Intimacy
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Janaina Medeiros

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@lospecchiochenonriflette
Intimacy
“Ma anche il più coraggioso di noi ha paura di se stesso. Le automutilazioni del selvaggio si ritrovano tragicamente nella autorepressione che martirizza la nostra vita. Siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi. Ogni impulso che tentiamo di soffocare, germoglia nella mente, ci intossica. Il corpo pecca una volta, ed il peccato è finito, perché l'azione è un modo di purificazione. Non rimane che il ricordo del piacere, o la voluttà di un rimpianto. L'unico modo di liberarsi da una tentazione è abbandonarsi ad essa.”
— Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
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sadandxe.
Summer days
Torso. 1990. 20th.century School. signed J.De Maartino. oil/board. http://hadrian6.tumblr.com
Andiamo dietro?
Spostiamo i sedili, togli le scarpe. Si appannano i vetri. Respiriamo veloce. Siamo vicini. Hai le mie mani ovunque, scendono e salgono. Bevo dal tuo collo. Si blocca il respiro perché ti tocco. Allora anche le tue mani sono su di me. Già sudiamo. Lo sento che lo vuoi, l’aria è pesante, è bagnata. Inizio a spogliarti. Parto dalla maglietta, alzi le braccia e scivola via. Ti vedo nuda e voglio entrare dentro, ma aspetto. Prima mi spoglio, inizio a baciarti piano, sempre più giù. Sono quasi lì, ma torno su e ridiamo. È il nostro posto, siamo noi. Siamo fatti apposta. Affogo. Non voglio respirare, tanto non respiri nemmeno tu. Ansimi e ti voglio ancora di più. Siamo pronti, ma così non è abbastanza. Voglio assaggiarti prima, il mio piatto preferito. So quanto ti piace. Adesso non resisto più ed entro dentro. Ti guardo e ti stringo. Ti sento addosso e non mi stancherò mai. Andiamo veloci e poi lenti, perché ci piace troppo. Non può finire subito, deve durare una vita. Ti giro di schiena, ma ti vedo lo stesso. Esco e assaggio di nuovo perché è tutto mio quello che vedo e ci ho perso la testa, ti voglio. Le tue mani stringono. Ti sento sopra, è un morso più che un bacio. Sono graffi più che carezze. Ed era troppo che lo volevamo. Non c’è altro posto dove vorrei essere, se non dentro di te. Voglio venire, ma voglio farti godere fino alla fine, voglio che ti stanchi e che poi mi riprendi perché ti è piaciuto troppo e vuoi rifarlo ancora. Sopra, sotto, da dietro, non importa. Voglio la tua pelle nella bocca. La tua schiena umida che si asciuga contro di me. Siamo troppo e vengo. Vengo sopra di te. Ti giri e ci baciamo, ti mordo e tu mi mordi. Vogliamo rifarlo ma prima ci accarezziamo. Ci amiamo come mai prima. È il paradiso forse. Ma è solo il retro di una macchina, che poi è un po’ la nostra casa. Ci vediamo nudi e stiamo bene. Non ci sono problemi e paure. Ci siamo io e te che godiamo e ci amiamo. Rivoglio tutto, è mio in fondo. Anzi, è nostro.
stanotte.
“Sei sempre riuscita ad amare solo le cose lontane: la nonna quando non c'era più, l'adolescenza passata, i tuoi amori finiti. Dell'amore hai amato l'essenza.”
— Paolo Crepet