Solitamente questo è il periodo in cui, dopo le feste, tornata con un po’ di magone alla mia routine, provo a tirare le somme dell’anno ormai giunto al capolinea. In questo periodo mi piace pensare a cosa avrei potuto evitare e cosa avrei potuto approfondire, a cosa avrei potuto dedicare maggiore cura ed attenzione.
Quest’anno per me è stato un anno di svolta, un anno che mi ha dato tanto.
Quest’anno, nel bene o nel male mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto capire, mi ha fatto crescere... Del resto ho fatto 18 anni, no?
Mi ha fatto provare sulla mia stessa pelle che per raggiungere un obiettivo devo lottare, o quanto meno devo crederci io prima di tutti, e per quanto sia banale questa frase, per quanto sia scontata, ad oggi non credo ci sia cosa più vera. Ho capito che gli altri mi vedranno solo nel modo in cui vorrò lasciarmi vedere, che sono io e soltanto io a decidere di mostrare le mie debolezze e i miei punti di forza a chi mi sta intorno.
Mi auguro che io possa essere sempre sicura di me stessa, decisa e determinata riguardo il mio futuro, il resto verrà da se.
Mi auguro di correggere questo lato del mio carattere e di non tirarmi indietro prima ancora di compiere il passo a causa di qualcuno che non ci crede al mio stesso modo. Troppe volte ho lasciato vincere il pensiero superficiale degli altri a ciò che avrei voluto realizzare. Che io possa sempre credere in me. Che io possa sempre contare su di me. Che io possa sempre essere fiera di me stessa e delle mie azioni. Che io possa capire quando è il momento d’ingranare la marcia e continuare sulla mia strada, senza lasciarmi ostacolare.
Quest’anno allo stesso tempo però mi ha resa cosciente del fatto che a volte, seppur all’apparenza contraddittorio con quanto detto finora, devo essere in grado di mollare la presa, non cercare in tutti i modi di far funzionare una cosa già rotta da tempo. Non devo per forza arrivare a sbatterci la testa e farmi male, cosa che sono solita dire per giustificare le mie azioni abbastanza impulsive, ma fermarmi un passo prima, quell’attimo prima che fa la differenza. Fare un respiro profondo, guardare in faccia la realtà e capire cosa è meglio per me nonostante ciò possa farmi provare, solo apparentemente, più dolore. Credo che questa sia la parte più difficile per me, saper capire quando è il momento di scendere dal treno in corsa e fare la strada a piedi.
Mi auguro di capire che tutto è importante ma nulla è essenziale. Mi auguro di fidarmi di più delle persone che davvero tengono a me, ma soprattutto che hanno un’influenza positiva su di me e sulla mia persona. Il bene purtroppo da solo non basta.
Per la prima volta mi sono vista da fuori, come se stessi guardando un film in cui io sono la protagonista e la mia vita è il copione e non ho trovato quasi nulla che mi piacesse. “Cosa sto facendo?”. Ecco, credo che questo 2020 sia stata proprio la molla che mi abbia fatta scattare. Certo non cambierà tutto dall’oggi al domani, anche se mi piacerebbe molto, ma credo che anche il semplice fatto di essermene resa conto possa essermi servito a qualcosa.
Spero di essere in grado di sfruttare questo momento e di riuscire a trasformarlo in qualcosa che per me possa avere un senso, un valore.
Il mio obiettivo del 2020 era riuscire almeno a capire non tanto chi fossi ma chi volessi essere. E credo di esserci riuscita.
Per il 2021 non mi aspetto di certo di diventarlo, non credo ai miracoli, ho una vita davanti, ma mi pongo come obiettivo quello di scoprirmi sempre un tassello di più.
















