Sono abbonato a Il Post e questa mattina ho fatto l'errore di ascoltare Altre Indagini di Stefano Nazzi, in merito ai fatti del G8 del 2001 a Genova.
Di solito dello stesso autore ascolto Indagini perché adoro il true crime e Nazzi non indulge mai nella spettacolarizzazione ma anzi, riesce sempre a mettere in evidenza i pericoli del populismo mediatico.
Altre Indagini, invece, parla di accadimenti italiani di più ampio respiro, spesso con complicità politiche e ingerenze estere, per cui tendo a innervosirmi maggiormente. E di solito non ho voglia di esserlo la mattina presto mentre mi reco a lavoro.
E ciò che è successo alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto mi hanno fatto innervosire incazzare per l'ennesima volta in questi 25 anni, in un modo molto simile a quando cadi vittima del ragebait più becero, solo che qua si tratta di fatti inequivocabili, documentati e così nauseanti che dovrò usare l'IA per fare il sunto a chi non ne conoscesse la storia
Durante il G8 di Genova del 2001, la scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto furono teatro delle più gravi violazioni dei diritti umani mai registrate in Europa occidentale nel secondo dopoguerra, come stabilito successivamente anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU).
Scuola Diaz: Nella notte del 21 luglio, la Polizia fece irruzione nella scuola, che ospitava il media center del Genoa Social Forum e i dormitori dei manifestanti pacifici. Gli agenti picchiarono selvaggiamente e senza motivo le persone all'interno, provocando oltre 60 feriti (molti dei quali gravi o in coma) e arrestando falsamente i presenti fabbricando prove false, come il ritrovamento di due molotov portate in realtà dalla polizia stessa.
Caserma di Bolzaneto: Trasformata in un centro di detenzione temporanea, vi furono condotti centinaia di manifestanti arrestati. Qui i detenuti subirono per giorni torture fisiche e psicologiche da parte delle forze dell'ordine: insulti, minacce di morte e violenza sessuale, percosse, costrizioni a rimanere in posizioni dolorose per ore e diniego di cure mediche e legali.
Nel corso degli anni, i processi si sono conclusi con la condanna di numerosi vertici della polizia per i falsi della Diaz e per le violenze di Bolzaneto, e l'Italia è stata condannata a risarcire le vittime per il reato di tortura, all'epoca non ancora presente nell'ordinamento penale italiano.
Ora, come sappiamo BENE tutto ciò non è stato frutto di incompetenza ma di scelte dirigenziali ben precise nel rispettare la regola non scritta per cui se 50 persone delinquono liberamente (i black bloc) per controbilanciare ne devi 'arrestare' 100 (attivisti pacifici e giornalisti).
Ma a me non sono i dirigenti che fanno così tanta paura, come non mi fa paura un Mussolini, un Trump o un Vannacci... le bastonate e le violenze sessuali le hanno compiute persone normali protette da una divisa e da una legale missione autorizzata, persone che poi la sera tornavano a baciare la propria moglie e a raccontare favole della buona notte ai propri figli.
Qua andiamo ben oltre il 'ho solo eseguito gli ordini'... l'alterizzazione di cui accennavo al post precedente è stata portata ai massimi livelli: zecche, topi, puttane, rifiuti della società e tutti gli archetipi di deumanizzazione tipici di una visione fascista. E bastonate.
Ma non è nemmeno questo che mi fa paura.
Mi fa orrore che TUTTI possiamo arrivare a fare queste cose, se messi nelle condizioni adatte, perché la deumanizzazione dell'Altro è un processo costantemente in atto e dovremmo lasciar cadere a terra la presunzione di appartenere a una razza così superiore, logica e senziente da avere il controllo sul marasma emotivo che si agita sotto i 3 millimetri di corteccia cerebrale. L'amigdala scalcia ed è cintura nera di t'ammazzo stronzo!
La rabbia e l'insoddisfazione sono sentimenti prevalenti in questa società e anzi, sono promossi perché utili a quell'interazione finalizzata al perpetrarsi di certi meccanismi di controllo.
(mi fermo un attimo perché mi sta salendo il marxespierre)
A me è successo. L'ho fatto anch'io.
Non ho picchiato nessuno ma tanti anni fa ho costretto con la forza un paziente ad assumere un farmaco quando questo non voleva e sebbene fosse una prescrizione autorizzata, non c'era nessuna urgenza o necessità di coercizione.
Io e altri colleghi avevamo il potere dell'autorizzazione per somministrare quel farmaco e l'abbiamo costretto non perché fosse un utile salvavita ma perché noi (forti) potevamo e lui (debole) doveva.
Non c'è stata violenza fisica ma la cosa mi ha dato tanto da pensare in tutti questi anni perché, per assurdo, solo adesso realizzo che questo succedeva proprio durante il G8 a Genova nel 2001 e i meccanismi che stavanno alla base di entrambe i comportamenti, seppur molto diversi nelle conseguenze, purtroppo erano gli stessi.
Saranno sempre gli stessi tutte le volte che si presenterà l'occasione e la rabbia e la paura vi sopraffarranno con le loro forti argomentazioni.
Però voi in fondo lo sapete cos'è giusto scegliere.