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Dopo l'orgasmo tutta la magia va via
Caro Flavio,
Questa non è la prima lettera che scrivo per te nelle pagine di questo diario, nemmeno al di fuori, ma probabilmente è la prima che leggerai e forse anche l’ultima. E so che le lettere sono fuori moda, che comunque potrebbero non migliorare la situazione tra noi due, ma sento che è il modo migliore per esprimerti ciò che sento, e quale modo migliore se non tra le pagine di questo diario in cui è raccontata quasi tutta la nostra storia e in cui ho aperto il mio cuore su tutte le situazioni difficili? Sento anche che è l’unico modo per mettere in ordine i miei pensieri e per non sembrare una disperata, perché se decidessi di mettere un punto, non voglio che tu mi ricordi come quella ragazza che piangeva sempre, anche perché mentre ti scrivo non sto piangendo. E poi penso che se non vuoi più saperne di me, è comunque il modo giusto per concludere, anche perché la nostra storia è iniziata così: scrivendo milioni di messaggi, ed è continuata così scrivendo altrettanti messaggi, papiri, cose belle e altre volte orribili.
La verità è che io di lettere te ne ho scritte cento o anche mille in questi anni, pagine intere di questo diario sono dedicate a te e una parte di me mi dice che non dovrei credere a tutto quello che mi dici e che molto spesso lo fai perché vuoi allontanarmi e perché pensi che per me starti vicino sia difficile e mi faccia male (in realtà una volta me l’hai proprio confermata sta cosa), un’altra parte crede a ogni tua parola sempre, e il mio cervello va in confusione, vorrebbe delle risposte che non può avere nemmeno da te molte volte. Le uniche cose che so è che non ho mai provato una roba del genere per nessun altro e che da quando non ci sei, come diceva Montale, “è il vuoto ad ogni gradino”, perché poche cose e persone mi hanno davvero fatto stare bene come te. Probabilmente ti ho amato dal giorno 0 e nemmeno lo sapevo.
I sentimenti sono una roba incredibile, e, come hai detto tu una volta, sono le uniche merdate che danno colore a questa vita. Mi chiedo se pensassi a me quando lo hai scritto. Sapevo dal primo giorno che con te non sarebbe stato semplice, infatti alcune volte non lo è stato, ma c’è da dire che ricordo più giorni di sole che nottate oscure. Sei il mio porto sicuro, l’unica persona con cui vorrei stare e con cui, a fine giornata voglia parlare e sfogarmi, l’unico uomo che vorrei mai e l’unico a cui sarò sempre affezionata e che avrà sempre il mio cuore, nel bene o nel male.
So che dovrei avere più orgoglio, ma a te ci tengo e combatterei fino all’ultimo respiro che ho in corpo. So anche che litighiamo e ultimamente succede spesso, ma preferisco litigare con te che passare un altro giorno sentendo la tua mancanza. Ho fatto due ore di treno per capire cosa provassi, per arrivare alla conclusione che per me sei molto di più di un fidanzato e che se un giorno mi chiedessero cos’è l’amore, io parlerei sicuramente di Gianni, perché a modo suo, era amore pure quello, ma se mi chiedessero qualcosa che va oltre l’amore, io parlerei di te, perché per quanto possa arrabbiarmi con te e tu possa arrabbiarti con me so che i sentimenti ci sono e so che sono veri perché tu resisti nel tempo e a una distanza di 165 km.
Ti amo e lo farò sempre,
Chiara
Per chi se lo stesse chiedendo, no, non vuole assolutamente parlarmi e vorrei fargli arrivare questa lettera in qualche modo ma non so assolutamente come dato che mi evita e dovrei fare la stessa cosa pure io e sto sinceramente provando a farlo, ma la verità è che sto esplodendo e vorrei solo che leggesse tutto ciò così almeno mi metterei il cuore in pace. Ho provato anche a cercarlo ma dice che rendo solo le cose molto più difficili di quanto già siano, non so esattamente come comportarmi, so solo che ogni parola che leggerete è la verità su come mi sento, e spero che qualcuno che magari è nella mia stessa situazione possa in qualche modo sentirsi confortato da tutto ciò.
Volevo spendere qualche parola su questo post, uno dei post con più mi piace di tutto il mio blog.
