WRWC2017: “Can you feel my heart is beating” [Heartbeat, Nneka]
È difficile. È davvero complicato far capire che a prescindere da quello che si vede in campo tu hai fatto di tutto per dare una connotazione diversa al corso degli eventi. Prima della gara con il Giappone ed entrare nella top 10 mondiale i commenti del tutto inappropriati si sono sprecati.
Tre partite non hanno mai reso nessuno un campione e tanto meno lo renderanno mai un giocatore “scarso”. In generale proferire verbo e sparare giudizi a zero su una persona e/o argomento che si presume di conoscere… non è il massimo. E coloro che hanno speso il proprio tempo per gettare fango gratuito sull’Italdonne che vede il Mondiale giunto ai titoli di coda… non sarà mai migliore di tutto ciò quello che ho visto in un mese a stretto contatto con una realtà che sa regalare emozioni forti.
Il mondiale per molti rappresenta il coronamento di un sogno. All’inizio di questo percorso avevo un’idea di cosa potesse essere. Viverlo mi ha dato la conferma di alcune sensazioni, amplificandole in un certo senso. Gran parte delle ragazze facente parte della spedizione irlandese hanno lottato duramente per strappare il pass per la rassegna iridata. Il Mondiale le aspettava da tanto e non vedeva l’ora di abbracciarle. E’ un po’ come due amanti che sanno di essere attratti l’uno dall’altro e si rincorrono per tanto tempo, ma per vari motivi non riescono ad incrociarsi. E quando accade… è mondiale. Qualcosa di forte e piacevole che poi per forza di cose, al termine della competizione, svanisce per motivi temporali. Ma tu sei pronto a correre per riconquistare tutto quello che ti ha dato emozioni forti, anche se sul campo hai commesso degli errori. Sai perfettamente che il Mondiale, così come la donna che credi essere “mondiale”, vanno riconquistati sul campo. E se hai commesso degli errori… devi farlo in altro modo, facendo capire in tutti i modi che vali più di quanto hai mostrato e che meriti quel posto.
“Quando in una donna l’erotico e il tenero si mescolano, danno origine ad un legame potente, quasi una fissazione”. Cit. Anais Nin
Il fulcro della frase è il “quasi”. Le fissazioni possono dare vita a scelte negative. Non bisogna abusare di tutte le cose che ti danno sensazioni positive. Bisogna coltivarle, dare loro lo spazio che meritano e godersele nel momento giusto. Un po’ come accade con i tatuaggi: hanno bisogno di cura, ma al tempo stesso di respirare senza occluderli sotto la pellicola trasparente. Con la giusta attenzione, nel tempo, il disegno resterà sempre quello che hai voluto.
L’erotismo riconduce alla passione, aspetto più consono e adatto alla causa azzurra, oltre che sicuramente più idoneo come vocabolo. E se la passione e il tenero si mescolano danno origine ad un legame altresì potente: l’Italdonne. E anche qui la fissazione non deve essere padrona di casa. Si entra in punta di piedi, si scruta, si conosce, ci si fa conoscere. I colori Azzurri devono essere curati e trattati come si confà a qualcosa/qualcuno che ritieni prezioso. Goderseli nei momenti in cui te li sei guadagnati ti fa apprezzare ancora di più il viverli con chi li condivide con te.
Non è di certo un caso che le due facce della medaglia più bella abbiano le stesse iniziali e lo stesso finale: Insieme e Italdonne. E vivendo per quasi un mese con loro ho capito il senso e l’importanza del termine Insieme.











