Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo
@kon-igi
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone. Telegram: Kon_igi
Questo video sia di memento a chi tende, in buona o in cattiva fede, a confondere personaggio, persona e professionista.
E a coloro che proprio non ce la fanno, per i bruciori anali consiglio la Preparazione H… tanto è un farmaco da banco e non ci vuole la ricetta del not that kind of doctor.
Grazie per l’eventuale prezioso reblog divulgo-esplicativo <3
Stasera mi sento di dover fare un'aggiunta a questo post fissato in alto, pur consapevole che venendo io spesso rebloggato o, addirittura, seguito da persone che pensano e fanno in modo antitetico al mio modo basilare di intendere la realtà, non è detto che esse leggeranno la seguente lista:
NON C'E' MAI STATO UN SOLO PENSIERO DELLA DESTRA NOSTRANA CHE IO ABBIA MAI CONDIVISO E ANZI, A DESTRA HO SEMPRE FATICATO A TROVARE INTERLOCUTORI NON AFFETTI DA DISSOGNANZA COGNITIVA O CON QI PERLOMENO A DUE CIFRE.
SONO TENDENTE ALL'ANTICLERICALE E PUR RISPETTANDO LA SENSIBILITA' DI OGNI CREDO, VORREI UNA SOCIETA' LAICA A OGNI LIVELLO E PER QUELLI CHE ROMPONO IL CAZZO CON LE RADICI CRISTIANE, SE NON PROPRIO I LEONI NEL COLOSSEO, PERLOMENO UN PO' DI VERGOGNA NASCOSTI NEI PROPRI SEPOLCRI.
SONO A TOTALE FAVORE DELL'ABORTO E DELLA GESTAZIONE PER ALTRI. IL PRIMO MI PROVOCA TRISTEZZA E LA SECONDA FORTE DESIDERIO CHE SIA SEMPRE FATTA AMMODINO MA NON MI SOGNEREI MAI DI NEGARLA A CHICHESSIA.
APPOGGIO L'USO DI VACCINI E DI QUALSIASI FARMACO NECESSARIO. I COMPLOTTI DI BIGPHARMA ESISTONO SOLO IN QUELLA PARTE DEL VOSTRO CERVELLO CHE HA IMPATTATO COL PAVIMENTO QUANDO SIETE CADUTI DAL SEGGIOLONE DA PICCOLI.
LGBTQIA+ -> PARI DIRITTI SOTTO OGNI ASPETTO, QUINDI MATRIMONIO, ADOZIONE E QUALSIASI FARMACO O TRATTAMENTO MEDICO NECESSARIO.
SUBITO LIBERALIZZAZIONE DI OGNI DERIVATO DELLA CANNABIS, RAZZA DI MANIPOLATORI IGNORANTI E IN MALA FEDE.
EUTANASIA LEGALIZZATA PER CHI NE FACCIA RICHIESTA, OVVIAMENTE DOPO VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE.
VEDIAMO DI IMBOCCARE LA STRADA CHE PORTI AD ABBANDONARE LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE PERCHE' SE PER ORA E' IMPOSSIBILE FARNE A MENO, IL NOSTRO BENESSERE NON PUO' DIPENDERE DAL SACRIFICIO DI ALTRI ESSERI.
IDEM PER IL CONSUMO DI CARNE, QUINDI SUBITO CARNE COLTIVATA SUL MERCATO E TACCIANO I MANIPOLATORI IGNORANTI IN MALA FEDE.
CHI USA LA PAROLA 'RAZZA' O 'SOSTITUZIONE' NON VERRA' MANDATO AFFANCULO SOLO SE SI RIFERISCE ALLA DASYATIS PASTINACA O VUOLE FARE UN RESO DI AMAZON.
ABBIAMO APPARECCHIATURE CHE TAGLIANO E CUCIONO IL DNA, QUINDI POSSIAMO RIUSCIRE A DOTARE OBBLIGATORIAMENTE OGNI AUTOVEICOLO DI LIMITATORE DI VELOCITA' COL GPS CHE RICONOSCE I LIMITI PER AREA GEOGRAFICA (vabbe'... sono andato nella fantascienza).
NIENTE SCUOLE PARITARIE O SANITA' PRIVATA, SPOSTAMENTO VERSO ALTRI OSPEDALI DEGLI OBIETTORI DI COSCIENZA DAI REPARTI IN AFFANNO (LO DICE LA LEGGE 194), ORA DI RELIGIONE SOSTITUITA DA ORA DI EDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA, FORNITURA GRATUITA DI ASSORBENTI E CONDOM, SEMAFORO GRAFICO SU TUTTI GLI ALIMENTI CONFEZIONATI PER INDICARNE LA SALUBRITA', SOLO PAGAMENTI ELETTRONICI E I VECCHI IMPARERANNO O SI FARANNO AIUTARE, ETICHETTE MINACCIOSE SU OGNI ALCOLICO E ROGO IN PIAZZA PER CHI USA LA FRASE 'IL MADE IN ITALY'.
