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@medessin
Ungaretti, Poesie
Non ho più le parole per dirti le cose che ho dentro, e rimangono dentro di me.
Massimo Pericolo
Aveva la strana abitudine di non raccontare nulla, aveva la tempesta dentro e nessuno lo notava.
Cesare Pavese (via romanticismoamodomio)
- Cesare Pavese
-ph: @s-dot-five
Giovanni Giudici
Egon Schiele (1890 - 1918)
Girl reclining on stomach, 1910
Ti ho amata in maniera immensa,
se ci penso fa ancora paura
ché nell’infinità ci si perde
e tu me l’hai nascosta nelle piccole cose.
// 12 gennaio 2020, 22.56 //
“Ma chiunque abbia avuto un dolore cosi grande da piangerci fino a non avere più lacrime,sa bene che a un certo momento si arriva a una specie di tranquilla malinconia,una sorta di calma,quasi la certezza che non succederà più nulla.”
— C. S Lewis (via 16january2017)
“Se qualcuno mi avesse veduto nel cuore,
vi avrebbe trovato
una struggente tenerezza di quella vita
e i silenzi, gli sguardi,
le risate, gli incontri
– un entusiasmo di speranza –
e al centro un vuoto,
uno sgomento, un’angoscia.”
— Cesare Pavese
Non so perché io ti stia scrivendo, forse è la malinconia delle feste, il pensare che un anno fa a quest’ora avevamo iniziato a scoprirci; o forse perché mi hanno detto che non serve a niente bloccarci a ciò che dovrebbe essere senza vivere davvero quello che sentiamo.
E io so che non dovrei pensarti più, ma ora che guardo il cielo grigio e tutta l’immensità che si cela dietro ad un angolo di nuvole, beh, ti dirò, non me ne importa proprio niente.
Mi chiedo spesso come stai, se ogni tanto ti passo per la mente anche io.
La mia vita procede in maniera strana, ma mi piace. Mi sento un po’ come un elettrone, governata da leggi quantistiche che spesso mi estraniano dalla realtà. Sono, ma non sono; mi ritrovo immersa in istanti di un tempo tutto mio, in cui il passato è un presente futuro e il futuro si fa passato, finché alla fine diventa tutto un presente che però sembra non esistere.
Tu ci pensi mai a che infinità viviamo?
Ti perdi mai a guardare quanto perfette sono le foglie che cadono e i colori che formano, come si stagliano i rami scuri contro questo cielo sempre più freddo?
Ah, io mi ci perdo così tanto, però mi ci ritrovo e a volte trovo pure te, nel vento che soffia, nel colore della luce, in qualche attimo in cui sono particolarmente felice.
E non c’è nulla di più naturale, se ci pensi: viviamo in un universo in cui tutto è legato da onde, non c’è gesto che io faccia che non abbia ripercussioni su un qualcosa che nemmeno vedo; tu nella mia vita non ci sei più, ma capisci che a crederla così sarebbe assurdo se non finissi mai a pensarti.
La verità, mi sa, è che sono andata avanti, ma ti porto dentro e ogni passo che faccio ormai racconta qualcosa anche di te.
Porto nel cuore i tuoi primi sorrisi nel buio e freddo gennaio, gli sguardi che si facevano sempre più dolci, le mani che si sfioravano incerte; e poi i primi baci, quelli dati di nascosto, quelli che avrei voluto non finissero mai.
Amerò sempre quella te, con lo sguardo che non si può descrivere in cui ho visto che eri parte di me.
E ora quando ti vedo tremo ancora, finché mi rendo conto che in quella tua figura lontana, la te che avevo visto io ormai è così nascosta che nemmeno si vede più.
Spero che tu stia bene comunque.
Mi manca parlare con te, scoprire i tuoi pensieri e quello che ti piace. Guardo più film, ascolto musica che spero piacerebbe anche a te.
E sì, se questa era una gara per chi si eliminava prima, hai vinto, e lo sai bene.
A me non interessa gettare via quello che mi hai dato, preferisco farlo diventare mio e crescerlo con me, anche se a volte fa così male che vorrei semplicemente dirmi che non meriti tutto questo. Ma hai cambiato la mia vita con quella tua solita delicatezza travolgente ed è scaturito qualcosa di così meraviglioso che me lo tengo stretto, come a volerti ringraziare per tutto ciò che mi hai regalato.
Tra un po’ quest’anno finirà, e so che sarai uno dei miei primi pensieri, quindi ecco, buon anno, ricordati che per quanto mi disprezzerai e ti dimenticherai di me, io ti vorrò bene sempre.
Cerca di essere felice il più che puoi e sorridi, che sei ancora più bella quando lo fai.
// 18 dicembre 2019, 15.04 //
ti guardavo come si guarda un tramonto in piena estate,
ti guardavo senza stancarmi mai delle sfumature che assumevi,
ti guardavo di meraviglia e di stupore che se solo ti fossi visto con i miei occhi avresti capito che più ti guardavo e più mi veniva voglia di amarti,
ti guardavo e non l'avevi capito mai che era perché il tramonto più bello eri tu.
“If it’s still in your mind, it is still in your heart.”
— Paulo Coelho (via naturaekos)
Ti ho vista
e un momento
si è fatto eterno.
// 1 novembre 2018, memorie //
Rupi kaur
Ho una voglia matta
di ritornare da te,
di stare con te,
di rivederti anche per
un secondo,
un tempo minimo
e limitato.
Di guardarti negli occhi
e saperti vicino.
Ho il desiderio
di abbracciarti ancora una volta,
in un abbraccio che mi perfori
la pelle e si “incolli” su di me.
Ho voglia di parlarti di nulla
o forse di tutto
e sentirti parlare,
sentirti interessato
per un solo istante alla mia persona,
alla mia vita.
Ti rivoglio nella mia vita,
ti rivoglio in ogni giorno
e in ogni ora che passa.
Rivoglio il tuo sorriso
che sconvolge le mie giornate
e voglio essere importante
per te,
anche se per poco.
Ho voglia di piangere,
di sfogarmi,
di liberarmi di tutte le emozioni che vivono dentro di me,
di tutta la malinconica che mi porto dietro
da quando non ci sentiamo,
da quando non fai parte della mia vita.
È stata colpa mia,
forse la mia troppa gelosia
o forse la tua continua assenza.
La tua assenza che sentivo fin dentro le ossa,
la tua assenza,
che tuttora,
mi nega di aprire il mio volto in dei sorrisi sinceri.
Invece sorrido appena,
distrattamente,
come se non fosse essenziale.
Dove sei?
Ho voglia di vederti,
di piangere sulla tua spalla,
di sentirmi completata per un solo istante
e poi,
di sparire dalla tua vita
come tu hai fatto con la mia.