Non rileggevo questa lettera da quasi un anno, ovvero quando l’ho scritta, tra me e lui sono successe anche un sacco di cose nei mesi passati, e penso che l’introduzione del saggio postata qualche mese fa lo abbia fatto capire abbastanza chiaramente. Voglio lanciare un messaggio a chiunque stia passando un momento simile, per chiunque si stia trovando in un momento in cui deve abbandonare una persona a cui tiene molto nonostante non voglia farlo: fatelo. Specialmente se vi fa stare male. Io amavo Flavio, l’ho fatto per moltissimo tempo, ammetto che non è stato semplice lasciarlo andare, ammetto che rileggere questa lettera mi ha fatto venire i brividi, perché ricordo i sentimenti che provavo quando l’ho scritta e li ho sentiti a ogni parola. Ma è finita. Ormai stiamo entrambi con altre persone, e per quel che mi riguarda, sto sicuramente meglio di un anno fa. Ricordatevi sempre che anche se vi ha fatto stare molto bene in passato, se ora vi fa stare male non ne vale la pena. Le relazioni, di qualunque tipo, ti devono rendere felice. Ovviamente se per un po’ ci stai male è normale. Passeranno mesi, in alcuni casi anni prima che tu possa tornare a esserlo, ma troverai altro che ti farà stare anche meglio.
Comunque rileggerla mi fa ancora oggi venire i brividi.
voglio spegnere il cervello sono stanca di pensare sempre e solo a cose negative
Highlights Pre-Natale
Quando rientro a casa mia (finalmente mia), butto le chiavi nello svuotatasche all'ingresso e posso finalmente mettermi sul divano con un plaid sulle gambe a leggere un buon libro sento di essere un po' felice.
Ogni anno che passa il Natale mi rende più malinconica e triste, è un trend in deciso peggioramento (per non parlare di Capodanno).
Comincio ad abituarmi all'idea che forse non avrò mai una persona al mio fianco con cui fare tutte quelle cose che le coppie fanno. Alla fine non tutti hanno una metà e non tutti, anche ce l'avessero, riescono a trovarla.
Il duro lavoro ripaga sempre in qualche modo. Il problema è che a volte la ricompensa non riesce a coprire tutti i costi e gli investimenti. E non parlo di soldi.
Rallentare si può e si deve. Senza sensi di colpa (ci sto ancora lavorando, ma sono migliorata).
Sono una persona poco empatica, che non riesce a scaldare il cuore delle persone e che non rimane impressa a primo impatto. Ma sono granitica in tutti i sensi, anche quando hai bisogno di un appiglio. Serve solo tempo per capirlo.
La mia famiglia consiste nei miei genitori. Al di fuori magari c'è affetto ma nient'altro. E da sempre sostengo che l'affetto non basta nei rapporti (e vale anche per quanto mi riguarda, non scarico le colpe solo sugli altri).
Le persone tendono a scaricarmi addosso i loro problemi, anche quando non mi mostro così accogliente (vedi punto 7). Però non danno abbastanza peso ai miei (sono abbastanza matura da sapere che potrebbe essere solo una mia percezione, ma se lo scrivo qua non faccio male a nessuno no?).
Dall'altro lato, credo di aver capito che la psicoterapia può fare grossi danni invece che aiutare e penso sia uno scudo dietro quale nascondersi per sparare sugli altri. Molti, dall'alto dei loro mesi e mesi di terapia, si sentono in diritto di dire le cose perchè hanno imparato che devono "esternare" e "affermare se stessi" e quindi quando qualcosa non gli va bene devono dirlo. Avrei da sindacare sui toni, modi, momenti ecc... Scavare dentro se stessi non significa buttare merda su chi sta fuori.
Ho fatto scelte quest'anno che non so se siano azzeccate. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita come un pesce che cerca di arrampicarsi (semi-cit). Però per una volta ho fatto le cose che sentivo e non quelle che sapevo di dover fare. E ho bisogno anche di questo, di sbagliare consapevolmente.
Questo posto non mi fa bene. La gente che frequento qui non mi fa bene. Isolarmi mi fa bene ma non è la cosa giusta. Ho trovato un equilibrio ma non so quanto sia "sano" quindi dovrei sforzarmi in questo senso. Solo che al momento sforzarmi non mi viene facilissimo.
Questa non è una lista di cose da fare né dei buoni propositi, tantomeno la letterina a Babbo Natale (in quel caso avrei chiesto soldi). Non so bene cosa sia, però ne avevo bisogno.
Prague *by Nathan
ma tu ci pensi mai alle cose che io so di te e che adesso non servono a niente?
Villa Farnese by riccardob_ph.
Belvedere Palace, Vienna
“Molti mi odiano ma è un sentimento forte comunque, volevo dirti che per me non sei una qualunque.”
— Club Dogo, Lisa.
Sono quel tizio sul precipizio, insieme parliamo del vizio e di cosa faremo il giorno del giudizio.
- Lisa (Club Dogo)
“Oggi puoi spegnere il telefono,
anche se gridi gli altri non ti sentono”
Lisa || Club Dogo
Volevo dirti che per me non sei uno qualunque.
Dicono che uno come me è solo autodistruttivo
Ma faccio un altro giro, e faccio un altro giro all'ultimo respiro.
All'ultimo respiro - club dogo
vorrei amare come se non avessi mai amato prima d'ora