Aver perso te è come aver perso i mondiali, il tramonto della giornata, le chiavi di casa, una moneta nei meandri dell’auto. Dopo di te un dramma come rifare il letto, dormire scomodi in auto dove si spezza la schiena, il succo di frutta a pesca che a me piace ad albicocca. E dimmi se ti scoccia se ti chiedo di ripensarci per l’ennesima volta, che un po’ mi infastidisce quando mi succede qualcosa e non sei la prima persona alla quale posso raccontarlo. Ti ricordi quando ci nascondevamo dal mondo nella tua casetta? Quando progettavamo il nostro futuro, e ricordo fosse sempre estate, le nostre fottute paure, le rotture, le nostre riparazioni. Come quando invitammo la tua amica con il fidanzato a mangiare in giardino, che però no, non erano mai come noi, e passavamo il tempo a riderne e parlarne. Se avessi la vita dalla durata di una farfalla, passerei ventiquattro ore a guardarti e non mi importerebbe della fine del mondo, per me è stato l’albeggiare quando da bruco mi sono trasformato per te. Chissà se credi ancora nell’amore nonostante tutto, se cammini in macchina senza meta o hai una destinazione, se ti andrebbe di andare altrove, se anche tu alla fine hai capito che crescere non è tutto questo carnevale di Rio. E dimmi che tutto quello che ho lasciato adesso lo custodisci, che dentro di te ci sono ancora le nostre parole, che vai ancora a rileggere la nostra chat, che ti manca da morire tutto, che alle volte le lacrime scendono anche a te qualche sera dove la mancanza si fa sentire. Ma quando il vento si calmerà, ti va se ti raggiungo? Del resto io cosa posso dirti, qui le solite cose. Per quel che riguarda me scappo ancora dalla gente. Non mi piace quasi niente. A me piacevi solo tu. #lucidiparole (presso Italy) https://www.instagram.com/p/Cqafw5drzOs/?igshid=NGJjMDIxMWI=