Questa lista è sicuramente parziale e magari non condivisibile da tutti.
Se non siete d'accordo e volete argomentare, ne sarò più che felice e di sicuro non userò gli stessi toni iperbolici della lista (a patto che contraccambiate).
Se siete in così completo disaccordo da rasentare l'insulto, vi prego di non perdere tempo perché vi bloccherei senza darvi spazio per starnazzare, quindi avviatevi sereni per la vostra strada che ora e qua si separa dalla mia.
Grazie del vostro prezioso e mai sufficiente tempo.
CHE FANNO D'ESTATE I MARANZA NON ANCORA MARANZA? di Gemma Romano
Premessa: questo è un articolo de Il Post e io sono abbonato, quindi non so se sarà visibile nel link sottostante ma nel dubbio lo riporterò per intero perché merita e magari può servire da sprone a chi volesse contribuire con un abbonamento a un'informazione decisamente meno populista, superficiale e click/ragebait di quella che si trova in giro.
Un'ultima cosa: io l'ho letto sullo smartphone domenica mattina al mercato di Traversetolo e per retaggio del patriarcato ho provato vergogna che la gent mi vedesse con le lacrime agli occhi...
Se le persone giovani le prendiamo a calci nel culo per insegnare loro il rispetto, i calci nel culo saranno l'unica cosa che si ricorderanno di noi.
Ogni anno le vacanze inghiottiscono la bellezza e l’autostima lentamente costruite a scuola. A giugno gli dici: “Fai il bravo, eh. Ti aspett
Un maranza non ancora maranza, una volta, mi ha detto che l’unico sogno che aveva era diventare ricco, ma quando gli ho chiesto cosa volesse fare coi soldi non ha saputo rispondere. Il giorno dopo ho portato a scuola un chilo di monete di cioccolato della Lidl e ne davo una a chi rispondeva giusto alle domande di storia. La lezione si è trasformata in una specie di riffa dove hanno sbancato lui e un altro paio di maranza non ancora maranza che forse avevano ascoltato più lezioni di quanto io avessi immaginato.
Con la bocca sporca di cioccolato e le mani piene di carta d’alluminio dorata mi hanno detto che tra i soldi veri e quelli al fondente preferivano quelli al fondente.
I maranza non ancora maranza partecipano ai percorsi di orientamento ma non capiscono niente perché non si interrogano mai su loro stessi. Possono accedere allo sportello psicologico scolastico ma non sanno che farsene perché non sanno spiegare i sentimenti. Se gli chiedi cosa vogliono diventare da grandi ti rispondono che vogliono «fare il business» ma non sanno cosa sia la finanza: se lo scoprissero si iscriverebbero a economia e forse sarebbero eccellenti manager, ma ci vorrebbe qualcuno che creda in loro così fermamente da insegnargli forte la matematica. Invece noi spesso li promuoviamo col minimo, perché ci mancano il sostegno, la mediazione culturale, i tempi e gli spazi per aiutarli a migliorare davvero e alla fine loro a fare finanza non ci vanno. Alcuni faranno “il business” con le droghe, ed è un peccato perché molti sarebbero eccellenti in giacca e cravatta a Wall Street.
I maranza non ancora maranza hanno il mito un po’ fuori moda della forza fisica. Si emozionano per Muhammad Ali e Primo Carnera se saltano fuori in qualche lettura o lezione. Laddove c’è un ragazzino di alto livello socioeconomico che cerca di assomigliare a Timothée Chalamet, c’è un quasi maranza che crede nella forza muscolare, che tira i pugni al muro se si arrabbia e che non piange mai, neanche se un professore (sì, un professore) gli dice “suino” per offenderlo proprio dove sa di far male.
Molte persone, a scuola e fuori da scuola, si sentono legittimate a insultare i maranza quando non sono ancora maranza. Perché fiutano la loro futura maranzità, si sentono paladini della gente perbene, credono che le mele possano essere marce anche se sono ancora attaccate all’albero, acerbe.
Dai quasi maranza impariamo tutti i giorni l’arte di rassegnarsi alla sconfitta, l’arte dell’odio impotente davanti all’offesa.
A volte penso che quando i maranza prenderanno a calci degli innocenti nei sottopassi della metropolitana immagineranno di prendere a calci quel padrone di casa che li aveva sfrattati da piccoli e aveva umiliato il loro padre, quell’insegnante che gli ha detto «chiamo i carabinieri e faccio arrestare la tua famiglia» o il compagno ricco che aveva provato a vendergli per vera una cintura finta di Gucci quando aveva dodici anni. Il maranza non si fa più fregare come quando era ragazzo, crede di riscattare la violenza subita diventando lui stesso un violento.
