Sono entreta in profumeria per comprare un profumo, come se sapessi cosa prendere e dopo essere uscita l’ho capito. Cercavo il tuo profumo.
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@lunatica0310
Sono entreta in profumeria per comprare un profumo, come se sapessi cosa prendere e dopo essere uscita l’ho capito. Cercavo il tuo profumo.
Scusami mamma, scusa se oggi non ho studiato. Se anche oggi ho passato la giornata a bivaccare e a stare su internet. Scusa se domani porterò della insufficienze a casa, perchè questo è un periodo no, e non riesco a concludere niente di positivo. Scusa se ancora una volta ti nasconderò le mie insicurezze, se costruirò dei muri tra noi, se ancora una volta non mi confiderò con te. Scusami se ti parlo a monosillabi, perchè non ti voglio spiegare più niente. Scusa se sto riversando la mia sofferenza su di te, scusa se ti farò incontrare decine di delusioni e non ti darò mai nessuna spiegazione. Forse perchè non c'è una spiegazione da darti, perchè per ora va così e basta. Scusa se ti nasconderò le sigarette, scusa se non avrò il coraggio di dirti che non ho studiato per domani, o se non ti dirò che non sono entrata a scuola perchè non ne avevo voglia. Lo so, non augurerei a nessuno un disastro come figlia. Mi dispiace tanto.
È innamorato di lei. Ora puoi dire di aver toccato il fondo. Piangi. Disperati. Spacca tutto ciò che hai intorno. Manda a fanculo tutti. Ferisciti perché tanto questo dolore è nulla confronto a quello che hai scritto dentro, quello che hai disegnato sul volto insonne. Lui ama lei. E tu? Tu sei stato solo uno stupido ripiego e non puoi fare niente per cambiare la situazione, non puoi tornare indietro e rifare tutto o cancellarlo dalla tua vita, non puoi spaccargli la faccia perché in fondo lo sapevi, lo sapevi che amava lei e la colpa è solo tua. Tua. Prendi i tuoi resti e cammina, cammina. Puoi solo andare avanti adesso. E non sarà facile. Puoi solo correre incontro al futuro. E non credere di esserti lasciata il passato alle spalle per sempre, qualche volta tornerà a bussare alla porta, ma tu sarai forte. Ce la farai. Un giorno ti guarderai indietro e quando sentirai pronunciare il suo nome non proverai più nè rabbia, nè tristezza. Un giorno, quando lo rivedrai, le tue mani non tremeranno più, non lo noterai più in mezzo alla folla. Dimenticherai e questa sarà la tua rivincita.
Meglio una brutta verità, che una bella bugia.
““Sono una tipa molto strana, Ci sono giorni in cui voglio disperatamente un abbraccio, ed altri che se mi tocchi ti uccido. Sono cresciuta con la diffidenza stampata nel cuore, ma poi mi aggrappo a chiunque mi dia un briciolo di amore. Sono malata di incompletezza e illusioni. Ho degli sbalzi d’umore assurdi. Ogni volta che cerco di allontanare qualcuno sono terrorizzata all’idea di riuscirci davvero. Ho migliaia di difetti cuciti addosso. Ho l’Estate nel sorriso e l’Inverno negli occhi.””
— -Blow
Sto urlando
Sto chiedendo aiuto
Nessuno mi sente
Urlo, Grido, Piango
Nessuno, nessuno mi sente.
Allora a cosa serve parlarne?
A nessuno importa di me
Ma sono sicura che arriverà un giorno
In cui sarà troppo tardi per preoccuparsi
Ci sto provando a chiedere aiuto
Il mio sfogo è il mio povero polso, ed ora
ti faccio una domanda:
Secondo te, come mai all’improvviso
porto tanti braccialetti?
Guardare le persone e capire che la loro dignità si è trasferita a fanculo.
