E io mi domandai, rispetto al presente, quanto vasto fosse, quanto profondo fosse, quanto fosse mio.

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@pensierispettinati
E io mi domandai, rispetto al presente, quanto vasto fosse, quanto profondo fosse, quanto fosse mio.
Contadini sventolano le falci, Portella delle Ginestre, 1977
Fotografia di Letizia Battaglia
© Archivio Letizia Battaglia
Migrant Mother è una fotografia scattata nel 1936 a Nipomo, California, dalla fotografa americana Dorothea Lange.
“La macchina fotografica è uno strumento che insegna alle persone come vedere senza macchina fotografica”.
(Dorothea Lange)
Le persone migliori possiedono sensibilità per la bellezza, il coraggio di rischiare, il rigore di dire la verità, la capacità di sacrificio. Ironia della sorte, le loro virtù le rendono vulnerabili; sono spesso ferite, talvolta distrutte.
(Ernest Hemingway)
Mi tormentava, allora, anche un’altra circostanza: il fatto che nessuno mi somigliava e io non somigliavo a nessuno. “Io sono solo, e loro sono tutti”, pensavo, e mi mettevo a riflettere.
(F. M. Dostoevskij, Memorie del sottosuolo)
Che abbiamo vissuto, / che abbiamo toccato le strade coi piedi, / che andavamo allegri, / non lo saprà nessuno. / Che abbiamo guardato il mare / dai finestrini dei treni, / che abbiamo respirato / l’aria che si posa / sulle sedie dei bar, / non lo saprà nessuno. / Siamo stati / sulla terrazza della vita / fintanto che sono arrivati gli altri.
(Nino Pedretti)
"Ci vogliono molti anni per diventare giovani, così come ci vuole molto talento per diventare vecchi senza diventare adulti".
(Pablo Picasso)
"Quando incontro la gente, che mi chiedono Come va? per un attimo ho la tentazione di dirglielo”.
(Paolo Nori, Bassotuba non c’è)
Personalmente, ho una serie di ossessioni a cui tento di dare voce: le relazioni fra uomini e donne, il motivo per cui spesso perdiamo le cose a cui teniamo di più, il cattivo uso delle nostre risorse interiori. Mi interessa molto anche la capacità di sopravvivenza, quello che la gente riesce a fare per risollevarsi quando è finita a terra.
(Raymond Carver, Niente trucchi da quattro soldi)
“Che cosa le è riuscito meglio nella vita?”
“Non mi è riuscito proprio un bel niente. Sono passata da un disastro all’altro. Diciamo che quel che mi è riuscito forse è resistere al disastro”.
(Fernanda Pivano)
Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali.
Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l’operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione.
Io credo che il nostro lavoro politico sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo.
Italo Calvino (15 ottobre 1923 – 19 settembre 1985)
A scuola dicevano: cerca di essere te stesso, ma se io non avessi cercato di essere un altro non avrei scritto niente.
(Luigi Malerba)
La stanchezza che proviamo non è tanto del lavoro accumulato, quanto di una quotidianità fatta di routine e di vuoto. Ciò che più stanca non è lavorare troppo. Ciò che più stanca è vivere poco. Ciò che veramente stanca è vivere senza sogni.
(Gabriel Garcia Marquez)
Fammi essere forte, / forte di sonno e di intelligenza / e forte di ossa e fibra; / fammi imparare, / attraverso questa disperazione, / a distribuirmi: / a sapere dove e a chi dare, / a riempire i brevi momenti / e le chiacchiere casuali / di quell’infuso speciale / di devozione e amore / che sono le nostre epifanie. / A non essere amara. / Risparmiamelo il finale, / quel finale acido citrico / aspro che scorre nelle vene / delle donne in gamba e sole.
(Sylvia Plath, Diari)
Sia chiaro, per saggezza intendo la capacità di agire in armonia coi miei errori preferiti.
(Ennio Flaiano)
[…] sarebbe un pezzo di teatro di successo.
Patrizia Cavalli (Todi, 17 aprile 1947 – Roma, 21 giugno 2022)
Il 4 giugno 1994 morì Massimo Troisi.
Alcuni giorni dopo al San Paolo ci fu un concerto. Pino Daniele salì sul palco per primo e disse “Sono passato a prendere Massimo a casa ma non l’ho trovato. Mi hanno detto che è già qui”.