Una volta ho fatto vedere a un gruppo di non ancora maranza la famosa foto di Zanardi che alza la handbike: li ho osservati commuoversi di nascosto, credo non immaginassero che delle braccia di pietra potessero risultare virili anche senza essere violente. I maranza non ancora maranza amano la bellezza, nel senso che vogliono essere belli con una schiettezza ammirevole, ma non sanno cosa sia la vera bellezza se nessuno li aiuta a vederla. Quella volta della foto della handbike ho detto a un paio di loro di cercare di diventare belli come era bello Zanardi: loro non hanno deriso i suoi moncherini, mi hanno detto che la cosa più bella di lui, in foto e in video, erano gli occhi.
Il quasi maranza è estremo nei sentimenti come saranno estremi i gesti di violenza che compirà da grande, a undici anni conosce la dinamica della lotta fra Titani, scrive che «sapersi rialzare dalle difficoltà non vuol dire solo avere una nuova possibilità nella vita, ma è come avere completamente una nuova vita», portando a estreme conseguenze l’idea della fenice che brucia e risorge.
Peccato che queste cose le scriva su un foglio storto, senza accento sulla e, senza doppie e con una grafia da prima alfabetizzazione, per cui a volte trova insegnanti che gli mettono 4 e gli dicono che non importano tutte quelle belle idee che ha scopiazzato in giro, l’importante è la forma e lui in italiano non sarà mai bravo.
I quasi maranza non indietreggiano mai davanti a parole dure come “epidemia”, “guerra”, “sangue”, “sacrificio”. Dove i ragazzini della classe tentennano c’è sempre un maranza non ancora maranza che si fa avanti. Se un compagno vomita non hanno schifo e gli tengono la fronte, se qualcuno sanguina lo tamponano, se ci sono risse intervengono e dividono i due litiganti. Certo: vomitano, sanguinano e picchiano forte anche loro, ma a volte penso a come sarebbero bravi nella corsia di un triage o nell’intervento d’emergenza della Protezione civile o dei pompieri, se solo sapessero come fare per diventare uno di loro, se venissero guidati in quella direzione.
Il fatto è che il maranza non ancora maranza non lo difende mai nessuno, eppure anche lui è poco più di un bambino. In un mondo in cui i genitori sono iperaccudenti, presenti fino alla nausea, pronti a difendere i propri figli oltre l’indifendibile, i maranza hanno padri e madri che li picchiano ancora, a volte forte. Per il padre del quasi maranza il figlio ha sempre torto, tranne quando viene chiamato in causa lui, in quanto padre: in quel caso abbiamo torto noi.
Il quasi maranza non si confida coi genitori, mai. Se subisce un maltrattamento, se un docente o un compagno lo minacciano in malo modo e senza rispetto, lui si farà giustizia da solo passando dalla parte del torto automaticamente. Del resto il non ancora maranza non è un santo e sa di avere già sulla coscienza un certo numero di marachelle o di piccoli reati, ma sa anche che nessuno a casa o a scuola lo ascolterà mai se dovesse avere un problema: lo pesteranno o lo puniranno.
Il maranza non ancora maranza impara che deve fregare sempre tutti, compreso sé stesso.
Per questo motivo spesso diventa un seguace del delinquente più forte del quartiere: perché ha paura, non può contare su nessuno, ma da qualcuno bisogna pur farsi difendere – e questo a volte i non ancora maranza lo dicono chiaramente. Implorano protezione da delinquenti più grossi di loro e per averla tormentano i delinquenti più piccoli generando in certi quartieri la stessa dinamica della catena alimentare della giungla. I ragazzi più grandi, che hanno già completato il percorso di formazione da maranza, allevano i piccoli a sopraffazioni perché vogliono farli abituare alla durezza della vita.
Al parco il cugino ventenne tira la palla sempre più forte in faccia a quello di undici anni perché vuole che reagisca, e quando il piccolino gli salta addosso e lo morde fino al sangue si complimenta con lui e gli stringe la mano. Anche per questo motivo il maranzino non si fida mai delle figure educative maschili, a meno che non abbiano un particolare appeal e una formazione pedagogica tale da riuscire a entrare in relazione con lui.
In compenso, spesso, il quasi maranza si affida volentieri alle donne. Alcuni di loro un giorno forse saranno stupratori, efferati e sotto effetto di sostanze, ma non saranno mai incel. Anche se il maranza non ancora maranza in futuro userà e offenderà la donna, non credo che la odierà mai, perché la sua metafisica da bambino è sempre infiammata dal desueto culto per la Mamma e per la divinità affine, la Sorella Maggiore.
