[manifesto] Damaged goods, send them back I can’t work, I can’t achieve, send me back Open the till, give me the change You said, would do me good Refund the cost You said you’re cheap but you’re too much
Riascolti qui e capisci quanta altra musica non abbia senso. La prima volta che ho ascoltato questa canzone, la prima volta che l'ho ascoltata sul serio intendo, me la ricordo ancora, è stato dopo che vidi lo sguardo del mio amore imprinting dei vent'anni. Lui era bianco e nero, un artista da bianchi e neri contrastati e insieme impastati come pieno e vuoto. Aveva trent'anni ed era già in piena crisi creativa ed esistenziale. Io ne avevo poco più di venti e cosa ne capivo? Pensavo solo che fosse l'essere più bello sulla faccia della terra, la sua schiena ei suoi occhi. E così questa canzone con il contrasto tra amore e lussuria, i baci dolci e il sudore acido che scivola giù per collo e schiena, e soprattutto quella roba avariata da rispedire al mittente e quel basso ipnotico è diventata la canzone di quell'amor fou, un anno di amore e poi uno di follia.
Ci vogliamo ancora bene.










