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Come come?
Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.
David Grossman, Qualcuno con cui correre. (via lacrimainterrotta)
foto di ESSICCA MORELLI, Milano - Isola.
MILANO
Signore dei forti e dei giorni storti libera nos da questo cielo grigiobigio. Ora che è tinto di biondo stinto e gira pretenzioso come un re vecchio che fotte ma non figlia nell’eccellenza muta
del nuovo skyline.
Per chilometri, miglia sopra la guglia di Unicredit Bank c’è un coperchio, un tappo un culo di bottiglia un tombino nero, unto, un NO di ghisa.
NERO
Io fuori. Io sono il nero. Io sono il freddo nero. Io sono il vento della notte e vorrei essere più NERO. Nero notte.
Taglia le gambe magre il vento nero.
Taglia le gambe che son tornate magre come allora. Ricordi? C’è erba bagnata rovi e spine e rami braccia adunche e sassi di ginocchia sanguinanti e lacci di tagliole delle volpi nel bosco nero nero io bambino correvo col fiatone verso casa ho perso casa ho perso casa ho perso
tutto
ho perso il tempo.
Notte.
Guarda, un ragazzino nero corre. Lungo viale Jenner, a Milano.
Gambe nere magre, nere.
Luce neon.