Apatia.
Non sempre se ne parla molto, non sempre le persone danno peso a questa forma di insensibilità, la prendono come una fase della vita temporanea quando invece potrebbe durare mesi, anni o forse anche per sempre.
Un conoscente terapista tempo fa mi disse che lo definisce un nascondere le proprie emozioni per finire di soffrire, per non dover più sopportar alcun dolore, e forse ha ragione.
L'apatia ti porta anche ad allontanare le persone perché non riesci più a dimostrare nulla nei loro confronti se non freddezza, come un piccolo cubetto di ghiaccio, lo prendi in mano, i primi momenti riesci a sopportarlo, ma dopo un po’ lo lasci cadere perché non ti senti più la mano.
Stessa cosa vale per le persone a cui tieni e tu sei apatico come nessuno aveva mai visto prima, provano ad avvicinarsi a te, a capirti ma dopo un paio di tentativi lasciano andare.
Loro non sanno cosa tu pensi, non sanno cosa provi e se la prendono con te, anche se in realtà tu stesso non sai cosa pensi o cosa provi realmente.
L'apatia è come un vuoto, non ti senti ne felice né triste, giornata dopo giornata comprendi che è solo un circolo, che tutto è sempre uguale, tutti i giorni sono uguali, non trovi differenze.
Ti svegli, guardi l'orario, rimani a letto ancora un po’ e poi prendi il telefono per controllare le notifiche, anche se non ti aspetti niente da nessuno, non pretendi nulla dalle persone, non pretendi le loro presenze perché tanto a te non frega più nulla.
Non hai più pensieri, non pensi più, perché ciò potrebbe far portare fuori le tue emozioni, ma tu non vuoi ciò, tu non vuoi stare male, invece di soffrire preferisci l'apatia totale, quella che ti porta a fregartene delle persone e di tutto ciò che ti circonda.
Silvio Smochina
















