Ci sono cose che ti cambiano per sempre, con il tempo pensi di averle superate e poi escono fuori nei pensieri negativi che mi opprimono, nel voler chiudere tutto alla prima cosa che non va, negli sguardi assenti, nel peso che do alle parole, nella rabbia che esce sempre troppo spesso
Spesso mi dico “ma perché sei cosi” e poi ricordo; tutto quello che avevo rimosso per il mio bene appare così chiaro non appena ci ripenso
Io quella sensazione di essere niente l’ho impressa nella mente e sulla pelle, ogni parte di me la ricorda
E quando mi chiedono perché sono così legata al passato, perché non lascio andare, perché non vado avanti, perché mi ferisce quello che non ho ricevuto, io come lo spiego? Come lo spiego che non è una scelta, che io in quel passato mi sono sentita viva, che lasciando andare ho paura di perdere me stessa.
Come lo spiego che non è una condizione che ho scelto, che mi basta leggere un messaggio in quella chat per sentire il dolore sulla pelle
Come lo spiego che sono indifferente alla vita, spenta, e che per quanto ci abbia provato ad andare avanti sono fatta di dolore, sono plasmata di dolore. Non è l’indifferenza, non è quello che non ho ricevuto: sono io che mi spoglio di tutto, io che rincorro, io che amo, io che mi spengo, io che aiuto, io che ci provo, e ci riprovo, io che abbraccio, io che vedo gli occhi di chi amo spegnersi, io che fisso un puzzle per settimane chiedendomi ‘perché’, io che amo, io che lascio andare con tutto l’amore del mondo
Io che quegli occhi li vedo spenti, sempre, eppure prima erano così accesi
Sono io che divento il problema perché in quel ‘sei egoista, sei cattiva, pensi che il mondo giri sempre intorno a te’ comincio a rivedermi
Perche quelle parole io me le sono tatuata dentro
Come ve lo spiego che non è quello che non ho ricevuto, che non è l’indifferenza, non è il comportamento sbagliato degli altri a spegnermi, ma é tutto il dolore che io ho provato, come io mi sono sentita
É l’immagine di me, così felice, mentre ero lì, presente, che vivevo serenamente tutto quello che loro hanno poi calpestato