“Molti di noi, in questo momento stanno dietro ad uno schermo cercando frasi che li facciano a pezzi più di quanto non lo siano già…”
—
“Lì per lì faceva male (e parecchio), ma a ripensarci ora era bellissimo. Soffrire per amore, intendo. Per la prima volta, intendo. Parlano tutti del primo amore, ‘il primo amore non si scorda mai’ dicono, ma della prima volta in cui si perde un amore non si parla mai abbastanza. Si parla tanto di primi baci (e sono importanti, per carità!), ma si parla troppo poco di quel dolore assoluto che non lascia spazio ad altro. Lì per lì era un supplizio: andavo a letto e pensavo a lui. Mi svegliavo e pensavo a lui. Non mangiavo. Non bevevo. Non ridevo. Non parlavo. Scrivevo il suo nome ovunque. Scrivevo che lo amavo ovunque. Mi accendevo solo se si trattava d'amore. Solo per quello. Non avevo mai provato niente del genere prima e a scuola non t'insegnano che di sopravvive. Ti tocca capirlo da sola con varie prove sul campo. Ti tocca andare avanti terrorizzata da un'idea che si fa sempre più ingombrante: ‘probabilmente, senza di lui, morirò’. Invece non si muore, anche se fa piuttosto male. Ed è assurdo da dire adesso, forse, ma era meraviglioso. Tutto quel dolore, tutta quella dolce fiducia riposta in un unico essere umano. Tradita, certo, ma incondizionata. Tutte quelle lacrime, tutte quelle speranze. Infrante, certo, ma belle vive. Non si muore, dicevo, ma qualcosa cambia irrimediabilmente. Cambia il nostro modo d'amare. Come la prima volta non si ama più: è vero, ma non è proprio un discorso troppo romantico. Dopo la prima volta non si ha più paura che possa finire, perché siamo quasi sicuri che lo farà. Lo mettiamo in conto fin dall'inizio. E tutto ci sembra un pochino meno importante. Una telefonata non ricevuta, ma che vuoi che sia? E un bacio in meno, che importa? S'impara a soffrire con dignità. Con moderazione. A me piaceva tanto segnare sul diario con un cuoricino blu ogni bacio che mi dava. Dare un peso spropositato a qualcosa di estremamente leggero. Mi piaceva credere che fosse per sempre, devo essere onesta. Mi piaceva pensare in grande. Illudermi, anche. Adesso, invece, non c'è più spazio per un sentimento così ingombrante. Non c'è più tempo. Non ha poi tanta importanza, l'amore, da un certo punto in poi. Anche per una come me, che l'amore lo vede ovunque. Anche per me, lo devo ammettere, è difficile ricordare che in realtà è tutto quello che conta. Che lasciarsi morire un po’ per via di un addio non è poi così ridicolo. Che le canzoni d'amore non sono ridicole. Che si può costruire il castello più bello del mondo, alto e lucente, ma se mancano le fondamenta con il primo soffio di vento crolla tutto. Se mancano i baci. Era bellissima quella dolce ossessione. Contare i minuti. Si continua a fare tutto anche dopo, ma non è la stessa cosa. Si contano i minuti e ci si lascia distrarre dal lavoro, da altri pensieri. Era bello, così bello, quando l'amore era l'unico pensiero. Luminoso o devastante che fosse, era bello. Riuscire a parlare di una carezza per giornate intere. Saper scendere dal nostro personalissimo piedistallo per cederlo a qualcun altro. Dimenticarsi di esistere finché non arrivava al bar e non ci offriva un gelato. Essere felici per un gelato. Essere immensamente tristi per dieci minuti in meno da passare insieme. Pensare di essere gli unici, insostituibili. Non credere alle nostre orecchie sentendo pronunciare le parole 'non ti amo più’, perché l'amore non finisce. Così si pensava. Ed era grande. Era super. Era un errore, ma era incantevole.”
— Susanna Casciani
“Se c'è un termine che mi definisce davvero troppo bene è ‘troppo’. Io sono troppo. Troppo sentimentale, troppo attenta a capire se gli altri stanno bene o se stanno male - e non lo faccio per intromettermi nelle loro vite e nei loro casini, ma lo faccio perché, davvero, voglio che loro stiano bene. Sono troppo presente: se tu cadi, cado anch'io. Se tu stai male, sto male pure io e se tu stai bene, ma io sto male, sto bene anche io. Questa sono io. Io sono ‘troppo’. Mi innamoro troppo. Mi appassiono troppo. Mi ingelosisco troppo. Mi arrabbio troppo. Soprattutto nelle storie d'amore. Mi ci butto a capofitto: ci entro dentro, ogni volta di più e ogni volta più della volta precendente non ne so uscire. E con te ancora di più. Se c'è un termine che mi definisce alla perfezione è 'troppo’. Sto troppo male, per troppo tempo, perché ci sto troppo dentro, come quando tu sei andato via ed il mondo mi è crollato addosso e quando il mondo ti crolla e nessuno lo capisce che vuoi scappare da tutto, persino da