Uno, una volta, mi ha consegnato un antico detto beduino: «Al padre devi baciare le mani, ma alla madre devi baciare i piedi, perché davanti alla madre tutti ci dobbiamo inginocchiare, per il suo continuo soffrire». Un giorno ne avevo in classe uno già sotto effetto di bevande alla taurina, che sono a mio parere la più grande piaga non riconosciuta degli ultimi anni per quanto riguarda le dipendenze degli adolescenti. Ne aveva bevute diverse a digiuno, era fuori di sé e mi stava disfando la classe, la lezione e i nervi. A un certo punto gli ho detto a bassa voce che le attività preparate per lui erano come il pranzo che gli prepara la mamma e lui col suo comportamento lo stava calpestando invece che mangiarlo. Lui si è commosso e si è sedato da solo. Quel giorno ho capito che chiedere «che cosa penserebbe tua madre di quello che stai facendo?» funziona più della minaccia di una nota o di un arresto.
Del resto per il quasi maranza le note, le sospensioni, la bocciatura sono come trofei, ma non perché voglia crearsi un mito da bello e maledetto: per lui ricevere sospensioni, bocciature e note è la conferma di esistere.
La metafisica del maranza consiste nel suo fallimento: è già certo che verrà bocciato e punito, sa di non sapere bene l’italiano, sa di non essere ben vestito, sa che la maggior parte della gente che incontrerà lo disprezzerà prima ancora che cominci a delinquere. Quindi delinque.
Ogni anno l’estate inghiottisce il non ancora maranza come una lunga notte, e probabilmente azzera la bellezza, la stima, il tentativo, l’affetto, il lento costruire che abbiamo praticato a scuola per nove mesi.
Chissà se ora lo incontreremo cambiato, se la sua metafisica sarà già irraggiungibile e schiacciata da profumi Dubai, bibite Monster e dal primo coltello nascosto in tasca.
Chissà cosa avrà visto nei giorni estivi in città, che sono stati feroci come se lo avessimo abbandonato in un deserto.
Quando avevo salutato a giugno quello delle monete di cioccolato, gli avevo detto l’unica frase che riesco a dire, quella che uso sempre per evitare di essere troppo sentimentale, di farmi prendere dall’affetto, dallo sconcerto: «Fai il bravo, eh. Ti aspetto».
I maranza non ancora maranza, a volte, non lo diventano.
Non puoi sfuggire alla vita nemmeno nel più tetro dei sotterranei e per quanto essa faccia meno rumore della morte, il suo canto è invero più duraturo.
Vi siete mai chiesti quale sia la percentuale di persone stronze che avete attorno dopo la quale deve sorgere il dubbio che in realtà la persona stronza siete voi?
ma qualche tempo fa, durante una delle tante discussioni parlamentari della proposta di legge sul Fine Vita presero la parola due gruppi di avvocati che rappresentavano, rispettivamente, i malati che avrebbero giovato di una LEGGE sul Fine Vita e i malati terminali che invece SI OPPONEVANO UNA LEGGE SUL FINE VITA.
Uno dice, ok mi spiace... muori quando il tuo signore cristiddio triangolocchio ti vorrà al suo fianco, d'altra parte se vuoi soffrire pure questa è una tua scelta di autodeterminazione E INVECE NO
Questi malati si sono rivolti a degli avvocati perché se fosse passata una legge sul fine vita - e qua, invece, cito testualmente perché ho un'area del cervello coi neuroni bruciati a formare le seguenti parole - LORO SAREBBERO POTUTI CADERE IN TENTAZIONE E USARE QUELLA SCORCIATOIA.
Io capisco che a leggere fin da bambini le Allegre Vite dei Santi uno pensa che il masochirio (masochismo+martirio) sia una scelta fortificante lo spirito - almeno finché le metastasi non raggiungono le ossa - però porcamadonna asserpentata a sonagli è un po' come essere durante un'epidemia di dissenteria esplosiva ma tutte le porte dei bagni sono inchiodate perché io ho paura di cader dentro al water.
Com'è che diceva? Ah, sì... io dico che la parte migliore dello schizzo da cui sei nato è colata tra le chiappe di tua madre ed ha macchiato il materasso.
Quando non sto bene e riesco a ritagliarmi quei dieci secondi senza che nessuno si uccida con l'asta di una flebo, allora chiudo gli occhi, appoggio le dita sulle tempie, il palmo delle mani sulle orecchie e dopo aver chinato il capo comincio ad ascoltare il ritmo del respiro che riverbera avvolgente nel cranio.
Quando mi sono calmato, senza più alcun rumore dall'esterno, richiamo il primo
Subito davanti a me compare una montagna di ossa sbiancate che brillano chiare alla luce di una luna non presente in cielo.
La montagna è enorme ma improvvisamente le ossa non sono più e sembrano perdere la loro interezza, cominciano a sfaldarsi e pian piano a trasformarsi in polvere.
