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Habitat ✨
Quando il programma del ponte è stare tutto il giorno insieme, ma si trasforma in reazioni allergiche, ore in pronto soccorso, e lui che fa i mestieri dopo aver portato in giro il cane.
Male.
Molto male.
Venerdì a lavoro è giornata tuta, facciamo ginnastica. Una delle mie abituali tute extra-large era ancora da lavare e l’altra non era ancora asciutta, stava lì sullo stendino tutta umidiccia.
Ho dovuto usare dei pantaloni stretti, che solitamente uso a casa o col cane, mi sentivo un po’ a disagio a stare a lavoro tutta attillata, con le cosciotte in vista.
A metà mattina una mia collega - ex ginnasta - mi squadra dalla testa ai piedi.
E poi, dal nulla: “mi spieghi come fai ad essere così magra proprio tu che mangi solo carboidrati?”.
Mi chiedo quanto ci vediamo diversi, quale sia la realtà tra quello che vediamo nello specchio e ciò che vedono gli altri.
Quando è che ci si sente fortunati?
Quando si ha una bella casa un bel lavoro un bel marito e un bel conto in banca?
Io mi sento fortunata oggi.
La mia giornata è iniziata alle 7.30 col telefono che squilla e la sua faccia che lampeggia sul mio schermo.
“Ci hanno investiti”
“Ma che cazzo dici”
Il pronto soccorso umano, quello veterinario, anti infiammatori prescritti all’umano e antibiotico prescritto al cane.
Ora sonnecchiano entrambi sul divano, doloranti ma interi. Sani e salvi nonostante gli sia passata sopra una macchina e un volo di due metri.
Interi, vivi, a casa, al sicuro.
Oggi me ne rendo conto: cazzo, sì, sono fortunata.
Lunedì gli ho detto che avevo voglia di mozzarella in carrozza.
Poi praticamente non ci siamo più visti se non dormendo sul divano dopo cena.
Stasera gli son toccati un’ora di straordinari ma comunque è passato dal supermercato, ed eccole qui.
Mozzarelle in carrozza, pasta alla gricia, vino rosso, Masterchef in tv.
Grata infinitamente 💖
Lei: Due occhi azzurro cielo sotto un paio di occhiali colorati e un ciuffo biondissimo.
Cammina nel corridoio di quella che è la mia sede di lavoro e che spesso è definita seconda casa.
Io sto camminando in direzione contraria.
Ci guardiamo, toglie gli occhiali per guardarmi meglio.
Sono al peggio della mia forma coi capelli da gattara e la camminata forse un po’ troppo stanca dalla giornata.
La guardo, e riconosco la luce in quegli occhi.
Penso lei riconosca i miei capelli da pazza e il viso che a detta di tutti rimane sempre uguale.
La guardo e mi esce un gridolino adolescenziale.
“Oddddio Prof!!!”
“Ma cosa ci fai qui?”
“Io qui ci lavoro, LEI cosa ci fa qui!!!”
“La riunione per quel progetto..”
Due minuti contati per raccontarle chi sono e cosa faccio.
Mi viene da piangere per la bellezza di quell’abbraccio inaspettato.
Sento l’eco della sua voce il giorno della maturità: “entri con 15/15 in italiano, spero che dimostrerai alla commissione che è meritato”
“Scegli una poesia, la leggi e ci dici parafrasi e contesto”
Ho sceso
Dandoti il braccio
Almeno un milione di scale
E ora che non ci sei
È il vuoto
Ad ogni gradino
Recitata a memoria
Vita morte e miracoli dell’autore
L’interpretazione mia squisitamente personale
Il professore esterno che mi sorride, dice che ha letto il mio tema, i miei 15/15 che mi sorridono col solo segno rosso del voto e di quella i che non ho messo in un verbo: Chiacchierare.
“Grazie, ho imparato una cosa nuova oggi”
La stretta di mano.
Gli occhi azzurrissimi di chi stava con noi molteplici ore al giorno e che ci salutava.
Era un arrivederci, Prof.
Non sa che gioia mi ha dato oggi.
Se solo la me ventenne potesse avere una sfera magica e vederci qui, a 35 anni, con Casper in tv e un cane che ci dorme sulle gambe.
“Can I keep you?”
♥️
Io, te e Lui che fa le foto da influenzer
“Ma se io volessi questa cover ma non avessi voglia di spendere soldi per comprarla?”
Per fortuna, Lui sa disegnare ♥️
Papà al telefono che manda baci 💖
Stasera volevo andare a casa di papà e poi a teatro.
Sto ko e non posso fare nessuna delle due cose.
Passi il teatro, ma volevo proprio andare a dare un bacio a papà.
Oggi in famiglia sono tutti sotto esame.
Tra biopsie che mi spaventano, pre ricoveri per togliere 4 denti e il piccolino con i soliti controlli siamo tutti in attesa di un telefono che suoni buone notizie.
Perchè al momento ho bisogno di pensare che saranno buone.
Ho un problema col telefono, chiamo mio padre per sapere se a lui sia mai capitato e se sa come risolvere, mi dice che non lo sa.
Lo richiamo mezz’ora dopo, mi chiede “funziona?”
“Yes ora funziona”
“Cosa dovevi fare? Hai sbagliato ad impostarlo?”
“L’ho spento e l’ho riacceso, come fanno gli informatici. Ora funziona.”
Ha riso, più del dovuto.
Mi ha insegnato i trucchi del mestiere.
Vicinanza
A te, che hai rubato il telefono dalla tasca a mia sorella, auguro 6 mesi di sguaraus ininterrotti.
Qualche giorno fa papà ha guardato il calendario, accorgendosi che siamo quasi a fine mese.
Ha sospirato.
Ha detto che in questo ultimo tempo il tempo passa veloce, troppo veloce. Che non sta facendo in tempo ad accorgersi di un mese che è già finito.
Il tempo corre, io lo so, ma che scorra così veloce sotto le dita di papà mi ha fatto stare male.
Dovrei saperlo che fa parte della vita?
Si.
Smetterà di farmi male?
No.