mi sento immobile mentre sorpasso confini invalicabili
mi sento inutile mentre spunto obiettivi e conquiste
mi sento solo stanca anche se supero le cause dei problemi

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@odisseainvisibile
mi sento immobile mentre sorpasso confini invalicabili
mi sento inutile mentre spunto obiettivi e conquiste
mi sento solo stanca anche se supero le cause dei problemi
e sono ancora sull'altalena nonostante tutto quello che mi pare diverso
la tristezza ha sempre la meglio anche ora che sono felice come non sapevo neanche immaginare
eppure eccomi qui che spingo a terra la punta dei piedi, cercando di darmi lo slancio, mentre lo stomaco mi incolla al pavimento e alle mie zone d'ombra, violente e cecchine
telling stories Norman Rockfeller
60′s Floral Fabric (via: eBay)
l'eterno ritorno
le mie mani senza paura d'esser vuote
le mie mani vuote per la redenzione
Huysburg Benedictine Abbey, Germany
Photos by Uwe Gaasch
basterebbe tacere il distacco che si espande, la sensazione che dentro tutto sia liquido e pronto a scivolare via
come mangiare un biscotto e sentirsi di colpo minuscola
la distanza da casa è una ferita fedele negli anni. ma oggi sono simile ai miei diciassette anni. ho ascoltato I love You dei Management è quasi mi pareva di leggerla ancora sul mio banco di quinta
quando ero così sicura di saper sempre dire “fanculo”
prendo in mano la penna lenta e forse un pochino vedo chi sono
da lontano metto a fuoco dove sto andando
di nuovo dicembre
quattro giorni senza vederti e t’ho già sognato tre notti di fila
a volte ho l’impressione che ci siamo svuotati così tanto da aver perso per sempre alcune parti di noi, da esserci incisi per sempre i segni collaterali di quel dolore
ci sono giorni in cui una parte di me scivola ancora a pensare a quella vecchia storia. ci sono giorni, dal sorriso amaro, in cui la storia si dissolve e resta il bene. può chiamarsi bene anche dopo che si sia deteriorato?
certi giorni, non metto muri, mi lascio pensarci, come se le risposte potessero di colpo arrivare, come se il rancore potesse sparire ed io, finalmente, perdonarti
adesso che è diventata reale la possibilità di incontrarti per strada, in un posto che hai provato a farmi odiare con la tua carica di egoismo avversa alle mie scelte, mi chiedo se ne sarei contenta, oltre che devastata.
ci sono cose indelebili, come il rancore, le cose non dette, i tramonti rossi sulle serre e le lacrime ruvide di due destini che abbiamo fatto cozzare soltanto per scheggiarsi.
e l’affetto, in tutto questo, l’affetto profondamente sincero che sempre saremo capaci di riservarci, anche tra l’ostilità scritta negli sguardi che mai diventano saluti, l’affetto che ruolo ha? possibile che non possa salvarci?
un giorno t’alzerai, ci vestiremo uguali
difficilmente qualcosa sopravvive ai cambiamenti