Allora so che è il momento di richiamare il secondo
e il sibilo del taglio del creato spazza via il monte di ossa sbriciolate, dissolvendone ogni granello.
E infine so che là nella rilucente oscurità non più coperta c'è il terzo
La sagoma scura di una persona china sembra racchiudere nel petto una brace ardente che pulsa a un ritmo scandito dal mio respiro.
Quello sono io nell'attesa che non si conclude mai.
Quello è il mio cuore che rimane, quella è la mia anima in attesa.
Quello è
ZANSHIN
La mente che non si dissolve al compimento dell'azione ma resta pronta ad agire nell'eterno presente del gesto.
Dopodiché allontano le mani dalla testa, apro gli occhi, controllo che nessuno si sia ucciso con l'asta di una flebo e ritorno a essere nell'attesa della volta successiva.
I nostri bisnonni sono stati sfruttati come immigrati...
L'omosessualità esiste anche in natura tra gli animali...
Immagina che succeda alle tue figlie...
Il cambiamento climatico ci farà diventari immigrati nel nord del pianeta...
perdonatemi ma
Non ho bisogno della biologia per motivare una scelta di autodeterminazione affettiva.
Non devo soffrire io o le persone a me care per capire che un qualcosa genera dolore ad altri esseri viventi.
Non ho bisogno di avere paura di una cosa per sapere che è ingiusta.
Ma soprattutto
Io non voto sicurezza e disciplina (cit.) perché qualcuno fa leva su un terrore indotto... quello, purtroppo, lo lascio fare e accadere agli stupidi analfabeti affettivi e funzionali che vogliono soluzioni semplici a problemi complessi, individui che desiderano l'uomo forte in divisa che baratti le loro vere libertà con l'illusione di avere un qualche controllo sulla propria misera vite strisciata nel sopravvivere quotidiano.
Tra un anno la sinistra perderà ancora la possibilità di governare perché qualcuno a destra ha capito quel che intendeva Seneca e cioè che la paura ha sempre più argomentazioni della speranza.
Siamo arrivati al punto che se per la crisi energetica qualcuno dovesse proporre una centrale termo-elettrica alimentata a orfani, la Schlein e Conte litigherebbero se prima di bruciarli sarebbe più giusto sedarli con del valium o dargli una botta in testa.
Facciamo così: sono molto arrabbiato ma è un sentimento di nessuna utilità perché fine a se stesso, quindi per evitare di litigare con qualcuno partirò dal mio dolore per riconoscere quello degli altri e ripartire da lì.
Quando non sto bene e riesco a ritagliarmi quei dieci secondi senza che nessuno si uccida con l'asta di una flebo, allora chiudo gli occhi, appoggio le dita sulle tempie, il palmo delle mani sulle orecchie e dopo aver chinato il capo comincio ad ascoltare il ritmo del respiro che riverbera avvolgente nel cranio.
Quando mi sono calmato, senza più alcun rumore dall'esterno, richiamo il primo
Subito davanti a me compare una montagna di ossa sbiancate che brillano chiare alla luce di una luna non presente in cielo.
La montagna è enorme ma improvvisamente le ossa non sono più e sembrano perdere la loro interezza, cominciano a sfaldarsi e pian piano a trasformarsi in polvere.
Allora so che è il momento di richiamare il secondo
e il sibilo del taglio del creato spazza via il monte di ossa sbriciolate, dissolvendone ogni granello.
E infine so che là nella rilucente oscurità non più coperta c'è il terzo
La sagoma scura di una persona china sembra racchiudere nel petto una brace ardente che pulsa a un ritmo scandito dal mio respiro.
Quello sono io nell'attesa che non si conclude mai.
Quello è il mio cuore che rimane, quella è la mia anima in attesa.
Quello è
ZANSHIN
La mente che non si dissolve al compimento dell'azione ma resta pronta ad agire nell'eterno presente del gesto.
Dopodiché allontano le mani dalla testa, apro gli occhi, controllo che nessuno si sia ucciso con l'asta di una flebo e ritorno a essere nell'attesa della volta successiva.
Se vi capita di vedere una sacca da catetere con urine come quelle della mia paziente, sappiate che nessuno ha bevuto del tracciante da cantiere ma si tratta di PUBS cioè Purple Urine Bag Syndrome.
La spiegazione è legata a una reazione chimica e batterica molto divertente e per nulla allarmante.
Il processo parte dall'alimentazione e dalla digestione del triptofano (un amminoacido) che viene convertito dall'intestino in una sostanza chiamata indicano, eliminata poi con le urine in modo 'invisibile'.
In presenza di una colonizzazione o un'infezione delle vie urinarie - molto comune nei pazienti con catetere a dimora - alcuni batteri producono specifici enzimi capaci di scindere l'indicano.
