14.06.79 | Sala Grande, ora di pranzo
A seguito della diretta radiofonica di mezzogiorno, durante il pranzo si sono scaldati gli animi, in particolare quelli di Rubinia MacFusty che si è scagliata a male parole contro Heaven Hazaar e Cheryl Turner, riscuotendo l’appoggio di vari studenti presenti, compresa Tory Wynn, Liusaidh Campbell e Alexa Knox.
R | La mano che va alla tasca dei pantaloni, un gesto scattoso e di pura necessità per estrarre la bacchetta e puntarsela alla gola, la concentrazione ad amplificare le proprie parole è fomentata da una spasmodica necessità di farsi sentire ben oltre le ricerche storiche che stanno iniziando a snocciolare che la porta ringhiare un « Sonorùs » con l'intento di far rimbombare la propria voce, finanche a sovrastare la trasmissione stressa se fosse necessario e per quanto magari l'incantesimo potrebbe non funzionare saranno i polmoni a sopperire il coprire il discorso di dinastie e incroci incestuosi della storia babbana. « AH SI', R O B E R T S?! » ahia, perché lo sguardo correrebbe sul tavolo di Corvonero alla ricerca di quella testa bionda lì, che una volta ha definito 'bella persona sempre' « PROPRIO TU PARLI? » perché tocca giocare allo sputtanamento lei è pronta « SIETE PRONTI A VENDERVI IL COGNOME PER STAR SIMPATICI AD UN IMBECILLE CODARDO » ed un saluto alla giovane Pembroke, anche, sì.
D | Strabuzza gli occhi, chiude la bocca e infine poggia la forchetta prima di alzarsi in piedi in tutta la sua altezza, e attirare l’attenzione della scuola battendo due volte la mano sul tavolo. «SIGNORINA MCFUSTY!» richiama la sua attenzione, la fronte corrugata, gli occhi grigi che si fissano sulla ragazza e poi scorrono sul resto dei tavoli, per controllare le reazioni di tutti e cercando di valutare se sia il caso di estrarre o meno la bacchetta. «Ci siamo forse dimenticati in che luogo ci troviamo?» domanda, storcendo appena le labbra.
R | « VICEPRESIDE » a polmoni, senza più l'effetto del sonoro visto e considerato che la mano munita di bacchetta si è stesa in avanti, alla cieca, seguendo lo stendersi del braccio in un indicare, più che mirare « SIAMO IN UNA SCUOLA DI MAGIA » sfrontata, il mento alto e la schiena dritta, la mano che batte sul tavolo per sfogare rabbia, sì, ma anche abbandonare la bacchetta onde evitare che partano incantesimi random su qualche innocente. « TOGLIETEGLI I GUFO CHE NON SANNO UN BOLIDE DELLA NOSTRA STORIA » fa eco a TORY, in questo strabordante impeto separatista che ha temi completamente decentrati – eppure così similari – rispetto alla dicotomia purosangue/non-purosangue « PORTANO IN GLORIA UNO CHE VOLEVA LA MAGIA OSCURA QUI » e batte un piede « UNO CHE HA FATTO DIVISIONE TRA CHI HA MAGIA PER DIRITTO » di nascita, sì, indipendentemente dalle origini, siano queste note o meno « E MERLINO SOLO SA » le scoppia una vena adesso, tipo quella sul collo « QUANTO RIDICOLO SIA NASCONDERSI DIETRO UN TITOLO CHE SI DA' AD ABRAXAS E CRUP » e stringe i pugni « PER NASCONDERE LA MERDA DI ERUMPENT CHE C'HANNO NEL PETTO QUELLI CONVINTI DI QUESTE STRONZATE » e no, lei non si censura questa volta. Ruota, fronteggiando dal suo posto in piedi il vicepreside e, con lui, i docenti che occupano il loro seggio al tavolo delle autorità « SE NON QUI? DOVE? » è quasi un ruggito ora « SE NON ORA? QUANDO? »
D | «Ora calmatevi, e voglio che prestiate attenzione, TUTTI,» calca bene quella parola «a quello che sto per dirvi» il tono di voce sostenuto, duro in questo primo momento, così che possano sentirlo bene, alzando la destra a mo di paletta da vigile urbano che la invita a frenare, questa volta sul serio. «Ad Hogwarts non interessa minimamente la purezza del vostro sangue, il colore dei vostri capelli o il vostro piatto preferito» un cenno della mano, sbrigativo nell’accostare tre cose totalmente diverse che sono indipendenti dalle loro scelte. «E questo è il regalo più grande che questa scuola può farvi» lo sguardo scorre su tutti loro, prima di proseguire «la possibilità di diventare grandi maghi e streghe indipendentemente da dove si trova il vostro punto di partenza», ed ora si prepara a rispondere a quelle ultime domanda che suonavano più come accuse che altro «Fuori.» sembra quasi un’ordine o un lavarsene le mani, ma la realtà è che ha altro da aggiungere «Diventate bravi. Diventate essenziali nel vostro campo, eccellenze insostituibili! Se veramente volete cambiare qualcosa, se pensate che questo mondo sia ingiusto, allora impegnatevi per diventare qualcuno e far si che la vostra voce diventi forte senza dover ricorrere a un Sonorùs o alle parolacce» l’aria schifata nel dirlo, palese che si riferisca al linguaggio di RUBY e al suo comportamento. «E questo dipende interamente da voi.»
Tentativo in parte riuscito solo nel momento in cui il tutto si è concluso con il mettere in punizione l’INTERA SCUOLA:
«E PER RICORDARVI CHE QUI AD HOGWARTS SIETE TUTTI UGUALI, NESSUNO ESCLUSO» alza nuovamente la voce, il tono che si era fatto un po’ più paterno torna ad essere piccato. «QUESTO FINE SETTIMANA TUTTI GLI STUDENTI LO PASSERANNO A PULIRE L’INTERO CASTELLO SENZA L’USO DELLA MAGIA. E..AH» li frena prima che possano lamentarsi o continuare «E se sento ancora una discussione di questo tipo o una lamentela…farò in modo di azzerare tutte le clessidre in un colpo solo» è una minaccia che forse sta facendo tremare più i direttori delle case che gli studenti stessi, ma non gli interessa. «E se le clessidre non dovessero bastare, ci sono sempre i festeggiamenti di fine anno…» da cancellare. «Sono certo che farete un ottimo lavoro di squadra» ed ora è un sorrisino quello che gli spunta sulle labbra, strafottente come al solito «e che questo castello lunedì sarà splendente!».