"Quei due erano così complicati. Lui orgoglioso e lei strana, a volte sensibile e a volte mandava tutto a fanculo senza nemmeno pensarci, però dopo se ne pentiva, e faceva di tutto per rimediare. Quei due, sapevano amarsi come nessuno. Quei due erano unici, niente riusciva a separarli, potevano gridarsi contro quanto volevano, e mentre non si sentivano si mancavano, non si cercavano, ma si pensavano, anche se nessuno dei due lo ammetteva mai. Quei due erano l’imperfezione, ma insieme diventavano la perfezione, si completavano a vicenda, si appartenevano prima ancora di conoscersi, si sono sempre appartenuti e si sono sempre cercati, fino a quel giorno che si incontrarono. Erano strani, diversi, ma come si completa un puzzle? Con pezzi diversi, e loro erano fatti per incastrarsi tra altri mille pezzi di puzzle e gli altri pezzi saranno tutta la vita che passeranno insieme, e lo completeranno, anche con mille litigi. Lo completeranno e rivedendo il puzzle completato ripenseranno ai mille momenti passati insieme, a tutti i litigi, a tutto, e capiranno che due come loro non li separerà mai niente e nessuno." 14|girl|
Il mare immenso, l’oceano mare, che infinito corre oltre ogni sguardo, l’immane mare onnipotente - c’è un luogo dove finisce, e un istante - l’immenso mare, un luogo piccolissimo un istante da nulla.
Alessandro Baricco “Oceano mare”
Le foto non sono mie, l’ho prese un po’ in qua e là su Tumblr.
dreamer-sola
Mi dispiace. Mi dispiace se a volte sembro ancora una bambina, se mi faccio mille problemi per questioni inesistenti; mi dispiace se quando sono arrabbiata parlo con le lacrime agli occhi, se quando sono felice sorrido troppo, se ho paura di perderti; mi dispiace se mi scuso troppe volte, ma per favore amami anche così.
“E’ che a volte ci immagino, me e te dico. In un pomeriggio d’estate, ad abbracciarci sul divano di una casa piena di luce. Ti scombino i capelli, perchè so che ti da fastidio, e sorrido solo all’idea. Immagino, appunto.”
Domenica 10 Agosto, ore 00:14, la voglia di stare con te, sotto un cielo, a guardare le stelle cadenti, e realizzare di aver avverato il mio desiderio, stare con te.
E’ che sento questa continua voglia di incontrarti, di perdermi in quei tuoi occhi che dannazione sono la fine del mondo e di baciarti quelle stramaledette labbra che ultimamente non faccio altro che sognare.
Quei due erano così complicati.
Lui orgoglioso e lei strana, a volte sensibile e a volte mandava tutto a fanculo senza nemmeno pensarci, però dopo se ne pentiva, e faceva di tutto per rimediare.
Quei due, sapevano amarsi come nessuno. Quei due erano unici, niente riusciva a separarli, potevano gridarsi contro quanto volevano, e mentre non si sentivano si mancavano, non si cercavano, ma si pensavano, anche se nessuno dei due lo ammetteva mai.
Quei due erano l’imperfezione, ma insieme diventavano la perfezione, si completavano a vicenda, si appartenevano prima ancora di conoscersi, si sono sempre appartenuti e si sono sempre cercati, fino a quel giorno che si incontrarono.
Erano strani, diversi, ma come si completa un puzzle? Con pezzi diversi, e loro erano fatti per incastrarsi tra altri mille pezzi di puzzle e gli altri pezzi saranno tutta la vita che passeranno insieme, e lo completeranno, anche con mille litigi. Lo completeranno e rivedendo il puzzle completato ripenseranno ai mille momenti passati insieme, a tutti i litigi, a tutto, e capiranno che due come loro non li separerà mai niente e nessuno.
Forse c’è qualcosa che avete paura di dire, o qualcuno che avete paura di amare, o un posto in cui avete paura di andare. Farà male. Farà male perchè è importante.