Questa reazione produce due pigmenti distinti: l'indaco (di colore blu) e l'indirubina (di colore rosso). Quando questi pigmenti si miscelano e reagiscono con la plastica del tubo e della sacca di drenaggio, assumono questa tipica sfumatura violacea o porpora.
Venerdì sera ero con @kon-igi a chiacchierare. Nel discorrere del più e del meno si cercava di ricordare a quando risalga l'ultimo meetup di Tumblr, pare siano passati almeno 10 anni.
E se se ne organizzasse uno? Se trovassimo una data nei prossimi mesi non troppo lontana da essere a ridosso dell'inverno, né troppo vicina per permetterci di organizzarci con le nostre incasinatissime vite?
Ritorno sulla morte di Abderrahim Fakir mentre veniva contenuto a terra da due poliziotti ma parlando di qualcosa da me più conosciuto.
Il titolo è emblematico.
Quante volte un'episodio di 'disturbo alla quiete pubblica' è stato correlato o addirittura derubricato a uno stato di ubriachezza molesta?
Per carità, non mi interessano i numeri o le statistiche (cioè, servono però a valle del ragionamento, magari nei reblog) ma vi voglio parlare di una condizione medica molto particolare, popolarmente associata al consumo di alcolici...
IL DELIRIUM
Il delirium è una condizione medica organica acuta caratterizzata principalmente da una compromissione del livello di coscienza e dell'attenzione, ad esordio rapido e a decorso fluttuante.
Si tratta di una condizione PATOLOGICA che può anche nascondere un'intossicazione da etanolo o da sostenze stupefacenti ma che molte volte si manifesta con LA SLATENTIZZAZIONE DI PATOLOGIE PSICHIATRICHE NASCOSTE dovute a un evento scatenante.
Ne esistono tre manifestazioni:
Iperattivo: Il paziente è agitato, irrequieto, aggressivo o allucinato (l'agitazione psicomotoria è il sintomo guida).
Ipoattivo: Il paziente è letargico, apatico, sonnolento e rallentato. Questa forma è spesso più insidiosa perché viene scambiata per depressione o stanchezza.
Misto: Il paziente oscilla rapidamente tra ipoattività ed iperattività nell'arco della stessa giornata.
CHIUNQUE può manifestare delirium se si combinano i giusti fattori predisponenti... ho visto persone andare in delirium per un'iniezione di Plasil/metoclopramide (sì, quello per il vomito... non è esattamente un farmaco da banco), per un'infezione urinaria o, semplicemente, per uno stato di disadratazione acuta.
Oltretutto, è molto difficile distinguere tra:
AGITAZIONE PSICO-MOTORIA che è un sintomo, non per forza legato a qualcosa di patologico
DELIRIUM che è una condizione di squilibrio organico
MANIFESTAZIONE PSICOTICA ACUTA che è il palesarsi di una patologia psichiatrica definita, pre-esistente e strutturata.
Il grosso problema - a mio umile avviso - è proprio come vengono trattati questi episodi.
Se una persona telefona al 112 (numero di emergenza nazionale) e dice 'C'è un marocchino ubriaco che urla e spacca cose', non sempre l'operatore ha il modo, l'accortezza o, anche, la preparazione per riconoscere un probabile delirium o una potenziale crisi psicotica e insieme alle forze dell'ordine al massimo ti manda un ambulanza con equipaggio laico cioè senza specifica formazione sanitaria (come infermiere/medico).
Questi volontari (sono volontari che fanno tutt'altro nella vita) NON POSSONO INTERVENIRE IN MODO APPROFONDITO E SPECIFICO, al massimo immobilizzano un arto fratturato o posizionano il paziente su una barella spinale ma non possono reperire accessi venosi o somministrare farmaci.
Significa che le forze dell'ordine devono trattare la persona in stato di agitazione psicomotoria senza poter sapere se hanno davanti un caso di delirium o di crisi psicotica...
Né loro né l'equipaggio dell'ambulanza.
E questo significa che in assenza di un equipaggio avanzato (medico e infermiere... quella che comunemente è chiamata 'automedica') la realtà è una e terribilemente semplice: qualsiasi tipo di manovra è a rischio morte del soggetto. Punto.
QUANTO sia a rischio morte purtroppo nessuno lo può sapere perché con quel tipo di intervento NON C'E' NESSUNO DI QUALIFICATO che lo possa valutare e infatti parte della discussione riguarda le presunte linee guida per immobilizzare soggetti a terra e il fatto che presumibilmente sembra siano state disattese. Attendiamo le indagini.
Si ammette che il rischio esiste e allora in modo del tutto personale mi permetto di dire due o tre cose, che valgono di massima e che devono essere adattate al contesto.
Se vedete 'un marocchino ubriaco' che urla e dà calci a cose, prendete in considerazione l'idea che possa non stare bene e ciò che direte nella telefonata al 112 possa fare la differenza sul tipo di intervento professionale.
