L'ai mi trasformerà in un mendicante ma nel mentre posso realizzare ogni cazzata che mi viene in mente senza stare 8 ore a disegnarla male (che è male, a dire il vero)

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@ricogi
L'ai mi trasformerà in un mendicante ma nel mentre posso realizzare ogni cazzata che mi viene in mente senza stare 8 ore a disegnarla male (che è male, a dire il vero)
Io comunque mo ho capito perché i genitori spingono i figli a rifare gli stessi studi che hanno fatto loro. Tipo, finché mia figlia fa lo scientifico e poi lingue io sto tranquillo, magari certe robe di fisica posso buttarla sul "eh non si usa poi tanto nella vita", ci sarà qualche demente che ha scritto un libro sulla correlazione tra cosa pensiamo e che lingua parliamo che mi sfugge ma più o meno posso svangarmela e se mi muovo bene questa ci casca con tutte le scarpe e arriva alla laurea pensando che suo padre è un uomo di cultura normale. Invece metti che va a fare che ne so il perito elettronico, scienze agrarie, il classico, ecco alla prima materia che non c'ho confidenza che mi viene a dire "papà mi aiuti" io sono fottuto, capirà che suo padre è un demente che non sa nulla.
Un'altra ansia con cui convivere per prossimi 25 anni
Breve storia triste: nel 2013 volevo fare la tesi su questa canzone, il professore mi disse testualmente "Non si può, Bob Dylan non ha rilevanza letteraria"
Nel 2016 ha vinto il Nobel per la letteratura.
Che fantastica storia è la vita – In questo brano del 2003, Antonello Venditti completa la sua trasformazione da individuo a coscienza collettiva, elevandosi a entità post-umana capace di contenere infinite esperienze. Abbandonata ogni distinzione tra sé e l’altro, la voce narrante si fa portavoce di una moltitudine: ogni verso è una finestra su una vita assorbita, ogni nome evocato è un frammento di un’umanità inglobata in un’unica mente. Il brano richiama apertamente la mitologia dei Borg di Star Trek – una coscienza collettiva in cui l’identità personale si dissolve per alimentare un’intelligenza superiore. Venditti diviene un archivio bio-sintetico dell'umanità e la canta non come somma di individui, ma come un unico organismo narrante, in cui ogni storia è già stata vissuta, registrata e ricordata.
Pubblicata nel 1988, Ricordati di me rappresenta uno dei vertici concettuali dell’ossessione di Antonello Venditti per la fusione tra umano e macchina. All’apice di un periodo segnato da inquietudini esistenziali e fascinazioni tecnofuturiste, il brano si configura come un commiato struggente dell’autore alla propria umanità. Venditti, oramai sicuro della propria natura di Transformer, utilizza il linguaggio della ballata romantica per mascherare un testo che, sotto la superficie, narra la sua imminente conversione in cyborg. L'invocazione “ricordati di me, della mia pelle” assume così un significato quasi testamentario: la pelle, ultimo baluardo biologico, verrà sacrificata in nome dell’evoluzione artificiale. Ricordati di me è il canto di un uomo che abbraccia la macchina per sopravvivere al proprio tempo, ma chiede che non venga dimenticata la sua origine umana.
Alta Marea è un brano musicale di Antonello Venditti, composto durante il suo noto "periodo meccanico" a metà degli anni ’80, quando l’artista esplorava l’ibridazione tra identità umana e macchina. La canzone è scritta dal punto di vista di un veicolo – secondo alcune fonti, una berlina anni ’70 – che esprime un sentimento profondo e viscerale verso il proprio conducente. Il testo riflette la condizione esistenziale del mezzo, consapevole della propria dipendenza emotiva e funzionale dall’uomo che lo guida. In questo contesto, Alta Marea assume il significato di un’onda simbolica che travolge il veicolo con emozioni umane, un picco emotivo meccanizzato che segna il culmine dell’identificazione di Venditti con il concetto di macchina senziente. L’intero brano rientra nel corpus di opere influenzate dalla convinzione dell’autore di essere un’entità a metà tra uomo e veicolo, idea che caratterizza buona parte della sua produzione dell’epoca.
Ora che ho una lattante in casa mi rendo conto che nella storia dell'arte c'è un buco enorme non rappresentato: Gesù Bambino che caca il cazzo.
Ci sono miliardi di madonne col bambinello sereno in braccio che ti benedice e mai una madonna che fa fare il ruttino, un Gesù che tira una testata alla madonna dimenandosi, un bambinello col rigurgito che si sbratta tutta la tonaca e l'aureola...manco un fetentissimo Giuseppe che gira tutta Betlemme di notte per cercare una farmacia aperta che è finito il latte in polvere e non se ne sono accorti in tempo e il criaturo grida come un'aquila e rompe il cazzo. Zero.
Vergogna Umanità, vergogna.
Infante cerca di acceccare la madre di Gianpaolo Paturchi
Quando è nata, Diana dormiva un casino e io avevo un sacco di tempi morti che spendevo scrivendo stronzate su quella monnezza di Instagram ma che, in retrospettiva, erano più adatte a questo blog.
Yearly reminder: se una tipa sconosciuta vi inizia a scrivere su sto posto e vi invita in un'altra città a casa sua avete il 99% di chance di svegliarvi in una vasca senza un rene ma in quell'1% che resta potrebbe nascondersi la cosa più bella che abbiate mai vissuto.
Lei è nata martedì 3 e si chiama Diana.
Su FB scopro che la ex di un mio amico dell'università ha figliato con uno che veniva al mio liceo, e fino a qui dici tutto ok, solo che sti due sono nati e cresciuti in due regioni diverse e manco sapevo si conoscessero. Io in questo momento:
Ieri Camillina ha fatto 7 anni e io che sto mese ne faccio 30 più di lei posso accettare le rughe, un bel po' di capelli in meno, la pancetta, i vari "signore" e tante altre cose ma non il fatto che queste piccole palle di pelo che mi girano per casa continuino incessantemente a crescere così velocemente.
Idea del cazzo #21.546
Un sito chiamato "The Enzo Salvi archive" in cui è riportata tutta la filmografia dell'attore e per ciascun credito sono segnalati i timestamp col minutaggio preciso in cui viene pronunciata la frase "mammamia comme sto".
Anna Haifisch
La casa dei sogni di mia moglie funziona così: tu entri dalla porta, saluti il cane, posi le chiavi sul tavolino accanto, prendi il machete e inizi a farti strada nella foresta di rampicanti, fili di lucine, rami decorativi, lampadari fatti con corde di paglia a cui sono appese lampadine e cazzi vari finché non arrivi a un muro di un colore tra il verde e il blu che cambia colore ogni due giorni ricoperto di quadri con illustrazioni di segni zodiacali, tarocchi, soli e lune, stelle e robe così.
not now, im noticing the pattern
Io e quella piccola palla di pelo e psicosi che chiamo Ragoo bff ❤️
All'inizio volevo fare una roba profondamente irreale, poi ho cambiato idea 3 o 4 volte e bah, non lo so nemmeno io.