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YOU ARE THE REASON

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@lontanidaqui
Che bello il foglio bianco. Il nulla così maestoso, che sa porti davanti alla tua essenza. Ogni tanto me lo devo imporre di averti davanti a me. Spesso non mi lascio il tempo, nella vita, di guardare i fogli bianchi. Ci insegnano che i vuoti son da riempire, che i buchi son da toppare (o almeno così era). Ma quanto sono essenziali, per la vita dell’individuo, quegli spazi vuoti, muti che non lo saranno mai veramente. Il caos della vita ci insegue, ci affianca, ci sorpassa e ci trapassa, ci lascia senza fiato e noi non ce lo riprendiamo. L’uomo non può sottrarsi da ciò che lo circonda e questo lo cambia e anche lui lo trasforma. Come in una gara che non ha mai sosta, corriamo e rincorriamo pezzi di vita apparente, che non possediamo mai pienamente. Viviamo un po’ allo sbando, come una bandierina che va dove tira il vento, seguiamo il giorno scandito dal tempo e non ci fermiamo e se ci fermiamo dormiamo. E se non dormiamo pensiamo a ciò che ci tiene svegli, l’ansia che assale e fa passare le ore. Per quanto questa vita mi sorprenda, mi stupisca e mi appassioni, so che non è completamente mia. Almeno non ancora. Perdonami, foglio bianco, ho solo vent’anni. Per questo ti ascolto. So di dover imparare a prendere gli spazi, i miei; i silenzi, degli altri; e dimenticarmi del tempo che corre. Devo riprendere fiato, quel fiato che serve per correre dietro alle persone, che questa vita a volte ci fa dimenticare o ci fa superare o sorvolare o solo sfiorare perché abbiamo troppo da fare e pochi a cui pensare. Voglio imparare da te, foglio bianco, ad essere onesta con me stessa; ad ammettermi che sono potenzialità, ma che ogni potenzialità parte da un vuoto, da una pausa, da un arresto. Voglio imparare che devo fermarmi a pensare, che devo riprendermi in mano, sfogliarmi, ripiegarmi se necessario; che devo sistemare le pieghe che la vita mi fa e organizzare gli appunti che prendo e che perdo. Devo imparare a darmi forma e non lasciarmi formare dalla corsa delle cose.
Ti vorrei dire che va tutto bene. Sei qui con me. Sono lì con te.
lontanidaqui
Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!
Charlie Chaplin
Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo. Non c'è realtà permanente ad eccezione della realtà del cambiamento; la permanenza è un'illusione dei sensi.
Eraclito di Efeso (via cartofolo)
Contano due princìpi: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire.
Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore (via pensierispettinati)
Ho disarmato l'infelicità.
Ti ritrovi riflessa dentro ad una scatola Persa da un passante (Distratto) di fretta. Sommersa da ricordi arrugginiti impolverati appassiti mai ritrovati. Trovi casa tra le mani di qualcuno che vuole solo riflettersi, che non ti vede e se ti chiede, lo fa solo per nascondersi. Dicevano "Questo è il prezzo da pagare" ma non li ascoltavi ringraziarvi per questa tua sana libertà e non pensavi che delle mani potessero pesare così tanto.
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Reblogga questo post. voglio seguire tutti i vostri blog. <3
La parola "coraggio" è molto interessante: viene dalla radice latina cor, che significa "cuore"; quindi essere coraggiosi significa vivere con il cuore
Osho
Forse non sono destinata ad una vita tranquilla, forse dovrò sempre occuparmi degli altri, accudirli, sostenerli, accompagnarli. Non che mi pesi, ma ogni tanto avrei bisogno anche io di queste attenzioni, ogni tanto avrei bisogno di fermarmi, sedermi, respirare un po’ della mia solitudine, della mia libertà e riprendere in mano la mia vita. Spesso credo di perdermi dietro le orme altrui, dietro ai loro problemi. Quante volte pongo i loro problemi davanti ai miei, quante volte potrei non interessarmene ed invece gli altri diventano mie priorità, anche se so che prima o poi se ne andranno come sempre. Forse scopro me stessa proprio in questo, nel prendermi cura degli altri. Alla fine è una cosa per me inevitabile, nemmeno quando sono estremamente arrabbiata riesco a fregarmene del dolore di chi ha provocato il mio. Non avrò molto tempo per me, non sarò spesso ripagata, ma forse è questo ciò per cui io vivo. Prendermi cura dei problemi, dei dolori e delle preoccupazioni altrui. Magari un giorno incontrerò qualcuno con questa mia stessa ispirazione e sapremo prenderci cura l’uno dell’altro, sapremo darci quello che non abbiamo mai trovato veramente. Oppure continuerò a nutrirmi dell’amore che riesco a donare, nonostante le numerose delusioni. Amare gli altri, curare gli altri, farcela da soli.
Book of the week: Tiny Beautiful Things by Cheryl Strayed
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Life is short. Smile while you still have teeth.
Zootopia (2016), Dir. Byron Howard (via wnq-movies)
È una vita scandita da partenze e ritorni la mia. Ormai lo devo accettare. Quando oscilli tra il tuo passato e il tuo presente, nel vero senso della parola, non sai più effettivamente dove stai. Sei lì nel limbo, sospeso. Vai avanti, ma puoi permetterti il lusso di astenerti dal procedere vorticoso delle cose, tornando. Torni e trovi il passato esattamente lì come lo avevi lasciato e provi a viverci dentro. Ma è tutto molto, troppo strano. Perché forse non è più il tuo tempo. Tu sei il tuo futuro ora e non puoi vivere il tuo passato come prima. Contrastanti sensazioni vivono dentro te. Non sai più dove stai, non sai più come sei. Bastano due giorni di passato per provarne già nostalgia, non lo vedi più come prima: nel bene e nel male. Cogli meglio certe sfumature prima completamente ignorate, forse lo apprezzi di più, ma al contempo lo perdi sempre più. Non sarà mai più come prima. Eppure è confortante di tanto in tanto tornarvi e ritrovare le cure e la pace di cui necessiti. Ma devi pensare al tuo presente, fisicamente lontano da te, che sei nel tuo passato. E struggendoti per un futuro che sembra arrivare a suo piacimento, senza interpellarti, inizi a vacillare: non hai passato e il presente non è come speravi. Chiami casa un posto che casa tua non è, non sai più quale sia casa tua, non sai più se una casa poi la troverai mai veramente. Hai lasciato il passato perché ti stava stretto e ora la tua ubris ti sta schiacciando, proprio come Ulisse, che tanto ha dovuto espiare per la sua curiosità. Quanto mai potrà essere sbagliato essere curiosi di vita, di cambiamento? Davvero non possiamo permettercelo, o è solo paura quella che ci frena?
Non so bene dove sto, non so bene come sono, ma so dove voglio andare e chi voglio essere e quelle orme seguirò.
Una cosa ho capito: siamo tutti corpi vaganti senza effettiva meta, siamo anime in divenire ma non è per tutti il viaggio. Qualcuno abbandona la rotta della responsabilità per non dover espiare alcuna colpa, spesso perdendosi. Pagherò il fio per questa mia curiosità di vivere, ma almeno non avrò vissuto invano.