Vero che medici e infermieri del 118 sono 'preziosi' ma in modo molto semplice se ci fossero stati loro molto probabilmente Abderrahim Fakir non sarebbe morto e non perché lo avrebbero rianimato ma proprio perché il contenimento sarebbe stato differente e meno traumatico.
Senza entrare troppo nello specifico per motivi di riservatezza, mia figlia piccola ha fatto il tirocinio in un reparto psichiatrico considerato d'urgenza e la differenza tra i TSO gestiti fin da subito da personale sanitario e quelli gestiti da altri sono proprio le condizioni in cui arrivano i pazienti.
Concludo in modo sintetico con invito comune all'approfondimento: non possiamo trattare potenziali pazienti psichiatrici come se fossero semplici delinquenti da immobilizzare e, magari, da rinchuidere in un carcere dove ti danno una compressa di tavor ma solo se qualcuno trova le chiavi dell'infermeria. E poi il giorno dopo trovarli appesi ma tanto era solo un marocchino ubriaco che urlava e spaccava cose.
Questa situazione mi ricorda una barzelletta che raccontavamo alle elementari: Perché Pierino da grande vuole fare il boscaiolo? Così si fa le motoseghe.
A casa Kon-igi le motoseghe si rompono e allora si deve fare tutto a mano... no, cioè... è venuta fuori malissimo... ok, ci siamo capiti 🥲
Ora credo mi tirerò addosso tanta di quella merda, che mi chiederò poi chi me l'avrà fatto fare.
Sapete tutti che sono amico delle guardie. Lo sono, ci lavoro, ci esco, le ho come amiche. Ma conoscete anche la mia onestà intellettuale di fronte alle ingiustizie. Se un collega fa una cazzata, è giusto che paghi, punto. Perché le cazzate mettono in cattiva luce l'operato di migliaia di colleghi, che di fesserie non ne fanno e poi è giusto così. Non siamo al di sopra della legge, semmai facciamo si che venga rispettata. In primis da noi, proprio perché indossiamo una divisa e su questo non ci piove.
Ho fatto questa premessa, perché confido nella vostra di onestà intellettuale e quindi spero ci sarà un confronto civile e costruttivo, come piace a me e sicuramente anche a voi.
La mia vuole essere una semplice analisi tecnica, per dare a chi la posizione l'ha già presa, una prospettiva differente su cui ragionare.
Detto questo, passiamo alla disgrazia di oggi. La morte di Fakir a Bologna, durante un arresto eseguito da due agenti della Polizia di Stato. Ho visionato diverse volte la posizione degli operatori, come si muovevano, dove avevano ginocchia e gambe, cosa facevano e come lo facevano. Il primo, quello che tiene premuta la testa sul suolo, in realtà non sta premendo il collo come dicono tutti, ma sta attuando una manovra, che a molti farà incazzare, ma è giusto si faccia così. Per due ragioni:
Primo, bloccando la testa per terra, non si da la possibilità alla persona di fare altri movimenti, tenendola premuta per terra, ogni tipo di reazione viene annullata.
Secondo, certi soggetti molto agitati, danno volontariamente testate al suolo per infliggersi tagli ed ematomi al fine di denunciare l'operatore in seconda sede.
Ho effettuato molti arresti e so di cosa parlo, a volte, tenere con una mano la testa bloccata per terra, può sembrare un gesto violento, ma serve proprio per preservare l'incolumità della persona stessa.
Il ginocchio sulla spalla è un'altra tecnica che si utilizza per evitare il naturale movimento del braccio. Si crea una pressione all'altezza della scapola e con la propria mano si prende il braccio del soggetto e gli si fa compiere una rotazione verso la schiena, per avvicinare le due mani e poterle ammanettare.
Difatti l'altro operatore sta dietro di lui e sta cercando di prendere le mani della persona per poterle bloccare. In una sequenza, l'agente che sta dietro, da un colpo alla gamba del collega per fargliela spostare, per poter prendere la mano destra di Fakir. Le posizioni dei due poliziotti sono corrette e non vengono inflitti colpi inutili. Inoltre, c'è da notare la presenza di un cittadino, che sta aiutando gli agenti nell'operazione e i sanitari del 118 che osservano senza intervenire.
Possono sembrare elementi inutili, in realtà dicono molto, ma ci torneremo dopo.
Quindi niente arresto in stile Minneapolis, dove quel coglione che ha ucciso George Floyd, gli ha bloccato le vie respiratorie con un ginocchio sul collo, caricandosi con tutto il peso del corpo. In quell'evento, la colpa non è stata solo del coglione, ma anche degli altri colleghi che non hanno fatto nulla per fermarlo.
