
Ma sognavo di volare
Volare tra le stelle
E tuffarmi dentro il mare 🌊
Mi sto innamorando.
E quale potrebbe essere la cosa peggiore? è etero
From 'Bigger Than Life,' out October 25. Preorder: http://sacredbonesrecords.com/products/sbr234-black-marble-bigger-than-life Directed by Ben Joyner Cinemat...
mi sto innamorando di questa canzone
No
No, no e poi no.
Sto scoppiando dalla rabbia.
Vorrei strillare ma, alla fine, chi mi ascolterebbe?
Vedo Matt Damon e Christian Bale in un trailer... Ormoni impazziti
Sono il re dei pagliacci e stasera, fra le luci del circo, piangevo per te
Leonardo Pieraccioni
Ora mi sento molto ma molto più a mio agio
A lui.
Al mio lui ideale, quello che mi ha protetto da tutto il dolore che sto provando.
Al ragazzo che amo ma al quale non so dichiararmi.
Giornata di ieri.
La giornata di ieri è stata snervante perché il centro per la transizione sembrava un manicomio abbandonato, un posto in stile la llorona.
Però ho recuperato il rapporto con mia sorella, ho pianto, l’ho abbracciata e mi ha fatto scoprire un lato di lei che non credevo esistere.
Mi vergogno molto del mio corpo perché ancora non riesco a vivere nel corpo della donna che avrei sempre voluto essere.
Non ero come gli altri, da piccolino, ero un bambino un po’ strano, schivo, diffidente.
Questo perché sentivo in me qualcosa di non comune rispetto agli altri.
Vorrei tanto essere abbracciato ed uscire di più dalla mia tana ma, alle volte, ho paura solo all’idea