L'infelicità
Qual'é il senso della vita se non la ricerca della felicità eterna?
Ognuno di noi, preso singolarmente, sogna di vivere una vita agiata senza problemi né noie, di avere un bel futuro e di invecchiare sentendosi realizzato.
Ma è possibile questo? Come può essere possibile la completa realizzazione di se stessi se in ogni momento della nostra giornata noi pensiamo solamente a renderci felici?
Come possiamo pensare di arrivare alla fine della vita sereni e tranquilli se abbiamo paura costantemente di avere un attimo di infelicità?
Moriremo... Questa è una verità inconfutabile, siamo destinati alla morte e alla distruzione, ma allora perché dobbiamo avere una completa e perenne insoddisfazione di noi stessi?
Perché non ci godiamo quello che abbiamo (che è anch'esso limitato) e non lo sfruttiamo al meglio fino alla fine?
Le risposte sono tante, profonde o meno. Ognuno ha qualcosa da dire, di differente, ma nessuno ha mai la risposta.
Perciò, a questo punto, la morte è terribile e fa paura soltanto perché è la rappresentazione della fine della ricerca della felicità eterna.
Mi immagino allora un futuro idilliaco e impossibile in cui si scopre che dopo la morte si raggiunge la felicità e il piacere eterno... Cosa succederebbe alle persone ancora in vita?
Io spero che questa domanda non avrà mai risposta perchè altrimenti questo darebbe il via alla decadenza finale di questo mondo.Inoltre sono un sostenitore del pensiero singolare di Leopardi. Lui sostiene che l'immaginazione e la ricerca del piacere sia più appagante che il piacerei stesso.
Io preferisco vivere una vita immaginando di trovare una felicità eterna che morire senza averci mai pensato... Perché chissà... Magari la felicità eterna non è come quella che ci aspettiamo...