Nel video, si sente Fakir chiedere aiuto. Ora, in quasi tutti gli arresti che ho fatto io, le persone a terra gridavano e chiedevano aiuto. Dicevano che stavano morendo, che stavano per avere un malore, che non respiravano e cose così. Nonostante io non abbia mai poggiato il ginocchio sul collo di nessuno di questi. L'unica volta che ho provato a mollare la presa, per poco la persona non mi sgusciava dalle mani per scappare. Da quella volta, tenuti ben stretti finché le manette non facevano click. E tra tutti i miei arrestati, non ce n'è stato uno che sia finito in ospedale o per il quale sia stato necessario l'intervento del 118. E parliamo di situazioni ben più incasinate e difficili di quelle del video di Bologna.
Sono metodi che un operatore conosce bene e servono ad uno scopo e uno solamente, divincolarsi e fuggire. L'arresto lo dice la parola stessa, è un metodo coercitivo che sottrae la libertà ad una persona. Non c'è una maniera elegante o meno invasiva, se la persona non è collaborativa, come in questo caso, si passa per le maniere forti. E questa volta è andata nel peggiore dei modi.
C'è un ma. Fakir ora sarà sottoposto ad autopsia e solamente dopo questo accertamento, si saprà se è morto per una cazzata commessa dai poliziotti oppure per un malore. Fino a quel momento, etichettare gli operatori come assassini, la reputo un'immensa stronzata. Poi ovvio, che se verranno reputati colpevoli, io sarò il primo a volerne la condanna, ma ci mancherebbe altro aggiungo.
Altro elemento da prendere in considerazione. La pattuglia è intervenuta in quanto inviata su segnalazione. Non l'hanno trovato per strada e gli sono saltati addosso così, per passare il tempo. Fakir non stava mettendo a repentaglio la vita di nessuno, non era un potenziale assassino ed evidentemente non stava facendo nulla che richiedesse l'extrema ratio del Taser o peggio ancora, dell'arma da fuoco. Per questo l'hanno immobilizzato e se c'era un cittadino ad aiutarli, evidentemente qualcosa la stava combinando.
In tutto ciò, l'unica cosa che gira il cazzo è che sia morta una persona. Però un conto è una disgrazia, perché lo è a tutti gli effetti e vi posso garantire che nessuno di noi esce con l'intento di uccidere qualcuno. Anche perché sappiamo, che oltre al risvolto umano, la nostra carriera morirebbe li con la persona fermata.
Un'altra è dare degli assassini ai due agenti, senza sapere come sono andate effettivamente le cose.
Lo so che qui dentro siete quasi tutti, ho detto quasi, parecchio incazzati con chi indossa una divisa, ma io seguo da anni molti di voi e molti di voi seguono me. Ce la ridiamo e scherziamo su tante cose, nonostante abbiamo mentalità e modi differenti di interpretare il mondo e la vita, ma siamo qui da anni, ci vogliamo bene e ci rispettiamo.
Solo che quell'arresto poteva capitare a Milano e la mano sulla testa di un altro Fakir poteva essere la mia e a quest'ora potevamo piangere la morte di un'altra persona ed io essere indagato per omicidio colposo.
Provate a fare come faccio io. Non fate come la maggior parte delle persone. Attendete sviluppi e se proprio volete avere delucidazioni e farvi un idea più strutturata, chiedete a chi conosce meglio l'argomento. Non me la sono fatta io l'idea su questo caso, che di persone dentro ne ho portate un bel po', non fatevela voi. Semmai parliamone, cercando di tenere i toni tranquilli. Magari sarò io ad imparare qualcosa da voi!
Aldilà dei penosi ma troppo frequenti schieramenti dicotomici (assassini/sempre innocenti) il grosso problema sono i pessimi esempi che in tanti anni abbiamo avuto e che sono venuti fuori non certo perché i colleghi hanno denunciato le cosiddette mele marce o perché si è voluto fare subito chiarezza.
Tutt'altro.
Voglio pensare che Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini, Giuseppe Uva, Davide Bifolco, Aldo Bianzino, Gabriele Sandri siano terribili eccezioni ai numerosissimi fermi che ogni anno vengono posti in essere dalle forze dell'ordine in modo ineccepibile e legale ma poi vedi la difesa A PRESCINDERE da parte dei sindacati di polizia e di certi politici, la volontà nemmeno troppo nascosta di rendere il singolo agente INIDENTIFICABILE (scordando che le condotte penali sono sempre personali) e il sottile serpeggiare tra le persone comuni di un certo compiacimento crudele à la trump quando finalmente viene visto 'usare il pugno di ferro verso la feccia della società'.
Io non urlo ASSASSINI! a prescindere ma sarà il venticinquennale del G8 di Genova, quando vedo degli appartenenti alle forze dell'ordine immobilizzare qualcuno con la forza, io non mi sento bene e faccio molta fatica a riordinare i pensieri.