te, senza sapere dove andare, perché l'unico posto in cui vorresti andare è dalla persona che più ti ha fatto male, ma lei non c'è ed, allora, dove vai? Ed allora stai troppo male. Troppo dolore - senza fine, senza pace. Come quando piangi e non riesci a prendere fiato. Ed è quando si sta male e gli altri dicono “Ti capisco” è che, in realtà, non capiscono proprio niente, perché non è vero che qualcuno ti capisce: nessuno ti capisce, a parte te. Tu che ci sei dentro - e, tante volte, neppure tu. Perché quando si soffre, si è sempre soli, 'ché tutti ti sono accanto, ma nessuno ti è vicino, perché nessuno ci è dentro - nessuno a parte te. Ed allora nessuno riesce a capire i tuoi sbalzi di umore, le tue 'sparate’, i 'non è niente’ quando invece 'è tutto’ o, forse, davvero non è niente, perché, alla fine, cosa c'è? Non c'è niente. Non lo sai neppure tu. Nessuno ti capisce: le parole a vanvera, per colmare i silenzi che dentro portano scompiglio e poi i silenzi di colpo, perché, di colpo, arriva la paura. Baratro. Fine. Io sono cosi. Sono 'troppo’. Ci metto troppo per dimenticare, ma, in realtà, neppure dimentico - prendi te, ad esempio. Non ti ho ancora dimenticato. Ci sei sempre, come non ci sei stato mai. Mento, ci sei meno - davvero -, ma ci sei. E questo conta. Mica è poco. È troppo. Io sono così. Sono 'troppo’. E quando sei scomparso, io sono scomparsa troppo, pure se tu sei scomparso poco ed, allora, in quei momenti in cui mi sento 'niente’ ed io non sono abituata a sentirmi 'niente’, in quei momenti lì, penso sempre che sarebbe stato meglio non averti mai amato, mai conosciuto. Ma questa è una bugia. Fino in fondo. È una bugia 'troppo’, proprio come me - con le mie paranoie, con i miei troppi se. Il punto è che sono sempre le emozioni e gli affetti che danno un senso alla nostra esistenza, ma molto dipende dalla nostra sensibilità ed io sono troppo sensibile - troppo appunto. E sai che significa essere 'troppo’? Significa amare di più, voler bene di più, esserci di più, sentire dolore di più, stare male di più. Significa avere un briciolo di 'sentimentalità’ in più. E che significa questo? Significa essere fatti di troppo cuore. Di troppo amore, nel mio caso. Io quando si tratta dell'amore, dell'amicizia, quando si tratta di dare, quando amo, quando voglio bene, che io ti conosca da tanto o da poco, che io non ti conosca affatto o ti conosca alla perfezione, io ti do il mio cuore e tutto l'amore che ho, perché quando si ama si dà tutto quello che non si ha e che si vorrebbe per sé.”
—
“Non ho nulla di speciale, mi copro la bocca quando sorrido, spesso rimango in silenzio, guardo tutti con occhi curiosi come se non conoscessi niente del mondo e infatti più o meno non conosco niente, sembro spesso acida, ma in realtà nessuno sa che dentro tutta la mia dolcezza sta marcendo, se mi guardi sembro persa nei miei pensieri, e non sbagli, sono davvero persa, se sono sola tendo a guardare a terra con la testa bassa, ho paura degli sguardi, se mi senti parlare sono un treno con i freni rotti e nessuno risce a capire quello che dico, se mi guardi negli occhi non capirai se sono triste o felice, non lo riesce a capire mai nessuno, sono una tipa molto strana, ci sono giorni che voglio disperatamente un abbraccio ed altri che se mi tocchi ti uccido, odio da morire il mio corpo ma continuo a mangiare perché ho bisogno di sentirmi piena, ho bisogno di sapere se qualcuno mi vuole bene, ma spesso ho paura che tutti fingano, ho paura anche di perdere le persone, non so scrivere e questa ne è una chiara dimostrazione, quindi ecco, non ho proprio nulla di speciale, quindi non vedo come qualcuno possa ricordarmi, amarmi o volermi.”
— -Me.
Dai alle persone tempo.
Dai alle persone spazio.
Non supplicare nessuno di restare.
Lasciali vagare.
Quello che ti spetta sarà per sempre tuo
vorrei che tutto si fermasse, vorrei lasciare andare tutto e tutti.
“Ho incontrato tante persone impegnate ad arrampicarsi sugli specchi. Qualcuno lo ha graffiato, qualcun altro a forza di provare, lo ha staccato. Addirittura, c'è pure chi è riuscito nella scalata!”
—
Tutto bene finché non realizzo che non ci sei e allora mi passa la voglia di respirare.
@queitaglisuipolsisporchi
“E mi sono rotta il cazzo di perdonare sempre tutti. Mi sono rotta il cazzo di fare la parte di quella buona. Mi hanno rotto il cazzo tutti. Ora voglio qualcuno che mi dimostri che a me ci tiene davvero, perchè io già l’ho dimostrato abbastanza.”
—
Ho bisogno di una pausa, ho bisogno di fermarmi, ho bisogno di spegnere il mondo e riprendere in mano la mia vita, ma prima, fatemi cadere.