Crisi di mezza giovinezza.
A ventisei anni inizi a capire un po' di cose della vita. La prima su tutte: sai che della vita non capirai mai veramente un cazzo. A ventisei anni sei capace di alzarti al mattino alle quattro per andare a fare un lavoro che odi in un posto che odi. Sei capace di pagare l'affitto sempre lo stesso giorno del mese, sempre un giorno in anticipo. Sai quando arriveranno le bollette, e sai quando ti faranno sospirare. Sai quando rinunciare alle vacanze, perché tanto a ventisei anni non si va più davvero in vacanza: sposti il tuo corpo, ma la tua mente sta attaccata come una sanguisuga a tutti i problemi di sempre. A ventisei anni, sai cosa significa avere piú di una famiglia, quella da cui provieni e quella che ti sei creata. E allora il Natale si festeggia sempre due volte, prima con una e poi con l'altra. A ventisei anni hai visto chiaramente quanto possa essere brutta la gente, e hai, altrettanto chiaramente, perso le speranze nei confronti dell'umanità: le persone dall'animo bianco puoi già contarle sulle dita di una mano, e le tieni custodite in uno scrigno dentro al cuore. A ventisei anni hai già pianto così tanto che ti sei rotta finalmente le palle di piangere e hai scelto di lottare per essere felice. Perché a ventisei anni, se ti rompi le palle non scherzi, butti tutto all'aria e ricominci. Ma a ventisei anni, hai sempre già studiato un piano B. A ventisei anni sai perfettamente cosa fanno gli avvocati, i consulenti del lavoro e i sindacalisti. E ancora non sai cosa vuoi fare tu. A ventisei anni inizi a non avere più tanto tempo per fermarti a pensare: quando pensi, lo fai correndo. A ventisei anni sai cucinare una cena con il nulla, perché non hai nessuna voglia di andare a fare la spesa. A ventisei anni inizi a capire un po' di cose della vita. La prima su tutte: finalmente sai che questa vita è una fottuta, straordinaria magia.







