“I just want you, I want go to museums, parks, theater with you.”
— (via coral)
I'd rather be in outer space 🛸
The Stonewall Inn
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

❣ Chile in a Photography ❣
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Product Placement
NASA
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The Bowery Presents
Fieri Frames

Origami Around
Color Me Curious
YOU ARE THE REASON

tannertan36
Phantogram Three

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Not today Justin
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@marilynmonroelove-me
“I just want you, I want go to museums, parks, theater with you.”
— (via coral)
My last work, “Afghan girl” inspired by Steeve McCurry.
"Magic in the moonlight''
Lane In The Poppy Fields Ile Saint Martin
Café Society (2016)
IMMAGINARE PER EVADERE.
Non so voi, ma io a volte voglio andare via e non posso, allora inizio a farlo con la mia immaginazione, prima di addormentarmi dico: ‘‘dove vuoi andare oggi?’‘ ,chiudo gli occhi e mi ritrovo in una Parigi estiva, con le ragazze che indossano vestiti con motivi floreali e i ragazzi con la sigaretta in bocca che le aspettano all’angolo del marciapiede. Immaginate gli anziani che bevono il caffe nei bar dal quale esce quell’odore dolce di croissant, mentre mi dirigo verso la torre Eiffel , che da lontano mi guarda maestosa e mi suggerisce le scorciatoie per raggiungerla. Parigi si colora di una luce soffusa, riscaldata dal tramonto rosso e dai lampioni che illuminano quelle strade piene di passanti che hanno ispirato innumerevoli artisti. Io mi trovo proprio in quelle strade , con il mio vestito elegante che fa accarezzare le spalle nude e le caviglie al tiepido vento . I miei piedi doloranti sono stanchi di camminare allora mi fido di un autista che cordialmente mi offre un passaggio nella sua macchina vintage. Non posso non accettare . La vettura si alza sopra i tetti delle case e dei negozi del cuore di Paris e a mia sorpresa, riesco a vedere tutto dall’alto che acquisisce un fascino totalmente diverso. L’autista si avvicina alla punta della torre Eiffel , come se avesse letto il mio desiderio fin da subito e senza esitare lo esaudì. Si avvicinò il più possibile alla struttura per farmi arrampicare all’ultimo piano. Fiera, ho respirato l ‘aria magica stringendo con le mani la ringhiera e dopo aver aperto gli occhi ho accennato un sorriso, alla vista di quel paesaggio sublime , inondato dal rosso del sole. Ma nel pacchetto del mio sogno era incluso anche un bel figo che potesse farmi compagnia in quella fresca serata estiva. Dietro di me, spunta un ragazzo alto, biondo, dagli occhi chiarissimi, e dai lineamenti marcati, senza dirmi nulla , mi guarda, mi prende la mano e mi conduce all’ ultimo piano della torre. Allora inizia a correre, ridiamo , cadiamo , rotoliamo. Mi porta in un ristorante piccolo piccolo, pieno di persone. Le galanterie non mancano e mi indica il posto spostandomi la sedia. Non parlammo molto durante la serata, perché anche se non l ‘avevo mai visto lo conoscevo da una vita. Mi conosceva da una vita. Infondo in un sogno, non hai bisogno di parole per comunicare, poiché non esiste l’imbarazzo. Quando abbiamo finito la cena, mi accompagna alla Senna . Dopo aver camminato a lungo , mi stringe le braccia avvicina il viso al mio e mi bacia, un bacio perfetto, infinito, soffocante, dove le labbra hanno un inizio ma non una fine. Apro gli occhi, il figo scompare , la pelle d’oca rimane e il sonno pervade.