Con cadenza mensile avverto l'istinto di adattarmi ad una normalità che non mi è mai appartenuta. Cerco di ritagliare con fragore uno spazio in esistenze colme di tutto ciò che non sono mai riuscito ad avere, forse con l'idea che per osmosi potrei capire anch'io come attaccarmi al seno della stabilità.
Puntualmente crollo, una primavera nascente stroncata da una serie interminabile di pioggia e temporali. Il momento sbagliato per spiccare il volo, il momento sbagliato per trovare il proprio obiettivo, quello peggiore per trovare il proprio posto nel mondo.
Dove sono?











